Leggendo lo scritto seguente, tratto da una agenzia, ho la certezza che questa ministra non ha idea di essere donna. A suo tempo la Merlin fece la legge con l'intenzione di aiutare le donne e di non rendere lo stato un "agente" schiavizzante delle donne, non si era resa conto che il "mestiere" non solo non sarebbe scomparso ma si sarebbe riversato nelle strade e sarebbe diventato una delle voci importanti della malavita organizzata, a parte questa svista era un modo per aiutare ad aumentare la dignità femminile e le donne. anche se discutibile ed imperfetta la legge merlin era un gesto di civiltà e rispetto della donna, la legge proposta dalla ministra è esattamente il contrario. Le minori invece di essere aiutate a smettere e a uscire da quell'inferno vengono reimpatriate (così verranno reimmesse in Italia dopo pochi mesi), e poi mi chiedo le minorenni italiane che fine fanno? La cosa positiva è l'inasprimento delle pene per chi sfrutta anche se secondo me sono molto miti e di sicuro chi ne farà le spese saranno le prostitute e non gli sfruttatori. Combattere la prostituzione è come combattere coi mulini a vento, è definito il mestiere più antico del mondo non a caso, è una di quelle cose che non si possono risolvere vietandole ma si possono organizzare in modo "onesto" come avviene più o meno in quasi tutti i paesi europei. Bisogna fare una lotta spietata allo sfruttamento con pene pesantissime e permettere alle prostitute di organizzarsi e autogestirsi. Bisogna permettere a chi vuole uscirne ne possa uscire, dare sostegno sanitario ecc... non multare, arrestare, reprimere. è dimostrato che le multe non spaventano nessuno. dopo questa legge molto probabilmente aumenteranno le sale massaggio.
Anche in questo caso la legge colpirà i poveracci e le poverette sfruttate dalla delinquenza organizzata e non chi si può permettere la prostituzione di lusso non se ne accorgerà e non verrà mai arrestato, senza contare che la malavita organizzata non verrà assolutamente toccata nei suoi traffici. Tempo fa a torino ci fu un iniziativa più intelligente per scoraggiare i clienti (solo che poi venne bloccata perchè ledeva la privacy) , a questi clienti venivano fotografate le targhe e poi pubblicate sulla stampa cittadina, cosa alquanto più efficace di una multa, il pubblico ludibrio è molto più efficace di qualsiasi multa. Legalizzando la prostituzione e regolamentandola vorrebbe dire anche togliere dalle mani della mafia e della malavita una grossa fetta di guadagno e molto probabilmente questo non è accettato da questi signori che dalla illegalità hanno solo vantaggi come per le droghe leggere che se legalizzate toglierebbero a questi signori un'altra grossa fetta di
guadagno. il mio è di sicuro un sospetto mligno una vera e propria illazione, ma che fusse fusse che i nostri politici non vogliano fare delle leggi che legalizzino questi due "problemi" proprio per questo? nooo non potrebbero mai farlo...
è stato approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge del ministro per le Pari opportunita', Mara Carfagna, che introduce il reato di esercizio della prostituzione in strada e, piu' in generale, "in luogo pubblico". A rischiare multe salatissime fino a 3.000 euro e il carcere (da 5 a 15 giorni) non saranno solo le lucciole, ma anche i clienti. Arresto e multa non solo per chi si prostituisce ma anche per i clienti, pene piu' severe per chi appartiene a un'associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, rimpatrio per i minorenni stranieri costretti a prestazioni sessuali. Sono i punti principali del ddl, composto da 4 articoli. L'articolo 1 (che modifica la legge Merlin del 1958) introduce il reato di esercizio della prostituzione: arresto da cinque a quindici giorni e ammenda da 200 a 3.000 euro per chi offre prestazioni sessuali, pena applicata anche ai clienti delle 'lucciole'. Se la prostituzione -si spiega nella relazione illustrativa- deve considerarsi "fenomeno di allarme sociale", non puo' ammettersi un "distinto trattamento" tra chi la eserciti e chi se ne avvalga. Il ddl Carfagna, quindi, mira ad introdurre misure che "tutelino la dignita' ed i valori della persona umana e la sua liberta' di determinazione", prevenendo "le cause di un diffuso allarme per l'ordine pubblico e la sicurezza". Con l'introduzione del reato di prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico si vuole eliminare la prostituzione di strada e, contemporaneamente, contrastare lo sfruttamento. Per questo, l'articolo 3, prevede anche pene piu' pesanti per chi organizza o partecipa ad un'associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione: nel primo caso si rischia da 4 a 8 anni di reclusione, nel secondo da 2 a 6 anni. Un punto importante inoltre e' dedicato alla prostituzione minorile: carcere da 6 a 12 anni e multa da 15 mila a 150 mila euro per chi "recluta o induce alla prostituzione una persona di eta' inferiore agli anni diciotto" o "favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di eta' inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto". Chiunque compia atti sessuali con un minore di eta' compresa tra i 16 ed i 18 anni, in cambio di denaro od altro, potra' essere punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da 1.500 a 6.000 euro. Se il minorenne ha meno di 16 anni, la pena e' aumentata da un terzo alla meta' e le attenuanti non possono essere equivalenti o prevalenti rispetto al prescritto aumento di pena. I minori stranieri non accompagnati che esercitano la prostituzione nel nostro Paese saranno riaffidati alla famiglia o alle autorita' responsabili del loro Paese d'origine. Con un regolamento da emanarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, verranno stabilite procedure accelerate e semplificate per il rimpatrio del minore.
Anche in questo caso la legge colpirà i poveracci e le poverette sfruttate dalla delinquenza organizzata e non chi si può permettere la prostituzione di lusso non se ne accorgerà e non verrà mai arrestato, senza contare che la malavita organizzata non verrà assolutamente toccata nei suoi traffici. Tempo fa a torino ci fu un iniziativa più intelligente per scoraggiare i clienti (solo che poi venne bloccata perchè ledeva la privacy) , a questi clienti venivano fotografate le targhe e poi pubblicate sulla stampa cittadina, cosa alquanto più efficace di una multa, il pubblico ludibrio è molto più efficace di qualsiasi multa. Legalizzando la prostituzione e regolamentandola vorrebbe dire anche togliere dalle mani della mafia e della malavita una grossa fetta di guadagno e molto probabilmente questo non è accettato da questi signori che dalla illegalità hanno solo vantaggi come per le droghe leggere che se legalizzate toglierebbero a questi signori un'altra grossa fetta di
guadagno. il mio è di sicuro un sospetto mligno una vera e propria illazione, ma che fusse fusse che i nostri politici non vogliano fare delle leggi che legalizzino questi due "problemi" proprio per questo? nooo non potrebbero mai farlo...
è stato approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge del ministro per le Pari opportunita', Mara Carfagna, che introduce il reato di esercizio della prostituzione in strada e, piu' in generale, "in luogo pubblico". A rischiare multe salatissime fino a 3.000 euro e il carcere (da 5 a 15 giorni) non saranno solo le lucciole, ma anche i clienti. Arresto e multa non solo per chi si prostituisce ma anche per i clienti, pene piu' severe per chi appartiene a un'associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, rimpatrio per i minorenni stranieri costretti a prestazioni sessuali. Sono i punti principali del ddl, composto da 4 articoli. L'articolo 1 (che modifica la legge Merlin del 1958) introduce il reato di esercizio della prostituzione: arresto da cinque a quindici giorni e ammenda da 200 a 3.000 euro per chi offre prestazioni sessuali, pena applicata anche ai clienti delle 'lucciole'. Se la prostituzione -si spiega nella relazione illustrativa- deve considerarsi "fenomeno di allarme sociale", non puo' ammettersi un "distinto trattamento" tra chi la eserciti e chi se ne avvalga. Il ddl Carfagna, quindi, mira ad introdurre misure che "tutelino la dignita' ed i valori della persona umana e la sua liberta' di determinazione", prevenendo "le cause di un diffuso allarme per l'ordine pubblico e la sicurezza". Con l'introduzione del reato di prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico si vuole eliminare la prostituzione di strada e, contemporaneamente, contrastare lo sfruttamento. Per questo, l'articolo 3, prevede anche pene piu' pesanti per chi organizza o partecipa ad un'associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione: nel primo caso si rischia da 4 a 8 anni di reclusione, nel secondo da 2 a 6 anni. Un punto importante inoltre e' dedicato alla prostituzione minorile: carcere da 6 a 12 anni e multa da 15 mila a 150 mila euro per chi "recluta o induce alla prostituzione una persona di eta' inferiore agli anni diciotto" o "favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di eta' inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto". Chiunque compia atti sessuali con un minore di eta' compresa tra i 16 ed i 18 anni, in cambio di denaro od altro, potra' essere punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da 1.500 a 6.000 euro. Se il minorenne ha meno di 16 anni, la pena e' aumentata da un terzo alla meta' e le attenuanti non possono essere equivalenti o prevalenti rispetto al prescritto aumento di pena. I minori stranieri non accompagnati che esercitano la prostituzione nel nostro Paese saranno riaffidati alla famiglia o alle autorita' responsabili del loro Paese d'origine. Con un regolamento da emanarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, verranno stabilite procedure accelerate e semplificate per il rimpatrio del minore.
postato da: dariocicchero alle ore settembre 11, 2008 20:47 | Permalink | commenti
categoria:affari e affaracci
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