lunedì, dicembre 24, 2007
Nel 2007 quasi 2008 in uno stabilimento FIAT (Quello di Melfi tanto per non fare nomi) non c'è il medico di turno la notte quando ci sono 5000 e più operai al lavoro. dimenticavo il più vicino ospedale è a 60 chilometri

Per approfondire la cosa vi rimando al bel post della Vale

http://la-vale.splinder.com/

e da quel post vi mando alla petizione per far avere un medico agli operai di melfi, per dare il diritto di non morire di lavoro.

http://www.uldericopesce.com/petizione_fiat/petizione.asp?PagePosition=1
postato da: dariocicchero alle ore dicembre 24, 2007 21:42 | Permalink | commenti (2)
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domenica, dicembre 23, 2007
Oggi ha aperto il blog una mia cara amica, non è molto avezza al mondo di splinder e non ha capito molto come funziona, aiutiamola.. grazie

il link è tra i miei link, naturalmente ed è Gattoni.
postato da: dariocicchero alle ore dicembre 23, 2007 21:04 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, dicembre 20, 2007
Un Cittadino scrive alla redazione di torinomedica a proposito di un articolo che richiama alla coerenza i medici (almeno crdo io lavoro ai video e gli articoli non li leggo :)):

"Leggo sulla Stampa che in un vostro articolo stigmatizzate quei medici (pare il 33 %) che hanno il vizio del fumo, richiamando a problemi etici e deontologici. Ma perchè siete così preoccupati (premetto che non sono un fumatore)? Pensate ancora che un cittadino/paziente creda ancora alle raccomandazioni ed agli esempi che vengono dalle varie figure di professionisti? Credete davvero che un cittadino, anche alla luce degli scandali nostrani (Parmalat, bond argentini ecc.) creda ad un funzionario di banca, come vent'anni fa? O che notai, giornalisti, avvocati e quindi anche medici godano di credibilità tra i cittadini? Ci si rivolge a loro in quanto privi di alternative e/o scelte diverse. Punto e basta. Personalmente sono stato visitato all'ospedale da viceprimari con la sigaretta in bocca, ho ricevuto consigli pro-evasione da notai benpensanti e conosco giornalisti che non scriverebbero mai due sole righe sul politico di turno! A proposito di politici, forse loro, in quanto eletti, dovrebbero godere della massima credibilità e da loro dovremmo aspettarci il miglior esempio possibile... ma per favore! Dedicate il vostro spazio e la vostra attenzione ad argomenti a sfondo scientifico ed abbandonate le crociate moralistiche in questo mondo immorale! Conviene a tutti, buon lavoro."

Io non sono un moralista ma trovo "doveroso" che un ente che deve sovraintendere soprattutto i rapporti tra una categoria e i cittadini (questo è il ruolo principale di un ordine professionale che voglio ricordare è, almeno per quello dei medici, un organo dello stato) richiami ad una "etica" e ad un comportamento coerenti i medici che ci dicono cosa non bisogna fare. Ora che un pneumologo mi venga a dire di non fumare con la sigaretta in bocca la trovo una cosa sbagliata. Forse sono ancora ingenuo ma io credo che l'esempio a volte serva più di tante altre cose.
postato da: dariocicchero alle ore dicembre 20, 2007 23:46 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, dicembre 19, 2007
è nata Giulia la Figlia di una cara amica, la Ceci.

E' una bimba fortunata perchè vivrà con due genitori che le insegneranno a navigare con vento a favore e  controvento e non solo in modo figurato.

un abbraccio stretto a questa nuova "tribù".
postato da: dariocicchero alle ore dicembre 19, 2007 13:04 | Permalink | commenti (2)
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domenica, dicembre 16, 2007
Lo avevo messo in conto, quando ho iniziato a lavorare per un sito legato al mondo medico, ma speravo che non mi sarebbe toccato; invece giovedì ho avuto il "battesimo"... La mattina è una di quelle mattine, cielo terso e freddo cane, in cui avresti voglia di goderti il panorama da una stanza calda con un tazzone di cioccolata bollente in mano. Sono le 8.40 e io quella stanza l'ho lasciata da più di un ora (odio vivere distante dal centro...) oltre tutto senza aver bevuto la cioccolata bollente. Sono davanti all'istituto di medicina legale, un bell’edificio con una facciata di stile “fascista arrotondato” uno di quei edifici del primissimo dopoguerra dove l’architettura non si era ancora staccata dal “ventennio” e lo aveva “arrotondato” nonchè contaminato con un po’ di “Belle Époque”. Dalla porta semiaperta dell’edificio intravedo un signore, alto, coi capelli lunghi e due occhi vispi che sta parlando al telefono con in bocca un quarto di toscano. é compassato e tranquillo, il viso simpatico, lo identifico come l’uomo che ci farà da “Virgilio” in questo lavoro. Mi nota.

Lei è di... (sempre col toscano in bocca)

Si sono l'operatore di Torinomedica.com

venga dentro che fa' più caldo.

Entro, il profumo del toscano invade i miei sensori olfattivi, lui finisce di parlare al telefono.Ci presentiamo.

Lei è il signore che ha un po' di problemi coi cadaveri e coi pezzi anatomici...

Be non proprio... diciamo che non ho studiato medicina come il mio collega Nicola, ho fatto il fotolitografo e non sono avvezzo ai pezzi anatomici... più che altro volevo fare un sopralluogo per capire se era possibile fare delle riprese che avessero un senso, capire le dimensioni, il tipo di luce, perché a me anche se siamo una piccola realtà con dei piccoli mezzi mi piace lavorare bene... Naturalmente il tutto detto molto professionalmente. Lui sorride bonario.

Venga andiamo di la a vedere così si fa' un idea del posto.

Un poco titubante lo assecondo. Si avvia verso una porta, la apre ed entriamo in un'ambiente ampio con una specie di schedario di fronte a noi e una doppia porta al suo fianco. Apre la porta ed entriamo in un corridoio che "costeggia" una cella frigorifera identica a quelle usate in macelleria. Noto che il termostato segna i -3. Al fondo della cella sulla sinistra c'è una porta aperta, il mio accompagnatore ci si infila, lo seguo. La stanza è ampia e "antica", sulla destra il grande davanzale ospita un fornello elettrico con sopra una pentola di media dimensione, di fronte a me si apre un'altra porta verso un locale che sembra un magazzino. Alla mia sinistra due tavoli "settori" uno vuoto e l'altro, quello più vicino alla mia posizione, ha sopra un corpo avvolto in un lenzuolo bianco. Alla vista dei due tavoli settori scompare l'apnea mentale e mi rendo conto che nella stanza oltre a noi ci sono una quindicina di studenti di medicina e la tecnica di laboratorio. il mio "ospite" svolge delicatamente il corpo dal suo sudario e me lo mostra. Non è il cadavere a "colpirmi" ma i tavoli settori, questi sono "antichi" ma ricordano quelli a cui ci hanno abituato molti telefilm. La cosa che mi colpisce e mi fa' un po' rabbrividire sono i canali di "scolo" che convergono al centro, e il "catino ceramico" posto sotto il lato "testa".

Venga a vedere... vede non c'è nulla di drammatico da vedere, è solo un corpo, oltre tutto è in perfette condizioni...

Non lo dice per mettermi a disagio, anzi il suo tono è rassicurante ed estremamente gentile, i suoi gesti verso il cadavere sono rispettosi, quasi rituali. Guardo il corpo e trovo che mi somigli un po', sarà la barba, i capelli: un io più vecchio e decisamente più rigido. La tecnica di laboratorio con molta delicatezza ricopre il corpo con il lenzuolo, un gesto quasi intimo. Usciamo per andare a recuperare il mio collega all'entrata dell'istituto. Il dottore mi spiega che quell'uomo ha donato il corpo alla scienza.

C'è un "positivo ritorno" a quest'abitudine che in questi anni un poco si era persa. La legge non lo vieta ma non è molto chiara in riguardo, in parlamento da anni c'è un disegno di legge al riguardo ma viene sempre rimandato. Pare non piaccia l’argomento...(con tono ironico)

Naturalmente, come ogni buon fumatore di sigaro, tutte queste cose le dice e le fa con il sigaro in bocca. Arriva il collega, lo “recuperiamo” e ci avviamo verso la sala settoria, nel mentre arriva anche il chirurgo che terrà la lezione al gruppo di studenti. Veniamo presentati al professore. Sparisce dietro ad una porta a vetri e dopo poco torna col camice, i guanti e un po' di "ferri del mestiere". Decide di “operare” sul lato sinistro dell'uomo, nel frattempo si è materializzato un assistente del professore con tanto di camice. Assistente, tecnica di laboratorio, professore e “Virgilio” spostano il corpo verso il lato destro dell'ampio tavolo settorio. Mi "stupisce" la rigidità del corpo e il peso che traspare dalla difficoltà che hanno a spostarlo di pochi centimetri. Vengono preparati i "ferri" e il professore inizia ad "operare". Intanto io ho preso la telecamera, il mio filtro verso il mondo. Un Fotoreporter di guerra, incontrato molti anni fa', alla mia domanda: Ma come fai a scattare quelle foto raccapriccianti senza stare male di stomaco?

Candidamente mi rispose: perché non sono "reali" quando entrano nel mio mirino...

In un primo momento non capii cosa intendeva poi con gli anni e con l'esperienza ho capito cosa intendesse. L'ho capito mettendo, a mia volta, "nel mirino" la realtà che avevo di fronte e scoprendo che effettivamente quando entra nel mirino per l'osservatore non è più reale o almeno non è più una realtà globale, diventa un particolare perdendo la sua dimensione orrifica che potrebbe avere in una visone di insieme. Proprio per la teoria del “particolare” la prima cosa che noto attraverso il mirino sono gli “strumenti del lavoro” e poi allargando un po’ la visone quello su cui operano. il Bisturi preciso e deciso, in mano al professore, penetra la gamba dell’uomo senza rumore e seza sange il che mi aiuta a non distogliere l’inquadratura, poi lentamente uno strano strumento che sembra un piccolo rastrello con le punte collegate da un filo di ferro apre lentamente il taglio. Gli allievi si assiepano intorno al professore, lui descrive le sue operazioni facendo anche delle domande:Dietro cosa si trova il nervo sciatico? Non è una domanda “retorica” o descrittiva perché da li a poco il nervo sciatico si presenta in tutta la sua interezza e mi rendo conto che è lungo lungo, io credevo che fosse solo situato nella zona in cui ogni tanto mi fa male, invece arriva fino alla caviglia. Riprendo dei totali con gli studenti e dei totali della gamba, mi aggiro intorno al tavolo per trovare l’inquadratura giusta, la più “bella” la più “utile” al servizio che dobbiamo fare. Sono entrato in pieno nel “mirino”, nella fase “estetica”, non mi importa più che di fronte a me ci sia un fiore o un cadavere c’è solo una ripresa da fare. La cosa mi ha sempre stupito. Un giorno, parlando con una amica, dissi: dammi una telecamera in mano e supero tutte le mie paure e i miei dubbi.

Ora ne ho la certezza. Passano i minuti e oltre a continuare le riprese senza batter ciglio sono interessato alla lezione. Mi capita sempre di essere interessato alle cose che non conosco, è una delle cose acquisite nel tempo realizzando industriali e non solo, se devo riprendere qualcosa devo conoscerla bene per poter coglierne le cose più interessanti. Infatti buona cosa per portarsi a casa delle riprese utili è fare domande sul funzionamento di quello che si va a riprendere: Come viene svolta una certa azione, come funziona un macchinario, come viene usato il macchinario, come si usa uno strumento e il perchè si usa così ecc... Spengo la telecamera e mi avvicino al gruppetto dove il mio collega chiacchiera con “Virgilio” e l’assistente di studio. Mentre il dottore continua la sua lezione noi si chiacchiera di varie cose inerenti alla “situazione” e non. Scopro cosa c’è nella pentola: alcune parti di spina dorsale da “pulire”. Mi sembra più che normale in quel luogo, la tecnica di laboratorio mi dice che oggi ha evitato di accendere il fornello per non “turbare” l’olfatto degli studenti anche se ormai al punto in cui era arrivata la pulitura sarebbe stato solo odore di sapone. Mentalmente la ringrazio della delicatezza ricordandomi il fetore che facevano gli animaletti “puliti” dal mio coinquilino di Firenze (lavorava per dei musei di scienza naturale). Mi ritrovo, come sempre, a fare domande “tecniche” sul come si fa una cosa o un altra, sul capire le “cose di contorno”. Mi ritrovo a chiedere, indicando la cella frigorifera, al nostro Virgilio: Ma i cadaveri si tengono solo a meno 3 gradi?

Naturalmente lui mi risponde come se avessi fatto la domanda più normale del mondo (e effettivamente in quel contesto lo era): No, quella è una camera intermedia per lo scongelamento. La vuole vedere?

Volentieri.

Mi accompagna alla cella frigorifera direi felice della mia domanda e della mia curiosità e me la mostra con un certo orgoglio, in fin dei conti è orgoglioso, e ne ha ben donde, di questo progetto a cui lavora. Apre la cella, all’interno ci sono sacchetti vari, formaldeide in barattoloni e una lettiga completa di cadavere avvolto in celofan scuro. Ci descrive il suo interno e ci spiega che le celle di “mantenimento” sono sotto, quelle scendo a -20 gradi, mi viene in mente che anche il gelato si tiene a -20 quando è in mantenimento. Poi ci spiega che l’uomo di la è un po di giorni che fa “avanti e indietro” dai frigo, naturalmente sempre come se parlassimo di una cosa normalissima e ormai anche per me è una cosa normalissima infatti faccio domande “tecniche”, perché ormai sono entrato a pieno nella fase curiosa, quella che mi fa’ fare decentemente il mio lavoro. Mi spiega anche perché ha consigliato di iniziare ad operare dagli arti inferiori: è la parte che si scongela prima.

Scopro che l'inserto, della stampa, "tutto scienza" non ha voluto fare un "pezzo" sulla donazione del proprio cadavere alla scienza perchè i lettori si sarebbero potuti spaventare... e per fortuna che si chiama tutto scienza questo inserto... Rientriamo in sala settoria, il professore è nel pieno della lezione, faccio altre riprese e poi ci rendiamo conto che si è fatto tardi, dobbiamo andare e mi dispiace perchè la lezione è interessante, però il dovere ci chiama. Prendiamo accordi per ritornare quando ci sarà una cosa meno noiosa di una lezione di ortopedia (almeno così dice il mio collega) e poi salutiamo. Il nostro "Virgilio" ci accompagna alla porta lo salutiamo cordialmente e ci avviamo a piedi verso l’ufficio. Mi rendo conto che era proprio fame quella che mi aveva preso prima in sala settoria, non avevo fatto colazione prima di andare al “lavoro” e ora il mio stomaco era furioso.
postato da: dariocicchero alle ore dicembre 16, 2007 16:20 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, dicembre 12, 2007
"lasciato un po' nelle mani degli ascoltatori che durante il periodo dei programmi-"alcatraz"in tv o "zombi" su radio 24- arrivava a 10 mila ingressi al giorno". per gli ascoltatori era un modo di dialogare e scrivere a jack."ma quando mi sono accorto che i fan di jack usavano il blog come una chat, non mi è più piaciuto".

Questa è una dichiarazione di Diego Cugia letta da me su metro. Una cosa giusta l'ha detta "i fan di jack" non i suoi (di diego cugia). con questa ennesima dichiarazione di poco rispetto verso le persone che gli permettono di fare il suo lavoro ascoltando e vedendo le sue trasmissioni dimostra sempre più di essere un vero intellettualoide di sinistra che vive ai parioli...

postato da: dariocicchero alle ore dicembre 12, 2007 11:38 | Permalink | commenti
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martedì, dicembre 11, 2007
Mi scuso se sembrerò irrispettoso e cinico, ma assicuro che non è mia intenzione di mancare di rispetto ai "caduti" di Torino di questi giorni passati. Premesso questo faccio una domanda in primis alle istituzioni e poi a tutti noi: Perchè si contano solo e sempre i morti?

Io sono molto incazzato per quello che è successo a Torino ma lo sono ancora di più perchè non ho sentito nessuno ricordare che per certi aspetti la "morte bianca" è un problema "definitivo", nel senso che non ha costi sociali a lungo termine, se non per la famiglia, mentre l'invalidità a causa di un incidente sul lavoro ha costi sociali per l'invalido, la famiglia e la società ben più alti e gravosi. Sono incazzato perchè pochi hanno ricordato che se muori dopo 60 giorni non sei più morto per la "causa" scatenante, in questo caso incidente sul lavoro (vale in ogni causa di morte, incidenti stradali, casalinghi ecc...). Sono incazzato perchè solo quando succedono cose gravi e per certi aspetti "spettacolari" i media si ricordano dei dati e delle statistiche, si ricordano che la morte di uno o più operai può fare notizia. Dico spettacolari perchè quando cade un manovale da un ponteggio giusto danno la notizia, mentre quando uno viene bruciato vivo ne parlano di più, si indignano verso loro stessi (n.d.r. apertura di matrix dell'11-12-07) facendo il mea culpa e poi intervistando i parenti delle vittime come "fanno sempre" e non per far uscire il vero problema della questione: il silenzio del mondo dei media verso il problema. Sono incazzato con questi giornalisti che invece di fare le sane inchieste di un tempo sanno solo cavalcare il dolore altrui.

"Il numero totale di infortuni sul lavoro in Italia è in calo rispetto al 2005: l’Inail ha registrato 927.998 denunce di infortuni"

Felicitiamoci di questi dati... il numero è in calo, quasi un milione di lavoratori aprono una pratica inail, peccato che mancano i dati di quelli che la pratica inail non la possono aprire lavorando in nero. L'altra sera in un bel Film-inchiesta sulla cocaina, ad un certo punto si sconfina nel lavoro nero con tanto di caporali che reclutano manovali e non siamo nel profondo sud ma vicino brescia e ho la strana sensazione che questa "abitudine" sia diffusa ovunque in italia, considerando che lo è nel campo agricolo e in quello edile gli infortunati non saranno pochi. Mi rendo conto che a volte gli infortuni sono "causati" dagli stessi lavoratori che non mettono il casco perchè fa caldo, che non mettono le cinture di sicurezza perchè si sentono legati ecc... questo lo posso affermare per aver fatto molti lavori e per aver passato il tempo, mentre micapitava di realizzare industriali, a urlare di mettersi "in sicurezza" ai vari "attori-operai dell'industriale". Io credo che bisognerebbe educare i lavoratori alla "messa in sicurezza" e applicare le leggi senza sbandierare ogni volta la necessità di nuove leggi per poi appesantire la legislazione e non fare nulla di concreto.

"infortuni sul lavoro: peggio della guerra

INDAGINE REALIZZATA CON IL PATROCINIO DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ATTIVITà PRODUTTIVE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI 

Roma, Maggio 2007


 Le cifre sugli infortuni e sulla mortalità nel mondo del lavoro in Italia sono drammatiche e mettono in risalto l'inefficacia dei provvedimenti legislativi a tutela dei lavoratori. Dall'aprile del 2003 (anno di inizio della 2° Guerra del Golfo) all'aprile 2007 i militari della coalizione che hanno perso la vita durante le operazioni belliche sono stati 3.520. I morti sul lavoro in Italia dal 2003 all'ottobre del 2006 sono stati 5.252. Ogni anno in Italia muoiono in media 1.376 persone per infortuni sul lavoro. Poco meno del 70% dei lavoratori (circa 850) perdono la vita per cadute dall'alto di impalcature nell'edilizia; ribaltamento del trattore in agricoltura; in un incidente stradale nel trasporto merci per le eccessive ore trascorse alla guida. L'età media degli infortuni mortali si aggira sui 37 anni per cui, dato che l'aspettativa di vita alla nascita è in media di circa 79,12 anni, ogni incidente comporta una perdita di vita pari a 42 anni. Moltiplicando questo dato per il totale dei morti gli anni di vita persi ammontano a poco meno di 58mila. "
postato da: dariocicchero alle ore dicembre 11, 2007 18:55 | Permalink | commenti (1)
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sabato, dicembre 08, 2007
Il 21 dicembre verrà presentata a milano una creatura concepita da me e dal buon Simone (il mio socio), niente di strano è un sito internet, direi il mio (lui ne ha gia molti altri all'attivo) primo sito.

il sito è:

www.anaaopiemonte.it

ed è un sito di medici (tanto per cambiare) per l'esattezza di un sindacato di medici (quello di sinistra)in cui ci saranno notizie, tutorial e prossimamente, appena verranno inseriti come provider, anche corsi ECM.

Verrà presentato in un incontro nazionale a milano e devo dire che sono un poco emozionato e anche impaurito dalla cosa, ho sempre paura che non piacerà. Per quanto riguarda i contenuti di sicuro saranno interessanti ho solo dei dubbi sulla parte più strettamente grafica, forse l'abbiamo fatta un po' troppo fumettosa.

se per caso qualcuno gli darà un occhiata mi faccia sapere, grazieeee
postato da: dariocicchero alle ore dicembre 08, 2007 03:05 | Permalink | commenti (4)
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