venerdì, novembre 30, 2007
"Per leggere Dante ci vuole uno scrittore e non un attore che per quanto intelligente e attrezzato professionalmente ha la tendenza a leggere un testo nel modo migliore possibile. Ma cosi' facendo rischia di farsi sopraffare dalla sua bravura".

"Benigni e' un esempio emozionante. L'ho visto in tv, mai dal vivo. Eravamo amici. Ora non ci sentiamo da molto tempo", spiega Sermonti che aggiunge: "Il suo modo di attualizzare Dante e' divertente ma non si possono dire spiritosaggini e cose un po' ovvie per adescare il pubblico. Questo non e' un buon servizio fatto al Poeta e nemmeno agli ascoltatori. Ho 78 anni e mi dispiace lasciare il campo a questo tipo di divulgazione allegra. Dante e' duro e severo e ci vuole durezza e severita' per capirlo. E' un'operazione delicatissima, che non si puo' fare alla buona".

Parola di Vittorio Sermonti




Io ho vissuto molti anni a Firenze e una delle cose che più mi manca è la lettura della divina commedia fatta "a fianco" di Santa Croce. Mi manca perchè i vari oratori (mediamente professori universitari) che ho sentito leggerla la "spiegavano" e lo facevano un po' alla Benigni in modo un po' "dissacratore" contestualizzandola nel periodo in cui è stata scritta, spiegando il perchè aveva inserito tizio invece di caio in quel girone ecc... da quello che ho sentito in quelle letture l'essenza che ne traspare, caro Prof. Sermonti, non mi è sembrata dura e severa, ma ironica, sarcastica, gioiosa, pietosa, giocosa, a volte dissacrante verso il potere del tempo, per non parlare del divertente uso "personale" che fa dell'opera per "schiaffare" i suoi nemici nell'inferno affliggendoli delle peggio pene, che molto probabilmente avrebbe voluto applicare personalmente. Mi è sembrata una delle opere più "umane" e appassionate che essere umano abbia scritto. Ma io, caro professore, non faccio di sicuro testo. Tengo la terza professionale e come Benigni faccio parte del mondo dello spettacolo...

Certo che criticare chi fa' qualcosa per far passare la cultura a RAI 1 è proprio "costruttivo" e da la dimensione delle nostre università intrise di "baronie" e meschinità, di docenti-dei e di eterni precari i quali normalmente rimangono tali se non sono abbastanza amici, parenti e soprattutto accondiscendenti della "casta" eletta (da se stessa) e mediamente sono quelli più illuminati e propositivi (i precari), ma questa è un'altra storia caro Professore. Io non amo molto Benigni o meglio mi piace e non mi piace, lo trovavo un giovane geniale ai tempi di "radiolibera" e secondo me lo è oggi con la lettura di Dante, anche se non è un idea sua perchè da anni (come ho detto all'inizio) a Firenze si fa e lo si fa nei modi più diversi (quello che trovo bellissimo è spiegato nell'ansa a seguire), la genialità di Benigni e la grandezza oggi è data dallo "sfruttare" la sua fama per sdoganare uno dei libri più odiati dagli studenti (a meno che non abbiano un prof. intelligente) e più amati da chi da ex studente ne ha sentito una lettura "diversa" come è capitato a me e come capita ascoltando Benigni. Forsi i classici, resi ostici dai paludati professori caro Professor Sermonti, sarebbero capiti e aprezzati se a leggerli ci fossero meno scrittori (ma a me risulta che il Benigni abbia scritto libri e sceneggiature, perciò è definbile scrittore) e meno "professori" ma più esseri umani che condividono le proprie conoscenze con meno durezza e severità. Ma come ho detto prima io non posso parlare perchè non sono ne professore, ne scrittore, ne laureato, ne paludato...






GENIO FIORENTINO, 214 CANTORI PER LA 'COMMEDIA' DI DANTE PER LE STRADE DI FIRENZE



12/05/2007 - Il più piccolo ha 10 anni, il più grande 86. Sono alcuni dei 214 cantori della Divina commedia, tra cui alcuni 'vip', che stanno percorrendo le strade del centro storico fiorentino declamando i versi di Dante. E' la seconda edizione di "100 Cantori per Firenze, all'improvvisodante" organizzata da Cult-er e ideata da Elsinor nell'ambito del festival 'Il genio fiorentino'. Fino alle 20 di stasera, in 100 location diverse, una per canto, il pubblico può leggere e ascoltare i versi danteschi e riviverli nei luoghi cari al Sommo poeta: strade, piazze, ma anche chiese, chiostri, palazzi, musei alcuni dei quali sono stati aperti per l' occasione. Al presidente della Provincia Matteo Renzi è stata affidata l'apertura della manifestazione ai piedi della statua di Dante in Santa Croce con la lettura del primo canto dell'Inferno. I sindaci del territorio provinciale fiorentino hanno declamato in piazza Santissima Annunziata il 17/o canto dell'Inferno dove sono puniti i violenti contro Dio, natura e arte. Alcune letture sono trasmesse in video, come quella della conduttrice del Tg 5 Cesara Buonamici e della soprintendente al polo museale fiorentino Cristiana Acidini Luchinat che ha declamato il 17/o canto del Purgatorio. Tra le location più belle di questa edizione, il chiostro di San Marco dove il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini ha letto il 22/o canto dell'Inferno ambientato nella quinta bolgia dell'ottavo cerchio con i malversatori immersi per punizione nella pece bollente e dove Dante racconta la battaglia di Campaldino. Splendida e inedita anche la cornice del chiostro dello Scalzo per Marco Pallanti, presidente del consorzio Vino Chianti Classico, e per il 33/o canto dell'Inferno. Alla Società dantesca, il centro studi dedicato proprio alle opere del sommo poeta, si è esibito nel 5/o canto dell'Inferno lo chansonnier fiorentino Riccardo Marasco. In contemporanea la Divina Commedia è volata in tre Paesi diversi per cultura e tradizione ed è stata letta in ebraico e arabo in un kibbutz in Israele, in strada a New York e da alcuni studenti cinesi. Gli organizzatori prevedono che entro la fine della giornata almeno 20 mila persone avranno ascoltato i versi danteschi in giro per il centro di Firenze. La conclusione alle 20 nella Cattedrale con tutti i 214 cantori a leggere tutti insieme il 33/o canto del Paradiso, l'ultimo del capolavoro. "Siamo profondamente colpiti dall' onda emotiva che suscita leggere Dante a casa sua - osservano gli organizzatori - e in questa seconda edizione si rinnova con maggior forza l' emozione di tanta gente comune nell' ascoltare e ripetere una poesia così immortale". (ANSA).


postato da: dariocicchero alle ore novembre 30, 2007 00:43 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, novembre 05, 2007
Forse sto' invecchiando veramente...

Guardo Ambra (Angiolini) e la trovo stupenda, brava e intelligente e invidio un poco il suo compagno o marito che sia per poterle stare vicino. Questo mi fa pensare che è proprio vero che l'apparenza inganna e che si può crescere bene e che invecchiando si riesce a scindere e riconoscere meglio le cose e le persone oalmeno così ci pare...

pensare che ai tempi di non è la rai l'avrei uccisa...
postato da: dariocicchero alle ore novembre 05, 2007 00:49 | Permalink | commenti (8)
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