mercoledì, ottobre 31, 2007
Il mio collega giornalista mi ha detto che il disegno di legge prodi-levi è stato ritirato, secondo me la cosa non è "rilevante" perchè solo il fatto che questi signori abbiano avuto l'indecenza di pensare un disegno di legge del genere è gravissimo, perciò il fare girare il post sotto con la postilla che pare che sia rientrata questa oscena proposta è lo stesso doveroso...
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 31, 2007 12:28 | Permalink | commenti
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mercoledì, ottobre 31, 2007
Per fortuna che c'è la sinistra al potere...

Oltre a non rispettare il programma tanto decantato durante la campagna elettorale, vedi leggi sui dico e affini, ci si inventa censori alla cinese, invece di realizzare subito una legge elettorale che dia di nuovo potere a chi esercita il suo diritto al voto viene ripreso un disegno di legge per tarpare le ali ad internet e di conseguenza al mezzo più libero di informazione esistente.

Mentre In italia si discute di tronisti, di marie de filippi, ci si appassiona al delitto di cogne o a quello di erba non ci si rende conto che ci sono stati e ci sono continui tentativi di bloccare il libero pensiero  questi politici indipendentemente dal loro "credo" politico non vogliono che le persone facciano politica vera e sopratutto libera da condizionamenti e "linee guida" perchè se no potrebbero essere cacciati dai loro feudi, è l'unica cosa che mi viene da pensare quando leggo quello che segue e verifico che è vera come notizia. per verifiche basta vedere il blog di di pietro http://www.kensan.it/articoli/Legge_Levi-Prodi.php  oppure andare sul grilloblog http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr/ o anche su pc facile http://www.pc-facile.com/news/legge_levi-prodi_non_sei_giornalista_chiudi_blog/53390.htm

o mettere "legge prodi levi" su google c'è anche una petizione online http://www.petitiononline.com/nolegglp/petition-sign.html?

 Riccardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario

alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la

bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio

dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul

bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.

La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito

debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle

Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa

informazione senza fini di lucro.

I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi

e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.

L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.

Chi si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?

La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a

dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto

all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe.

Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi,

risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti

diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In

pratica galera quasi sicura.

Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento.

Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da

perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà

l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento,

quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il

regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata

dalle Camere”.

Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le

Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei

ministri, i responsabili.

Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.

Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi,

bagagli e server in uno Stato democratico.

SE CREDI NEL DIRITTO DI OGNUNO DI ESPRIMERE LIBERAMENTE LE SUE IDEE FAI CIRCOLARE QUESTA POST



postato da: dariocicchero alle ore ottobre 31, 2007 10:43 | Permalink | commenti
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lunedì, ottobre 29, 2007
A volte non capisco proprio perchè alcune persone dicono una cosa e poi ne fanno un'altra, non capisco perchè dire che si vuole tenere fuori la famiglia e poi zac si spunta a casa a presentare a tutta la famiglia il personaggio di turno creando un certo imbarazzo almeno in due persone è un moto di cafoneria in una (me e io odio essere cafone)... il che mi fa capire che ci sono cose che non capirò mai e che a sto punto non capendo non potrò scusare più.
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 29, 2007 00:30 | Permalink | commenti
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martedì, ottobre 23, 2007
Melting Box (Per maggiori info www.meltingbox.it), prima fiera internazionale dei Diritti e delle Pari Opportunità per Tutti. In questo mese è il secondo incontro dedicato all'argomento a cui "partecipo" ma a differenza di quello di Caserta (ndr. Congresso sulle pari opportunità della FNOMCeO) questo è più "globale" non per l'internazionalità dell'evento ma per la "totalità" delle pari opportunità. In questa fiera si parla di pari opportunità tra i sessi, i generi, gli stati fisici ecc... e non solo di pari opportunità tra i sessi. Ora farò un discorso impopolare e di sicuro poco politicamente corretto. Alla fine della giornata dopo aver ascoltato le varie dichiarazioni delle "personalità", averne intervistate tre e aver visto alcuni incontri ho tirato alcune somme:

1) In Italia abbiamo un Ministero per le Pari Opportunità, credo cosa unica in europa (ma non ne sono sicuro)

2) In Italia il concetto di pari opportunità evoca quasi esclusivamente pari opportunità fra i sessi, dimendicandosi il mondo dei disabili, quello degli omosessuali, degli immigrati ecc...

3) In Italia molte di queste iniziative sembrano fatte per "parlarsi addosso", per chiacchierare tra "adetti ai lavori" (ma questo lo diranno le cifre della fiera), senza un apparente apertura al "mondo esterno", il dubbio mi viene anche dalla scelta dei giorni "lunedì, martedì e mercoledì", di sicuro una fiera fatta di "venerdì, sabao e domenica" era più indicata per far approdare la gente "comune". Mi sembra anche una fiera fatta per dire al "mondo" che le istituzioni (regioni, province, comuni, associazioni di professionisti, ordini di professionisti, ecc...) pensano al problema delle pari opportunità e addirittura si attivano organizzando i CPO (comitato pari opportunità). Ho la strana sensazione che le istituzioni italiane siano un pochetto ipocrite visto che nei "posti di potere" in politica, nell'università, negli ordini professionali (in quasi tutti) e nella maggiorparte della vita quotidiana le donne sono quasi inesistenti e quelle poche che sono riuscite ad arrivarci lo hanno fatto con molte più difficoltà degli uomini e sono sempre sotto "l'occhio critico" del mondo intero. Altra cosa alquanto ipocrita è che se di donne ne sono arrivate poche di disabili o di altre "categorie" discriminate nei posti di potere ne arrivano pochissimi/e o addirittura non ne arrivano.

4) In Italia gli stereotipi la fanno da padrone, nei vari incontri da me ascoltati in questi mesi ho sempre sentito dire più o meno le stesse cose nel bene e nel male, frasi come: dipende anche da noi, se siamo noi le prime a non votarci, dobbiamo smettere di piangerci adosso, ecc... Cose anche vere ma che non vanno, secondo me, all'origine del problema, non ho mai sentito dire chiaramente: Il potere politico, economico, sociale ecc... non vuole che ci siano pari opportunità tra sessi, generi, ceti sociali ecc... Non ho mai sentito dire apertamente: la chiesa (intesa come potere ecclesiastico,papa, vescovi ecc...)non vuole le pari opportunità. Questi "atti di consapevolizzazione" non li ho mai sentiti o meglio non li ho mai sentiti dire apertamente da tutte/i le/i partecipanti a questi convegni. Io credo che il problema delle pari possibilità o opportunità si risolverà quando saremo pronti ad ammettere che la struttura societaria non vuole che il problema si risolva e a quel punto forse si riuscirà a porsi in modo diverso verso questo problema riuscendo a creare un fronte comune dei discriminati senza suddividerli in disabili, donne, omosessuali ecc... ma considerando la discriminazione come fatto negativo verso chiunque venga attuata. Oggi ho l'impressione che il cosidetto potere costituito cerchi di confondere le idee creando "categorie da proteggere" per distogliere l'attenzione dalla discriminazione usata come mezzo per mantenere il proprio potere.
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 23, 2007 00:00 | Permalink | commenti
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sabato, ottobre 20, 2007
1Quasi duemila vele nel mare, uno spettacolo unico
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 20, 2007 11:53 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, ottobre 17, 2007
Sono state appena pubblicate su www.torinomedica.com due interviste sull'ECM, una alla "signora" ECM la Dott. Linetti e una al braccio politico dell'ECM il Dott. Cavicchi (consigliere della ministra turco). Oltre a queste due interviste si possono trovare alre interviste sul "terrritorio"(medici di famiglia e il loro ruolo futuro, case salute ecc...) al sottosegretario alla salute dott. Zucchelli, ad un altro consigliere della ministra il Dott. Inglese (tribunale del malato), sul CSS(Consiglio Superiore di Sanità) al Dott. Cuccurullo (presidente del CSS) e un intervista al Dott. Marco D'Alema(consigliere per la psichiatria della ministra)sul viaggio di un gruppo di malati mentali da Roma a Pechino in treno. Oltre queste interviste sono state pubblicate altre 12 interviste realizzate al congresso nazionale per le pari opportunità della FNOMCeO



buona visione
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 17, 2007 16:00 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, ottobre 15, 2007
Trento, ridente città del nord est di fattezze austro-veneziane sia nei monumenti che nei cibi. Città che da alcuni anni ospita l'incontro dell'associazione "parole ritrovate" (http://www.leparoleritrovate.org/)un incontro dedicato al disagio mentale dove si incrociano pazienti, psichiatri (difficile distinguere quali sono gli uni e quali sono gli altri...non me ne vogliano i pazienti :)), famigliari, scolaresche, gente comune, associazioni e quest'anno anche noi, io e il collega giornalista. Questa associazione che si lega ad altre realtà come associazioni sportive collegate al disagio mentale, associazioni di famigliari ecc... quest'anno ha organizzato un treno Roma-Pechino su cui sono partiti un nutrito gruppo di "utenti"(come ho sentito chiamare gli affetti da malattia mentale dagli addetti dei lavori)e di famigliari, un regista, Giovanni Piperno, che ha realizzato un documentario (in montaggio in questo momento) e altre "personalità" come il Dott. Marco D'Alema, psichiatra e consigliere della ministra Turco per la psichiatria. Naturalmente la cosa ha scatenato commenti discordi e varie critiche, una delle più "diffuse" e forse anche la più naturale era ed è: Ok un viaggio come questo può essere interessante ma dopo il viaggio che si fa per questo problema?

bene a trento ho visto che si fa, e mi dispiace che chi ha fatto le critiche non sia stato presente in quel luogo. a trento non è sucesso nulla di strano o eccezionale, niente di eclatante è solo successo quello che dovrebbe essere la normalità, si è parlato del problema senza peli sulla lingua, sono state ascoltate testimonianze di famigliari ed utenti e sopratutto con il gioco (ndr. vedi pallastrada) è stato cercato di portare ad una dimensione di "normalità" la cosidetta Pazzia,  portandola in piazza in mezzo alla gente. Osservando e ascoltando le persone intervistate e le persone che hanno parlato durante il convegno mi è arrivato un messaggio che per alcuni potrebbe essere scontato e banale e che forse per questo bisognerebbe ascoltare più attentamente, il messaggio che ho inteso è: Consideriamo la malattia mentale alla stregua di qualsiasi altra malattia, non dobbiamo avere paura del malato mentale come non ne abbiamo del malato di tumore o altro, non dobbiamo vergognarci se, che ne so, abbiamo lo zio tocco (come direbbero di me i miei nipoti :)), o il fratello o un vicino ecc... Consideriamo il malato mentale una persona in primis, una persona con esigenze e capacità, una persona che ha diritto come noi di vivere al meglio. in italia si deve ancora fare molta strada verso la malattia mentale ma forse grazie anche alla pallastrada, ai viaggi fino a Pechino, a quelli in barca a vela e ad ogni cosa che ci possa far conoscere il disagio mentale questa strada si fa' meno tortuosa. ah stavo dimenticando la cosa che mi ha colpito di più sentendo le testimonianze di utenti e famigliari, e mi ha colpito anche se già ne ero consapevole da tempo(avendo vissuto molta parte della mia vita con una madre depressa): Tutti ci si può trovare in uno sato di disagio mentale e ci pò capitare per le cose più strane e apparentemente innocue...
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 15, 2007 23:17 | Permalink | commenti (1)
categoria:robe da matti
giovedì, ottobre 11, 2007
Domani in quel di Trento alle 17 in punto verrà realizzata una partita di pallastrada, gioco inventato da Stefano Benni per un suo libro "la compagnia dei Celestini". ecco le regole e varie.

ah cosa importante essendo un gioco da "matti" il tutto è organizzato dall'associazione "Parole Ritrovate" associazione che si occupa di disagio mentale e che in questi anni ha realizzato iniziative "curiose" per far parlare del problema del disagio mentale o meglio del problema che ha la società media verso il disagio mentale. Quest'anno ha realizzato un viaggio in treno da Roma a Pechino via trans siberiana...prossimamente potrete trovare un servizio su questi "mattacchioni" sul portale Torinomedica.com e sarà distribuito (non so quando e in che modo) un documentario sul viaggio realizzato da Giovanni Piperno.

Il gioco


Un buon pallone da pallastrada



Un buon pallone da pallastrada



Il meccanismo del gioco è simile a quello del calcio: due squadre si contendono un pallone cercando di fare gol nella porta avversaria. La pallastrada ha però poco in comune con il calcio delle competizioni ufficiali di qualsiasi livello; corrisponde piuttosto al calcio giocato dai ragazzini (nelle strade, nei campetti di periferia, negli oratori). La pallastrada si gioca infatti in spazi di fortuna, con palloni scalcagnati e regole bislacche. Le partite possono avere durate lunghissime o essere interrotte improvvisamente (da intrusi, polizia, passaggio di ambulanze...)

Ne La Compagnia dei Celestini, la pallastrada è una sorta di "sport nazionale" per gli orfani protagonisti del romanzo. L'invenzione del gioco è fatta risalire a un gruppo di stregoni, gli Algos, e al Grande Bastardo, il leggendario difensore di orfani, randagi, mendicanti.

Campionato Mondiale di Pallastrada


Il Grande Bastardo organizza ogni quattro anni un Campionato Mondiale di Pallastrada: è un avvenimento che si svolge in assoluta segretezza, in quanto la pallastrada e i suoi giocatori sono malvisti da qualsiasi autorità. Dal punto di vista dell'organizzazione, si tratta di un torneo a eliminazione diretta, a cui partecipano otto squadre di orfani.Le squadre presenti nel romanzo sono:




  • Compagnia dei Celestini (Gladonia, il paese in cui è ambientato il romanzo, allegoria dell'Italia)



  • Yokkmokk Fjällrävar (Finlandia)



  • Slaiv Gallion Braes (Irlanda)



  • Manakoko Wallabies (Australia)



  • Pelorinho Pivetes (Brasile)



  • Chumatien Shaolin Little Dragons (Cina)



  • Zaire Red Dragons (Zaire)



  • Berliner Aas Devils (Germania)


Regolamento [modifica]


Il regolamento del Campionato viene inviato ad ogni squadra insieme all'invito a partecipare al Campionato. Rappresenta una specie di carta d'identità della pallastrada, e trasforma in obblighi o divieti quelle che sono le immaginarie condizioni di gioco (campi scomodi, ostacoli, inesistenza del concetto di fallo).


Si compone di 14 regole fra le quali:



  • "Le squadre sono di cinque giocatori senza limiti di età, sesso, razza e specie animale";



  • "Il campo da gioco può essere di qualsiasi fondo e materiale ad eccezione dell'erba morbida", deve avere almeno una parte in ghiaia, un ostacolo, una pozzanghera fangosa, e soprattutto deve essere "possibilmente situato in zona dove il pallone, uscendo, abbia a rotolare per diversi chilometri";



  • "La porta non ha la regolare struttura di metallo con rete: la sua larghezza è indicata a terra da oggetti di fortuna; il portiere è autorizzato a restringerla, se non si fa scoprire, così come gli attaccanti possono allargare quella avversaria";



  • "La palla deve essere stata rattoppata almeno tre volte e possedere un adeguato numero di protuberanze che rendano il rimbalzo infido";



  • "La regola segreta 12, se applicata, annulla tutte le precedenti";



postato da: dariocicchero alle ore ottobre 11, 2007 21:56 | Permalink | commenti (5)
categoria:robe da matti
martedì, ottobre 09, 2007
Tre anni fa esatti pubblicavo questo:

non vi è mai capitato di avere voglia di dire un mucchio di cose ma non riuscirci neanche sotto tortura, di riuscire a farlo solo davanti al nostro riflesso sbiadito?sono un po' di giorni che mi capita e non riesco ad uscirne...

postato da: dariocicchero alle ore ottobre 09, 2004 04:37



quasi esattamente tre anni fa postavo ciò:

Uno, due, tre, via…

Via da dove, via da cosa? Quanto tempo è che fuggo da me, quanto tempo è che fuggo…

Uno, due, tre, partenza…

Parto ma per dove, parto ma perché? Quanto tempo è che parto e non arrivo da nessuna parte…

Uno, due, tre, pronti…

Pronto per cosa, e per quando? Quanto tempo è che mi credo pronto per qualcosa ma non so cosa…

Uno, due, tre…

postato da: dariocicchero alle ore ottobre 23, 2004 02:23
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 09, 2007 23:54 | Permalink | commenti
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lunedì, ottobre 08, 2007
All'inizio della settimana la madre di mia sorella mi fa una domanda "innocente": Cosa fai domenica? io rispondo:non ho idea forse vado a milano, lo so venerdì. lei più che rispondere a me parla fra se: allora devo trovare una sistemazione alla bestia...(Ndr. la bestia è il cane di casa che non sa stare solo in casa) le chiacchiere finiscono li. il giorno dopo chiedo a mia sorella se per la domenica ci sono problemi col cane. lei ci pensa un po' e dice che non ce ne sono, gli dico cosa mi ha detto sua madre e lei mi dice: c'è il compleanno  di Franco (il compagno di sua madre) forse è per quello che ti ha chiesto se sei a casa domenica. Venerdi sera dico a sua madre che la domenica sono a casa perchè devo chiudere le interviste girate a roma e caserta e perciò il cane può stare con me. lei mi risponde che il cane starà con suo fratello perchè saremo tutti al compleanno di Franco(il suo compagno). io ribadisco che può stare con me perchè io sto a casa a lavorare, anche perchè se non fosse stato così sarei stato a milano. Mi dispiace per Franco che si sarà un poco offeso per la mia assenza, ma se all'inizio della settimana invece di chiedermi se la domenica fossi stato a casa mi fosse stato detto:domenica ci sei che è il compleanno di franco e lui ci tiene che ci siano tutti. io anche se controvoglia, per fare un piacere al buon franco sarei andato, in fin dei conti non mi costava molto, però il doppio atteggiamento, un poco ambiguo, della madre di mia sorella mi ha fatto un poco "incavolare"; prima mi chiede se posso guardare il cane, senza spiegarmi il perchè nessuno poteva guardarlo(perciò non mi considera come partecipante alla festa), poi addirittura senza dirmi nulla decide per me che sarò presente(molto probabilmente perchè il compagno ha chiesto la presenza di tutti). Mi sa che un poco mi sono offeso.Forse la vecchiaia mi porta ad essere più suscettibile e paranoico di un tempo....
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 08, 2007 01:35 | Permalink | commenti (2)
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sabato, ottobre 06, 2007
Anche oggi recupero "dall'archivio" qualcosa, non è perchè non ho più voglia di scrivere ma perchè mi sono inaridito e scrivo molto peggio di allora, degli inizi. mi rendo conto di ciò rileggendo i post di un tempo avevano più senso ed erano anche più divertenti, oggi mi sono ridotto a lamentele e inutili considerazioni. perciò fino a quando non rinsavisco posterò "l'archivio"...

questa frase fa parte della serie "riflessioni":

ma se mi rifletto in me stesso quanti me stesso si creano?
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 06, 2007 11:50 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, ottobre 03, 2007
Sapere che ci sono occhi, al buio, senza acqua, e aiuti

Lontani dal mondo, dalla libertà di vivere

Sapere che ci sono delle mani sporche di sangue,

Mani che hanno dimenticato il rispetto della vita.

Nipoti di mani sporche d’innocenza

Sapere che ci sono uomini con interessi al di sopra della vita, della libertà, interessi comuni a chi vuole le guerre e le armi, e che questi uomini indagheranno sul passato, insegneranno nel futuro, e se ne fregheranno del presente.

Sapere che ci sono mani che scavano nelle macerie, cercando vivi, trovando solo morti perché anche i vivi ormai sono fantasmi, fantasmi da generazioni, generazioni ferite nell’anima e nel cuore, che non sanno cos’è la pace perché non l’hanno mai vissuta.

Guardare le facce spaurite sui telegiornali, che ci tranquillizzano, la guerra è la, è lontana, non ci riguarda, una guerra assurda, inutile, una guerra per una striscia di terra.

La pace è vicina, così ci dicono. l’assedio è finito, non è successo niente, a Janin è un affare militare, sotto le macerie state tranquilli solo terroristi e noi che non diciamo niente, non reagiamo, ci assoggettiamo.

Socchiudi gli occhi la paura è finita, L’assedio è lontano, la vita ricomincia da dov’ è finita, oggi è davvero il primo giorno di una nuova vita, senza carrarmati e assedi, senza invasioni e bombe, una vita di pace, un sogno quasi irraggiungibile, un sogno da realizzare.

Sapere che l’amore si fa più facilmente perché si è consapevoli che non ci sarà domani, Sapere che si può saltare in aria perché un popolo è stato portato alla disperazione da chi ti governa, un governo che se ne frega se tu muori, ti usa solo per invadere un altro pezzo di terra.

Sapere che dovrai andare ad uccidere un uomo, una donna, un bambino perché così servirai la patria, ma quale patria può chiederti tanto.

Sparare, assediare, abbattere, altri uomini che come te stanno cercando di sopravvivere, di combattere l’orrore della guerra, e così alimentarne l’odio.

Socchiudi gli occhi la paura è passata, gli uomini non esplodono, l’accordo si è trovato, la pace è vicina, oggi è davvero il primo giorno di una nuova vita, basta kamikaze, basta autobombe, una vita di pace, un sogno quasi irraggiungibile, un sogno da realizzare.

La pace, un sogno di tanti una certezza di pochi, voci autorevoli, politici, scrittori, eminenze, tutti d’accordo a fomentare gli odi con etichette: quelli sono filopalestinesi, quegli altri filoisraeliani.

Tutti d’accordo a manifestare a favore di una o dell’altra parte, a definire chiunque antisemita o antipalestinese secondo gli interessi, per mantenere la guerra, scrivendo bestialità, così aiutando i due signori di questa guerra di Palestina a mantenere soprusi e bombe.

Tutti d’accordo a mantenere le guerre di questo mondo per i propri interessi scrivendo le loro amenità.

Sapere che i cosidetti Leader mondiali e della sicurezza internazionale non hanno coraggio di dire basta, ora è troppo, di genocidi si è riempito il passato non riempiamoci il futuro.

Leader che si dimenticano di quello che succede in tutti i paesi, delle guerre africane, asiatiche, americane ed europee, che permettono 100 anni di guerra in Irlanda, che hanno coperto i traffici in yugoslavia e che ora fanno finta di niente in Palestina.

Mentre i semplici diventano scudi e manifestano per avere una pace unilaterale senza compromessi.

Sapere che mai ne a sinistra ne a destra abbiano mai detto che non esistono palestinesi e israeliani ma esseri umani che muoiono, che hanno bisogno di pace, che non vivono più, da sempre, che i bambini come in tutte le guerre nascono già adulti e come adulti muoiono sotto il tiro dei cannoni e nelle stragi sugli autobus.

Socchiudi gli occhi la paura è finita, L’assedio è lontano, la vita ricomincia da dov’ è finita. Oggi è davvero il primo giorno di una nuova vita, senza carrarmati e assedi, senza invasioni e bombe, gli uomini non esplodono, l’accordo si è trovato, la pace è vicina, oggi è davvero il primo giorno di una nuova vita, basta kamikaze, basta autobombe, una vita di pace, un sogno quasi irraggiungibile, un sogno da realizzare.

Dario (IL DODO VOLANTE) Piombino 2002



Son passati 2 anni da quando scrissi queste parole dedicate ad un bambino ucciso in palestina, oggi dovrei cambiare solo indirizzo o anche lasciarlo così come è perché ci sarebbe sempre qualcuno a cui dedicarlo.

Dario (ex dodovolante lo hanno abbattuto le contraeree delle guerre e del terrorismo, ora cujo cane un po rabbioso) torino 2004



Sono passati altri tre anni, di cose me ne sono successe e ne sono successe nel mondo, il cane rabbioso è tornato un po' quel dodovolante che è un poco un ossimoro vivente (essendo il Dodo un uccello senza ali). Anche la mia vita forse è un ossimoro vivente ma questa è un'altra storia. Altri tre anni e questo mio scritto è sempre attuale come quando lo scrissi nel 2002, nulla è cambiato o quasi, il mondo continua ad indignarsi e allo stesso tempo a far finta di niente: forse il mondo è un ossimoro vivente. Dario Torino 2007
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 03, 2007 22:30 | Permalink | commenti (2)
categoria:cose di qualche tempo fa
martedì, ottobre 02, 2007
Qualche anno fa ho conosciuto un pezzo "nuovo" della mia famiglia, mia sorella e di conseguenza nel tempo ho conosciuto i vari componenti del suo "entourage", madre, zii, cugina ecc... le mie "reazioni a pelle" sono state le più diverse, cominciando dal riconoscere delle strane similitudini tra sua madre e mia madre, come se mio padre avesse cercato in lei un pezzo di mia madre, Uziu e Martina mi sono piaciuti subito a pelle, lin entrambi riconosco qualcosa che c'è in me, lo zio non so cosa in Martina credo sia il suo studiare e ponderare le persone prima di decidere se darle confidenza o no e sinceramente non ho ancora la precisa sensazione di piacergli. Poi c'è la sua mamma (la mamma di Martina) che da un lato mi attira ma dall'altro mi mette un po' di soggezione e non so perchè, a seguire il buon Simone(il fidanzato di Martina) che ho imparato a conoscere e ad apprezzare in questi anni e infine c'è il babbo(di Martina) verso cui mi sono di sicuro posto con una forma di diffidenza che credo fosse reciproca, diffidenza che nell'ultimo anno si è trasformata (credo per entrambi) in studio e, almeno per me ma credo anche per lui, negli ultimi mesi in sincera stima. Di sicuro dopo Roma la mia considerazione è decisamente molto alta, ho visto cosa fa e come lo fa', certo anche a torino lo vedo al lavoro ma li è stato diverso, ho avuto la conferma che non solo non si rende conto del potere acquisito col suo ruolo ma non gliene frega nulla, le cose che fa le fa solo per pura passione, ho capito che potrebbe diventare uno degli uomini più potenti del mondo senza cambiare una virgola del suo modo di essere, si considererebbe soltanto un uomo che fa un lavoro che gli piace. La frase più esplicativa del suo modo di essere detta in modo sincero e divertito è stata: se Alberto continua così mi arresteranno per (uff non ricordo la terminologia giuridica che ha usato) "interpretare" un ruolo non mio...   Il buffo è che il "ruolo" a lui imputato dal buon Alberto sia il suo ruolo dato dall'incarico ricevuto, questo mi ha dimostrato quanto gliene freghi dei "ruoli" e del potere nonchè dei privilegi ecc... che portano e sopratutto quanto sia vera come persona.
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 02, 2007 23:56 | Permalink | commenti
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lunedì, ottobre 01, 2007
finalmente sono tornato a respirare l'aria romana, era tanto che avevo voglia di farlo. Avevo voglia di rivedere l'Oriana, la Ale, Alessiuccia, il Foffo, nonchè Freeboy, Kid e Jessica, il Ciruzzo e poi il colosseo, i fori, il teatro marcello edificio che adoro alla follia.

é bello incontrare persone che non vedi fisicamente da anni e avere la sensazione che quegli anni non siano passati, che non ci sia stato un distacco, un allontanamento. Alcuni non capiscono come possa succedere io credo che sia solo semplicemente amicizia incondizionata, un amicizia che non ha bisogno di avere una presenza fisica per esistere, esiste e basta al di la del vedersi e del sentirsi, esiste nel cuore e da li non se ne va.  Mi sono veramente rigenerato.
postato da: dariocicchero alle ore ottobre 01, 2007 22:35 | Permalink | commenti (2)
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