mercoledì, giugno 28, 2006
Un ex giocatore si butta da un abbaino... Nessuno se l'ho aspettava... e` questo che ci sconcerta del suicidio, molte volte chi lo attua apparentemente e` una persona serena o combattiva. Io ho conosciuto molte persone che hanno annunciato la loro volonta` suicida pero` stranamente nessuno di loro l'ha attuata, invece, cominciando da mia madre, ho conosciuto persone che non hanno mai annunciato "l'atto" ma poi l'hanno messo in pratica (mia madre prese tutti i farmaci che avevamo in casa ma per fortuna a parte i suoi sonniferi e alcuni tranquillanti erano per lo piu` purganti ed pagliativi, se la cavo` con una lavanda gastrica, un ricovero al "repartino psichiatrico" e alcune settimane di "ubriacatura permanente" a causa dei tranquillanti e dei sonniferi). Se qualcuno ha visto la "meglio gioventu`" avra` visto il suicidio del fratello poliziotto, un atto quasi improvviso, semplice nella sua drammaticita`, un salto ventrale come fanno i saltatori del salto in alto, quasi senza pensarci, uno sguardo alla balaustra e via di sotto. Purtroppo e` cosi` che succede molte volte, un breve bilancio della vita e un salto ventrale al di la del vuoto, negli ultimi mesi mi sono reso conto che puo` succedere a tutti, ci ho pensato anch'io e tutt'oggi sto` distante dalle balaustre dei balconi. E` un attimo in cui si pensa solo a chiudere con i problemi che la vita ci mandano incontro, una voglia di smettere di tribolare, una voglia irrazionale e molto forte.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 28, 2006 10:33 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, giugno 23, 2006
Galliani si e` dimesso, alleluia!!!!! che sia l'inizio di una svolta vera nel paese? che grazie al calcio verra` anche indagato e colpito chi ci ritiene non degni se non votiamo come lui? come mi piacerebbe rispondere si!!!!!
postato da: dariocicchero alle ore giugno 23, 2006 10:05 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, giugno 22, 2006
www.etimo.it un sito per chi vuole divertirsi a scoprire le origini delle parole o forse, come dice il termine etomologia:per chi vuole scoprire la "ragione delle parole"(almeno nella prima parte "Etymos"come cita il sito se metti etimologia nella ricerca :) ), uno dei motivi per cui ho sempre avuto problemi ad apprendere le lingue straniere, mai che un/una prof mi avesse spiegato "le ragioni delle parole", e per lo stesso motivo riesco ad apprendere i dialetti che molte volte nelle parole si spiegano da soli(concetto contorto :) ). buon divertimento
postato da: dariocicchero alle ore giugno 22, 2006 00:19 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, giugno 19, 2006
Oggi mio fratello e mia cognata fanno oltre 30 anni di vita insieme (5 di fidanzamento e 26 di matrimonio, sposati a 20 anni). E' uno spettacolo vederli insieme, dopo 26 anni sembra che il matrimonio non li abbia logorati, vanno a danzare insieme, si divertono insieme come da ragazzi. Quando sono in dubbio sui rapporti a due penso a loro e mi chiedo come hanno fatto. Forse la risposta e' semplice: hanno cresciuto i due figli e oggi si godono la vita. Molto probabilmente hanno semplicemente vissuto in modo onesto e tranquillo il loro rapporto e questo gli ha fatto superare tutte le difficolta', che di sicuro avranno dovuto affrontare. eppure non sono neanche credenti e timorati di dio... Quando li quardo so solo una cosa: E' un vero piacere guardarli.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 19, 2006 19:56 | Permalink | commenti (5)
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sabato, giugno 17, 2006
Come possono pretendere che uno possa tifare per una nazionale che ci ha “preso per il culo”? mi spiego meglio: L’allenatore se non è colluso sapeva degli intrallazzi di moggi e company, anni con il moggi alla yuve e un figlio alla gea... Il capitano si è visto in un video dove “sembrava2 che si dopassero allegramente anche se le “cronache” hanno fatto sapre che si prendevano un cardiotonico, a che cazzo serve un cardiotonico ad un calciatore? ma... Il portiere è uno scommettitore incallito, almeno a quanto sembra risultare dalle cronache, il che non sarebbe una cosa grave per certi aspetti , ognuno si distrugge il patrimonio come vuole, ma siccome scommetteva sul calcio è una cosa almeno deontologicamente non prorpio corretta anche se è calcio straniero o di un altra categoria. Poi abbiamo dei giocatori juventini che forse qualche domanda si saranno fatti quando gli veniva dato un fallo inesistente o non era visto un fuori gioco ecc... Ma anche gli altri giocatori, che vivevano all’interno di questo mondo non avevano sospettato nulla? dalle dichiarazioni fatte in questo periodo di “scandalo” direi che qualcosa la sospettavano. Analizzando queste “piccolezze” io mi chiedo con che coraggio vogliono che si tifi la nostra nazionale? Con che faccia ci presentiamo davanti alle nazionali africane (e non solo) che fino a pochi anni fa si allenavano tra una “battaglia” vera, con tanto di spari e morti, e l’altra? E sopratutto come può essere considerata affidabile la nostra nazione quando non si riesce neanche a tenere pulito il calcio, uno sport, uno sport che ha troppi interessi collaterali, uno sport usato per nascondere traffici finanziari, uno sport al di sopra delle leggi... Ricordiamoci il decreto salvacalcio...le società di calcio non sottostanno alle regole delle altre società ma solo ai benefici... Come può un paese che ha creato questa situazione in uno stupido sport essere considerato affidabile...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 17, 2006 16:21 | Permalink | commenti (2)
categoria:calcio e dintorni
giovedì, giugno 15, 2006
Calcio... in italia il calcio è sempre stata una cosa da poco...non interessa a nessuno... naturalmente era in senzo ironico, il calcio è talmente radicato in noi italiani che anni fa andava di moda una “battuta” che molto probabilmente i naviganti over 40 si ricordano. Era legata ad una nazionale di alci per l’esattezza alla nazionale polacca. In quella nazionale giocava un giocatore chiamato “Lato”. La battuta scaturiva alla domanda: In che senso? a questo punto il rispondente diceva: in senso LATO...(pausa di sospensione) Gadocha, Szymanowski, Lubański, Tomaszewski(dopo il 72 almeno) ecc... i più informati snocciolavano tutta la formazione... Questo esempio è per dire come il calcio sia presente nella nostra vita quotidiana, l’ex premier silvio ha usato le vittorie delle sua squadra di calcio per far presa sulla gente, ha chiamato il partito come l’incitamento più usato dagli italiani (non avrebbero dovuto permetterlo le leggi un uso politico di uno “slogan” di tutti) non a caso, ha esordito con termini calcistici “scendo in campo”, termini usati da destra a sinistra (sempre se questa sinistra si può chiamare tale), in questi giorni ho sentito parlare di squadra vincente da parte di prodi, ogni volta che ci vogliono abbindolare usano questi termini usati sui giornali sportivi. La più clamorosa di questi giorni è la “richiesta”, da parte del “capo” del fansclub juventus di montecitorio (non il fans club del quartiere ma proprio del palazzo del nostro caro parlamento), un esponente di forza italia casualmente, di dare “l’ammistia” al calcio in caso di vittoria dei mondiali... Ora che ci sia un fansclub di politici all’interno di una struttura che dovrebbe essere al di sopra delle parti, una struttura che dovrebbe legiferare per il bene del paese mi fa’ girare i coglioni (indipendentemente dalla squadra) ma che un politico chieda “l’amnistia” per dei disgraziati che hanno rovinato il “sogno” di molti italiani di ogni età, che dia un messaggio di impunità dei potenti ai più giovani mi fa alquanto incazzare. In un paese civile quell’uomo dopo una dichiarazione del genere sarebbe stato allontanato dal parlamento e dal suo partito, in italia non è successo nulla. Io mi auguro che la giustizia sportiva e sopratutto quella ordinaria vadano giù pesante, che “ripuliscano” un mondo che dovrebbe essere un esempio di onestà, sacrificio, dignità, lealtà e chi più ne ha ne metta. Mi auguro di sentirne parlare per molto tempo, mi auguro che vengano riconosciuti tutti e sottolineo tutti i colpevoli e poi vengano “cacciati dal tempio”. Forse pare forte l’espressione “cacciati dal tempio” ma considerando che il calcio in italia è considerato più di una religione è la più adeguata. Io spero che il CONI capisca che forse è meglio incentivare quegli sport dove il motore non è alimentato dai soldi ma dalla voglia di fare bene ed essere un esempio positivo per tutti. Di sicuro questa è retorica ma a volte ci vorrebbe più retorica e meno intrallazzo.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 15, 2006 16:33 | Permalink | commenti (4)
categoria:calcio e dintorni
giovedì, giugno 15, 2006
Lettera ai figli che non ho Io figli non ne ho, ma ne ho incontrati tra tutti voi, ragazzi e ragazze che anagraficamente potrebbero essere stati generati da me. Ognuno di voi sarebbe stato il/la figlio/a che avrei voluto. Dimostrate la maturità che noi “maturi” non abbiamo, ci portate rispetto e provate l’ammirazione che dovremo avere noi per voi. sempre silenziosi e ponderati, molto più saggi di noi “vecchi”. Lavorate nell’ombra e dimostrate una responsabilità che io alla vostra età (odiosa frase) non sapevo esistesse. Mi piacerebbe vi si ascoltasse di più; in fin dei conti la nostra speranza siete voi, figli che non ho avuto.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 15, 2006 01:27 | Permalink | commenti
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giovedì, giugno 08, 2006
Volevo postare cose vecchie ma questo sito che mi e` stato segnalato aveva ragione di essere postato. il sito e` http://www.gioacchinobasile.it e` anche linkato al numero 2 dei link in questa pagina. Gioacchino Basile e` uno di quei personaggi che hanno lottato contro la mafia e che continuano a farlo e questo sito e` un contributo che puo` funzionare se viene frequentato e diffuso. La rai in questi giorni ha mandato in onda un "film" dedicato alla sua storia, una storia dimenticata che ora ha avuto un attimo di visibilita`.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 08, 2006 18:40 | Permalink | commenti (5)
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martedì, giugno 06, 2006
Avrei voluto continuare a postare delle mie vecchie scemenze, sopratutto perchè un ragazzo di 25 anni sarebbe ancora vivo... Altri ragazzi sono saltati in aria... una guerra sbagliata come molte guerre, almeno oggi. C’è stato un tempo che la guerra fu necessaria. Almeno così ci viene raccontato e forse una volta tanto non ci mentono. Io mi sono chiesto, in questi anni in cui i “nostri amici” statunitensi hanno fatto le guerra in iraq, afghanistan ecc... quanto fossero necessarie queste guerre e l’ho fatto cinicamente senza farmi prendere dallo “spirito pacifista” che per altro non ho (perciò sarebbe stato stupido ed ipocrita farmi condizionare dal “pacifismo”). Io sono per gli interventi duri, da parte dei caschi blu, dove le guerre calpestano i civili. Per esempio in Ruanda se l’onu avesse fatto il suo dovere avrebbe evitato una strage. Anche nella guerra in Yugoslavia se fosse intervenuto con durezza verso tutte le parti belligeranti, invece di assecondarle secondo le proprie convenienze, quella guerra sarebbe durata poco. Nella mia mente delirante e contraddittoria (potrà apparire ai più) sono convinto che, purtroppo l’essere umano ha ancora bisogno di una dimostrazione di forza bruta in molti casi, di una guerra non preventiva ma “dimostrativa” della serie l’onu in molti casi dovrebbe intervenire e dare “botte da orbi” ai due contendenti, per poi “obbligarli” al tavolo della pace, un poco come se un uomo enorme dividesse due che bisticciano dando due bei ceffoni ad entrambi e minacciando entrambe di continuare se non smettono di bisticciare, naturalmente il tutto cercando di salvaguardare il più possibile i civili e massacrando i capi di stato che mediamente vivono da re anche durante la guerra. Ecco come al solito divago. Dicevo: Altri ragazzi sono saltati in aria... una guerra sbagliata come molte guerre, almeno oggi. C’è stato un tempo che la guerra fu necessaria, almeno così ci viene detto e forse una volta tanto non ci mentono. Se penso alla seconda guerra mondiale e ad hitler, non posso non pensare che la guerra fu l’unica soluzione possibile, se penso agli oltre 55 milioni di persone che persero la vita in quel conflitto mi rendo conto del terribile tributo alla nostra libertà, ma fu necessario, forse se non fossero stati ignorati i campi di sterminio e se le tattiche delgi americani non fossero state scellerate i morti sarebbero stati molti di meno, ma questa è un’altra storia. Poi arrivò la guerra fredda e i suoi conflitti cuscinetto ai bordi del “nostro mondo occidentale” che ci permisero di avere “la pace” per molti anni. Se osserviamo cinicamente, le guerre tra i due “stati-padroni” USA-URSS si sono fatte per interposte fazioni, cominciando dalla Cambogia, passando per il vietnam e arrivando all’afghanistan (quello dei russi) cosa che ha mantenuto “stabilità” e ci ha permesso il boom economico e un sacco di altre cose, mantenendo lontano lo scontro diretto tra le due potenze. Sempre osservando cinicamente; oggi tutti ci indignamo, io per primo, pensando alle ingerenze in sudamerica degli USA e a quelle nell’est europeo dell’URSS, per non parlare poi di quelle, “esattamente divise” tra USA e URSS, in tutti gli altri continenti sopratutto in africa e medioriente, dimenticandoci che è stato un male “necessario” un tributo di molti per salvaguardare noi occidentali e la vita in toto del nostro pianeta, un tragico tributo che ha evitato il disastro di una guerra nucleare totale. Ecco queste, per quanto amare e non condivisibili, se guardate cinicamente e perchè no anche con una certa onestà intellettuale erano “guerre necessarie”, sopratutto per noi occidentali, vorrei sapere quanti di noi avrebbero messo a rischio il nostro tenore di vita e sviluppo che “la guerra fredda” ci ha permesso. Nel 1989 (è giusta la data?) è caduto il simbolo della guerra fredda, è caduto il muro di Berlino ed è scemato il rischio di scontro tra USA e URSS e di conseguenza il cosidetto pericolo nucleare. Il mondo assistenzialista che esisteva oltre “cortina” si è frantumato creando instabilità, in molti casi, o l’avvio di un processo di “democratizzazione meno traumatica” e a volte illuminata, di sicuro in meno casi. In sudamerica, in alcuni paesi, pare si stia tornando verso la democrazia, paesi distrutti economicamente ma con un futuro migliore davanti a loro, con possibilità di autodeterminazione. L’europa è in pieno paradosso, vuole unita ma geograficamente è tornata prima della 1° guerra mondiale con un sacco di stati e staterelli e molti “moti indipendentisti” dai montenegrini, ai baschi fino alla nostra lega. Il resto del mondo ha governi e governanti ricchi all’inverosimile a discapito dei propri popoli che muoiono di fame o quasi. In mezzo a questo caos ci sono i cosidetti “terroristi islamici” che interpretano il corano in modo alquanto personale e opportunista (almeno quanto gli integralisti di ogni religione cattolici compresi) riuscendo a convincere molti disperati che se muoiono martiri si assicurano un posto paradiso, così creando, in occidente, un clima di razzismo e intolleranza verso tutti i mussulmani, anche verso quelli “veri”non integralisti (che di sicuro sono in numero decisamente maggiore). Bene gli USA in questo clima che fanno? Fanno due guerre (senza contare quella di bush padre), due guerre atte a togliere il potere a regimi che si erano prodigati attivamente ad instaurare anni prima . La prima si può “intendere” come reazione ad un attacco, anche se è una scusa un poco sterile, ma la seconda? La seconda non aveva nessuna scusa plausibile o meno, la scusa trovata è stata una truffa belle e buona, una truffa dimostrata dagli stessi statunitensi. Guerre apparentemente inutili: in Iraq oltre 2000 morti USA (almeno credo siano le stime ufficiali USA)in continuo aumento tutti i giorni, e chissa quanti in afghanistan, senza contare i feriti e i morti “a distanza” (quelli che si ammalano misteriosamente una volta tornati negli USA), un opinione pubblica che per quanto “anestetizzata” inizia a reagire e a chiedersi il perchè, cali di consensi e figuraccie varie, allora perchè questa insistenza a fare queste guerre? Per il petrolio? Posizioni strategiche? Dimostrazione di onnipotenza? Forse in una piccola percentuale queste ragioni possono centrare ma io credo che la ragione vera sia la stessa che fece entrare gli stati uniti in guerra contro “l’Asse”, l’unica vera ragione che muove un colosso come gli USA verso un’azione apparentemente assurda: il bisogno di rilanciare l’economia interna. Certo nella seconda guerra mondiale ci furono altri stimoli come il pericolo di invasione da parte“dell’Asse” senza contare la consapevolezza di rischiare di lasciare l’europa alla russia, ma non furono gli unici motivi, i benefici economici che trassero gli USA da quel conflitto furono enormi, senza contare “l’acquisizione di cervelli” tedeschi e non solo e la subordinazione dell’europa; ancora oggi noi italiani usiamo una frase che io trovo veramente datata e ormai fuori luogo:come fai ad avercela con gli americani, ci hanno liberato, se non ci fossero stati loro... Babbo bush rilanciò l’economia americana con la sua scaramuccia, riuscì a svuotare gli arsenali con estrema facilità: il numero di bombe lanciate nella prima guerra del golfo superano quelli della seconda guerra mondiale e non di poco. Bush figlio non è stato da meno anzi ha superato di gran lunga il padre. Svuotare gli arsenali vuol dire obbligare lo stato a stanziare soldi per riempirli, vuol dire far rilanciare l’industria bellica (dove stranamente la famiglia bush ha investimenti vari) e tutto il suo indotto, nonchè stanziare soldi per lo studio di armi nuove. Paradossalmente “lo studio di nuove macchine da guerra” ritorna sul mondo civile sottoforma di benefici collettivi, perchè i nuovi brevetti rendono obsoleti quelli precedenti e così possono essere “desecretati” portando molti studi e tecnologie utili al “mondo civile”, questo a sua volta rilancia di rimbalzo anche le strutture e le aziende slegate dall’indotto bellico. Finita una guerra bisogna ricostruire: altro businness enorme (anche qui stranamente i signori bush hanno interessi in aziende varie, mi sa che imitano il berlusca). Poi i soldati, oltre alle armi, hanno bisogno di vestiario, di mangiare, di tende da campo, di telefonia, di computer e di un sacco di cose che neanche ci immaginiamo, dalla carta igienica ai preservativi, senza contare il carburante che se ne va tra aerei, navi, carrarmati e chissà quanti altri mezzi. Ecco perchè, secondo me, un colosso come gli USA fanno la guerra... A questo punto una domanda agghiacciante mi sorge: ma quanti nel mondo occidentale sono disposti a rinunciare alla crescita economica? ai posteri l’ardua sentenza...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 06, 2006 22:31 | Permalink | commenti (3)
categoria:riflessioni
lunedì, giugno 05, 2006
Intorno a d'ottobre, inizio a prendere consapevolezza di me stesso e del placido mondo di placenta. Sono completamente ignaro del mondo che sta la fuori e soprattutto di quello che mi aspetterà. Il "la fuori" per me non esiste nemmeno, solo qualche rumore, qualche gusto, niente di più. Sono ignaro dello scompiglio e le domande che la mia presenza hanno causato: -I soldi sono pochi, il fratello accetterà in maniera figurata la sua nascita e non in maniera letterale? Saremo in grado di tirare avanti?- E un sacco di altre domande. Passati i primi sconcerti arriva la gioia del nuovo nascituro e alla sana coscienza delle domande si sostituisce l'altrettanto sana incoscienza degli anni 60 (dove c'è uno se ne possono tenere anche due). L'incoscienza e la gioia sono fomentate dai parenti e dalla riconciliazione dei coniugi per il lieto evento, come se un bambino risolvesse i problemi di coppia. Per quello che mi ricordo ho passato i miei mesi "acquatici" in piena tranquillità, la mamma non vomitava, aveva delle voglie discrete e mai esose (conoscevo già lo stato finanziario), il fratellone era curioso di vedere com'ero fatto; al terzo mese di gravidanza era partito il toto sesso fra parenti e amici. Pancia tonda, pancia a punta, pancia ovale; tutti dicevano la loro, dai cuginetti ai nonni. L'unico ad avere teoricamente la certezza del proprio sesso ero io anche se non capivo la differenza tra un bambino è una bambina. Non capivo a cosa serviva quel dito senza mani e braccia, certo ci potevo giocare come con il resto del corpo ma non aveva apparentemente altre funzioni. L'avessero visto "la fuori" sarebbe stato l'orgoglio di molti. Perché poi? L'ammennicolo era mio non loro. I miei genitori avrebbero preferito una femminuccia in cuor loro, ma naturalmente un maschietto sarebbe stato bene accetto. Intorno all'ottavo mese di permanenza in quel placido mondo iniziavo ad annoiarmi e in più avevo una tremenda voglia di girarmi verso il basso. Iniziai a studiare la situazione e a fare dei tentativi di cappottamento, durante uno di questi tentativi creai un po' di scompiglio "la fuori", pensarono che avessi deciso di frequentare il mondo. Non ci stavo male in quel mondo placido di placenta, c'era il riscaldamento, il cibo non mancava, ogni tanto si sentiva anche la musica, ma iniziava a starmi stretto e più i giorni passavano più lo spazio era ridotto e la voglia di girarmi verso il basso aumentava. Passò ancora un mese e il 7 aprile 1965, ormai girato verso il basso, venni assalito dall'irresistibile voglia di scendere in cantina e di uscire dalla porta dei sogni. Non mi ricordo se nella mia permanenza nel placido mondo di placenta sognassi ma di sicuro non avevo mai fatto un incubo, un incubo come quello che stavo passando in quel momento; il mio mondo ovattato era scomparso, i suoni erano forti e fastidiosi, la luce accecante, e l'ombelico mi faceva un male cane. Un attimo dopo il salto più traumatizzante della nostra vita ti ritrovi a testa in giù, un freddo cane, e quella sensazione di avere perso tutte le tue sicurezze e tutto in un attimo: è veramente terribile venire alla luce. Non si capisce più niente, l'unica cosa famigliare che riesci a percepire é l'odore della donna (che scoprirai essere la mamma) che ti ha permesso di crescere custodito al caldo, ti ha nutrito, dato sicurezza per nove mesi o giù di lì. Secondo il mio libretto sanitario è il medico sono stato puntuale: nove mesi tondi tondi. La vita era lì, mi sorrideva, anche il seno di mia madre mi sorrideva purtroppo lo ha fatto per poco. Il dottore farneticava di un fattore Rh negativo, cambio del sangue, latte artificiale, basta con la tetta! Come?!!!dopo avermi traumatizzato con la nascita verrò traumatizzato dall'abbandono coatto della tetta. Basta! Fatemi tornare indietro! Voglio di nuovo il mio mondo placido di placenta!!! Eih, eih, dico a voi, possibile che non mi capiate. Cazzo sono nato in un mondo di sordi deficienti, proviamo ad urlare più forte... niente...eih cosa volete fare? Perché mi portate via dalla mamma? L'ho appena conosciuta! Eih gente che modi sono... non mi ascoltano, cosa vogliono fare con quella cosa...eih stai distante, non ti avvicinare... aih, mi hai punto, fa male... oddio cosa succede, ho sonno, la testa mi cade, oddio non vedo più niente. Dove sono, forse mi hanno rimesso nel mio placido mondo, si fluttuo di nuovo, che bello sono di nuovo a casa, era solo un incubo, il mio primo incubo, quel mondo non esiste. Sono salvo... che incubo. Li fuori i miei genitori erano preoccupati; neanche il tempo di conoscermi e mi hanno visto finire in terapia intensiva; riciclo del sangue, cambio totale. Zac un ago in un braccio lo fa uscire, zac un ago nell'altro braccio lo fa entrare o super giù così. L'ho sempre immaginato così, mentre metà di me si svuota l'altra metà si riempie, appena nato sono già un vampiro vampirizzato. Questa vampirizzazione pare mi abbia salvato la vita e la psiche. Lo stress del cambio mi ha portato dai floridi quattro chili è trentadue ai due chili e ottantacinque del dopo salasso: da grasso Maraja ha denutrito suddito. Avrei dovuto fiutare qualcosa già allora e provare a cambiare aria, ma evadere da un'incubatrice é estremamente difficile, nessuno c'è mai riuscito. Dopo una ventina di giorni di "cella d'isolamento" sono stato riconsegnato ai miei genitori che hanno visto il principe trasformato in ranocchio pieno di grinze; pare che perdere quasi il 50 per cento del proprio peso in quei pochi giorni non giovi alla propria pelle di pupo. Dopo il primo shock, giustificabilissimo, il problema più grosso e stato farmi comprendere che il tenero morbido capezzolo, nonché il morbido cuscino contro cui spiaccicarmi mentre ero intento a nutrirmi, veniva sostituito da un coso di plastica e vetro, chiamato biberon. Quel coso aveva un sapore orribile ed era duro e freddo o caldo troppo caldo. Mi sono chiesto molte volte se i dottori non abbiano un senso sadico; dopo averti fatto conoscere il paradiso, la tetta, ti obbligano al purgatorio, il biberon. Io queste lamentele le facevo ma i grandi non lo capivano, io gliele urlavo ma loro niente. Dopo molte ore ho dovuto cedere per la fame e adattarmi a quel terribile surrogato plasticoso. Iniziamo bene, prima ho dovuto rinunciare al piacevole placido mondo della placenta, poi alla mamma (che ho ritrovato), mi hanno portato via del sangue e ho dovuto rinunciare a un paio di chili è ora mi hanno tolto anche la tetta; mi viene il dubbio che la vita sia una continua rinuncia. L'ho provato a chiedere a chi ho attorno ma non mi capiscono. Perché non mi capiscono, in un primo tempo credevo fossero sordi e urlavo più forte ottenendo un soffocamento da biberon o lo sballottamento da cullaggio, una cosa terribile che mi costringeva a far finta di addormentarmi per farli smettere. Voglio tornare nel mio monolocale! Certo che guardando ora la mamma ci starei un po' strettino. Potrei provare con la zia, li potrei portarmi anche un biliardo per ingannare il tempo. Mi hanno dato il nome è mi andata bene. Mio padrino da cui si sono ispirati ha un nome corto, moderno (anche se apparteneva ad una serie di re dell'antichità), mi piace almeno in questo non ho dovuto rinunciare al mio nome come succede a quelli che hanno dei nomi composti o decisamente brutti. Ormai sono mesi che cerco di comunicare con questi strani esseri, ho scoperto che se rido loro sono contenti, se urlo per farmi capire sono preoccupati, se parlo normale sono incuriositi. Mi sa che é ora di " abbassarmi" al loro arcaico idioma senza poesia se no chissà cosa dovrò mangiare e quanti sballottamenti dovrò sopportare: domani dirò mamma e papà e vedremo cosa succede. Il giorno dopo affilo la lingua e provo a emettere quei suoni che al mondo attorno a me sembra piacciano tanto: mamma, mamma. La reazione é strepitosa, mi hanno capito, sono tutti felici: -Ha detto la prima parola, ha detto mamma.- Inizia una serie di telefonate entusiastiche, pacche sulle spalle e altre amenità. Decido di tenere papà per un'altra volta. Se ogni volta che pronuncio una parola succede tutto questo casino quando sarò arrivato a "zuzzurellone" avrò il mondo ai miei piedi. Pensare, che è da quando ho visto la luce che cerco di comunicare con loro, da allora ne ho fatti di discorsi ma non hanno mai reagito così, al massimo assumevano un'aria idiota facendomi sghignazzare per le cazzate che mi dicevano cercando di imitare i miei suoni. Quando ne ho avuto l'occasione, di questo, ne ho discusso con qualche mio "collega" e abbiamo concluso che il loro mondo capisce pochissime parole del nostro mentre noi capiamo quasi tutto. Non riusciamo a spiegarci, noi neonati, come possa succedere visto che siamo in tanti e a forza di sentirci dovrebbero capirci ormai. Domani gioco la carta papà vediamo se sortisce lo stesso effetto di mamma. Ore 21, siamo tutti a tavola, mio padre mi sta imboccando, OK appena ha finito ci provo -papà, papà.- Altro delirio, provo con la combinazione: mamma, papà. Delirio da stadio, doppia dose di coccole, altro giro di telefonate esultanti. Non è così male parlare quest’idioma arcaico; da dei frutti ottimi. Questo stato incantato è durato per qualche mese poi è diventato routine. Si sono abituati al prodigio della mia voce, all'articolazione di quei suoni; ormai avrei potuto dire qualsiasi cosa anche la più difficile ma sarebbe passata inosservata, eravamo entrati nella fase dell'apprendimento. Fine della pacchia, della soddisfazione del proprio egocentrismo; da “Sole” piano piano stavo diventando “pianeta, poi satellite”, col passare di qualche anno “fantasma, poi problema”. Ormai il mio parlare non creava più quella piacevole attenzione di un tempo, mi ci abituai. Provai ad attirare l'attenzione con parole difficili, niente; ormai ero considerato padrone della lingua. Per un po' venni assalito dalla voglia di tornare al placido mondo della placenta. Ormai la parola era andata, al mio arco avevo ancora le frecce del camminare a due zampe, dell'abbandono del ciuccio e del biberon. Siccome il dottore, alla mia nascita, aveva consigliato di portarmi in montagna per farmi riprendere meglio, dopo il trattamento Rh, i miei affittarono una baita in un paesino delle valli di Lanzo. Nel giro di poco tempo quel paesino fu colonizzato dai parenti di mia mamma, zii e cugini. A quei tempi parlavo ma gattonavo ancora, a Torino il gattonare non creava problemi, i pavimenti erano lisci, in montagna la pavimentazione era formata da tavole grezze di legno piene di schegge, questo creava un po' di problemi. Mi drizzai su due zampe così in fretta che quasi non se ne accorse nessuno, la cosa destò alcuni giorni di interesse e meraviglia, ma come tutte le cose veloci si acquisiscono in fretta e diventano la normalità, l'attenzione per me rientrò in fretta, ero di nuovo un figlio come un altro. Ebbi di nuovo quel richiamo verso il caldo e rassicurante mondo uterino. Passò. Mi era rimasta la carta del ciuccio e del biberon, ma dovetti superarla prima del dovuto grazie all'involontario aiuto di mia madre che prima dimenticò il biberon sulla stufa bruciandogli la tettarella e poi facendo cadere il ciuccio sempre sulla stufa. Iniziavo ad odiarla quella stufa. Hanno provato a sostituire la tettarella con quella usata per i vitelli ma per me era troppo grossa, stesso tentativo per il ciuccio ma anche in quel caso era enorme. Dall'oggi al domani dovetti smettere, siccome fu una scelta forzata passò quasi inosservata, nessun bravo hai smesso, sei fuori dal tunnel del biberon, o cose simili solo una serie di scuse sostituite nel tempo dalle frasi: -e stato meglio così, ormai è grande, un taglio netto è meglio che una lenta agonia, ecc. ecc. - A quel punto avrei voluto un utero di due metri con la porta blindata. Passò anche quella ma mi causò degli strani sogni; sognavo un utero di due metri con la porta blindata, era rassicurante e soprattutto, nel sogno, non permetteva ai tentativi del ginecologo di riuscire a strapparmi da quel luogo. Neanche con la fiamma ossidrica sarebbero riusciti a portarmi via dal mio placido mondo di placenta.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 05, 2006 21:36 | Permalink | commenti (3)
categoria:anno 2004-ottobre, anno 2004
lunedì, giugno 05, 2006
siccome sono pigro, per un poco posterò vecchie cose già postate, magari sono sempre attuali :)))
postato da: dariocicchero alle ore giugno 05, 2006 18:09 | Permalink | commenti (1)
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