mercoledì, maggio 31, 2006
sono passati giorni da quando ho cominciato il post a puntate e ora ho perso il filo...
postato da: dariocicchero alle ore maggio 31, 2006 23:54 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, maggio 31, 2006
Sul primo è finito lo sceneggiato e ora il telegiornale imperversa, passo sul 2 e zac compare il buon Travaglio a confronto con un altro giornalista. Dopo anni di assenza dalla tv il Travaglio è diventato onnipresente. Parlano dello scandalo calcio, di moggi e della juve. Mi appassiona sentirlo parlare e dire le cose con la sicurezza del giusto... o meglio dell’uomo che prima di dire si informa bene. Decido di posare il telecomando e godermi le chiacchiere. Partono da lontano, dal dopo Boniperti, Travaglio ricorda che a moggi non era permesso neanche di entrare “in casa juve” quando comandava Boniperti e avendo avuto l’occasione di prendere l’ascensore con il Boniperti (abitava sopra mia madrina) in tenera età (io ero in tenera età non Boniperti) capisco perchè trovasse moggi così ributtante da non volerlo neanche vedere. Boniperti nel bene e nel male era un “signore” gentile e squisito, almeno per quello che potevo vedere io, mi ricordo la prima volta che lo si incontro, ai tempi era di rito la domanda: per chi tieni? (non ho mai capito perchè negli anni 60/70 era una delle prime domande fatte ai bimbi, almeno dalle mie parti.) e io avevo risposto:per il Toro. Naturalmente non sapevo chi fosse quel gentile signore e non capivo la sottile soddisfazione che passò attraverso gli occhi di mio padre quando questo signore lo guardò e lui gli rispose alla domanda silenziosa: Siamo tutti del Toro in famiglia a parte un cugino acquisito... Mio padre era del Toro e sindacalista e con quella frase aveva preso una specie di rivincita contro la juve e sopratutto contro la sua proprietà “la Fiat”. Lo incontrammo spesso da quel giorno e anche in occasione di derby persi dalla juve, e devo dire che scherzava volentieri con mio padre, in quei pochi attimi di attesa e viaggio in ascensore, accettando gli sfotto classici tra torinisti e juventini, Crescendo capì chi fosse quel signore e come ho detto prima capisco come non potesse mischiarsi a personaggi come moggi. Tornando a Travaglio: dicevo che sono tornati indietro fino a quando la juve decise di prendere questo ambiguo personaggio, indagato per illecito sportivo, mai condannato perchè l’illecito lo aveva fatto in una partita di coppa uefa partite escluse dalla giurisdizione dell’illecito. Aveva “assegnato” delle “signorine” alla terna arbitrale, di una partita di uefa del Toro, per avere dei favori da questi arbitri. Un uomo che ha affossato il Toro dall’interno. Dopo le distruzioni e gli sputtanamenti causati da moggi il Toro non si è più ripreso. Pur conoscendo queste cose la juve getta nel cesso Boniperti e prende moggi, Travaglio si “dimette” da tifoso juventino. moggi allontana tutti i collaboratori di Boniperti e insedia i “suoi” per iniziare il metodo moggi che oggi stupisce molti o forse no. Tutti sapevano ma nessuno parlava. Travaglio, con altri giornalisti, in tempi non sospetti scrive un libro intitolato “Lucky luciano” ma nessuno nella federazione ci fa caso... poi un anno fa o poco meno la magistratura di Torino, alla chiusura dei procedimenti per doping imputato alla juve, consegna a carraro, e di conseguenza alla federazione calcio, un enorme plico con le intercettazioni in cui non risultano violazioni penali ma di sicuro c’è ne sono sportive. A questo punto in federazione tutti sanno ma nessuno fa nulla, anzi si cerca di coprire tutto sicuramente, nessuna segnalazione alla Uefa e nessuna indagine interna. I giudici recapitano lo stesso plico alla uefa e fanno capire che non è tutto se vogliono il tutto basta che lo richiedano. I tre giornalisti attraverso la lettera, pubblicata dalla repubblica, che il giudice di Torino ha mandato a carraro mi fanno capire quanto era coperto questo uomo e che questo scandalo è solo la punta dell’iceberg e che sotto ci sono cose molto più gravi.
postato da: dariocicchero alle ore maggio 31, 2006 01:09 | Permalink | commenti
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lunedì, maggio 29, 2006
I nostri tre eroi sono: un pirla su una harley(mi sa che non si scrive così), collega di “scrittura” di pistarino, che conosce meglio la moto che la moglie, fighetto, fratello della parodi (la “giornalista” di canale 5), penso impotente, almeno con la moglie, e sopratutto uno di quelli che dicono di non essere fighetti ma trasudano da tutti i pori lo status di fighetto, una giornalista, frustrata dalla sua bassezza (lo immagino perche afferma che va veloce perchè così si sente grande), che parla della velocità quasi come ne parlavano i futuristi, con (secondo me) problemi sessuali più grandi dei miei, su un cagivone da strada. Belle moto le Cagiva, ma io per andare in pista a fare la sborona avrei usato altro, ma effettivamente io non sono motociclista. Come ultima chicca ci viene riservato UBI il 50enne abbronzato con motorone-caravan (io le definisco così le moto come la sua) stile Goldwin (mi pare si chiamasse così) della honda, quelle con l’impianto quadrofonico, la sella e le manopole riscaldate e la retromarcia perchè pesa troppo per spostarla di peso, uno di quelli che sale sulla moto e non sa neanche se ha il carburatore o l’iniezione... Alla fine del servizio sgarbi dice la sua, che non posso non condividere almeno nella parte riferita ai tre rincoglioniti o meglio come li abbiamo definiti in contemporanea “decerebrati” (è stata la prima cosa che ho pensato alla fine del servizio:ma questi sono decerebrati) poi dice altre cose meno condivisibili ma accettabili e gli altri più o meno ribattono sopratutto quando parla male dei tatuaggi. I tre “motociclisti” mi hanno messo addosso una tristezza decido di passare allo zapping.
postato da: dariocicchero alle ore maggio 29, 2006 20:37 | Permalink | commenti (1)
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domenica, maggio 28, 2006
Finisce l’intervista e parte la pubblicità. Via, altro zapping, un poco di sceneggiato su rai uno e di nuovo le invasioni barbariche su la sette. Pare che la mia omonima abbia letto un mio post del passato dove mi lamentavo della sua brutta abitudine di interrompere gli intervistati, ora non lo fa’ più o quasi. Eccoli li a parlare di sport, ma con degli ospiti interessanti: Zanardi-Enia-Una giornalista (non ricordo il nome). Zanardi Luminoso e accattivante come sempre, la giornalista non entusiasma, ha scritto un libro sui corpi degli sportivi e sinceramente non ho capito in che senso: è di sicuro quella che non dice e non trasmette nulla. Enia, per chi lo conosce attraverso la radio sa il tipo di emozioni che riesce a trasmette parlando del calcio “quello vero” anche se inventato. A chi non lo conosce consiglio di scaricarsi gli mp3 di “Rembò” (www.rembo.it) la trasmissione che fece alcuni mesi fa su rai radio 2. Eccoci alla fine della 2° trance di trasmissione...pubblicità e zapping. Solito sceneggiato su rai uno e un Segal su italia uno, torno su la sette per godermi l’intervista ad Antonello Piroso, credo vicedirettore del telegiornale di la7, l’uomo che fa le anticipazioni del telegiornale in maniche di camicia e le tiene anche arrotolate “mettendo” il tatuaggio in bella vista, un grande. Fine blocco e intervista. Zapping, lo sceneggiato è quasi alla fine, torno su la sette e si parla di moto e motociclisti, ne parlano (parola grossa) due signorine bellocce (una over 40 e l’altra sopra i 25 credo) che non ho assolutamente idea di chi siano anche se come sempre in tv sono considerate V.I.P. , Pistarino (pare che sia anche un noto motociclista oltre ad essere un comico, scrive perfino su una rivista specializzata, lo scopro durante le chiacchiere) e sgarbi, che credo non sia mai salito su una moto... dopo un siparietto tra sgarbi e pistarino parte un servizio che potrei definire “cutre”(in onore di grisù), non tanto per il servizio ma per i personaggi e per il titolo: gli easy rider italiani...
postato da: dariocicchero alle ore maggio 28, 2006 22:40 | Permalink | commenti (3)
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sabato, maggio 27, 2006
Venerdì sera, poco o niente in tv; parte lo zapping. Incrocio l’onorevole Luxuria su la sette, alle invasioni barbariche, un piacere per le orecchie, intelligenza, educazione ed ironia, sembra avere concentrato in se il meglio dell’uomo e della donna, sta a vedere che dopo le quote rosa “abbisogna” fare le quote trans” per migliorare il nostro paese.
postato da: dariocicchero alle ore maggio 27, 2006 02:37 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, maggio 26, 2006
giuro, dopo aver sentito il "nano"rantolo dire alla sinistra di avere paura di lui, io ho veramente paura, paura che questo essere voglia portare l'italia alla guerra civile...
postato da: dariocicchero alle ore maggio 26, 2006 01:52 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, maggio 25, 2006
Va bene che in Spagna hanno Zapatero, Ok per i pacs e i matrimoni omosessuali, ok per il ritiro dall'iraq, ok per la possibilità di coltivarsi due piantine di... ma anche l'abolizione dell'oltraggio del pudore e la conseguente legge che permette di girare nudi per la spagna è troppo... c'è un tizio che gira allegramente nudo in bici per barcelona e la cosa bella è che nessuno ci fa caso... spagna vs italia 20 a 0.
postato da: dariocicchero alle ore maggio 25, 2006 00:21 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, maggio 24, 2006
Ieri era una triste ricorrenza, una bomba, sconvolgeva delle vite e tutta l'italia onesta. Questa sera su rete4 davano uno dei più bei film di Sergio Leone "Giù La Testa". Sono convinto che era un film che a Falcone piaceva, uno di quei film alla Leone dove si parla molto di quello che è l'italia anche se apparentemente non sembra... voglio ricordarlo così, con un film che penso gli potesse piacere.
postato da: dariocicchero alle ore maggio 24, 2006 01:35 | Permalink | commenti
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martedì, maggio 23, 2006
che bello... pare che il moggi stia tirando dentro il galliani, e di conseguenza potrebbe finirci anche il silvio nazionale, in mezzo al calderone...
postato da: dariocicchero alle ore maggio 23, 2006 00:08 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, maggio 22, 2006
Io ho smesso di amare il calcio tanto tempo fa. La mia disaffezione era legata principalmente alla noia che ormai mi davano le partite troppo tecnicamente estrmizzate. Oggi ho un motivo in più per non amarlo, sono felice che sia scoppiato il bubbone del "calcio" la cosa che mi stupisce che molti facciano gli scandalizzati. Report ne parlò tempo fa e prese una querela da carraro (querela che poi ritirò). Io spero solo che non succeda come per mani pulite. Spero che tra dieci anni, i magistrati che oggi sono eroi, lo continuino ad essere e non vengano trattati a pesci in faccia da chi dovrebbe essere in galera o almeno fuori dai posti di potere. Che questo bubbone scoppi del tutto vomitando tutto lo schifoso pus che contiene travolgendo tutti quei "gentiluomini" che gestiscono i cosidetti poteri forti di cui tutti parlano (oggi) ma di cui nessuno sa mai qualcosa. Che grazie al calcio una volta tanto si pulisca anche un poco di politica...
postato da: dariocicchero alle ore maggio 22, 2006 00:17 | Permalink | commenti (1)
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domenica, maggio 21, 2006
Biisogna ammetterlo Kossiga non le manda a dire... e come lui è bene che gli italiani inizino a ricordare il passato e la smettano di avere la memoria da pesce. NEL 1994 i senatori a vita permisero che l'allora governo berlusconi avesse la fiducia al senato e nessuno li tacciò di immoralità, sopratutto il berlusconi. Perchè oggi che non sono stati neanche determinanti lo ha fatto? facciamoci delle domande e diamoci delle risposte...
postato da: dariocicchero alle ore maggio 21, 2006 01:51 | Permalink | commenti (2)
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martedì, maggio 16, 2006
vent’anni fa non lo avrei saputo, oggi forse si. Di sicuro non sarò molto diverso, avrò i capelli e la barba bianchi, un poco di rughe in più ma a grandi linee non sarò diverso. La nostra generazione, quella nata tra i 60 e i 70 è la prima generazione sempreverde... è la prima generazione che ha pochi conflitti “generazionali” con quelle a venire e questo, da un lato è un bene da un altro è un piccolo male per le generazioni che ci seguono. Il bene è dato da un migliore dialogo con i figli e i più giovani in genere, un atteggiamento più attento a ciò che viene detto più che all’età di chi lo dice, cosa che i nostri genitori non erano molto propensi a considerare. Il male è una minore combattività generazionale che porta ad una specie di assistenzialismo genitoriale, un rammollimento quasi. A parte questa piccola negatività, che secondo me dipende più dal tipo di insegnamento e “protezione” data dai genitori che da una situazione generalizzata e congenita, credo che questa vicinanza e non conflittualità generazionale faccia bene a tutti permettendo a noi della generazione 60/70 di mantenerci “giovani” almeno con la mente e ai più giovani di potersi esprimersi senza paure e stress. Io ascoltavo una musica completamente diversa dai miei genitori e mai mi sarei sognato di andare nello stesso locale in cui sarebbero andati loro. I miei nipoti frequentano sicuramente birrerie e vari locali in cui andrei io o i loro genitori e questo ormai è una cosa assai diffusa almeno tra le mie poche conoscenze. Il rock non è più quella cosa rumorosa che era per i nostri genitori, oggi molti genitori sentono cose più “rumorose” e all’avanguardia dei figli sempre tra le mie conoscenze. Oggi ci si scambia consigli sui libri, sul cinema, e su un sacco di cose che mai saremo riusciti a condividere con i nostri genitori, per esempio i film che andavo a vedere a mia madre o a mio padre non sarebbero piaciuti. Oggi non è più così. Tra noi e i nostri genitori ci si vestiva in modo completamente diverso e non solo di settimana. Da bimbo avevi un tipo di vestito, da adolescente un altro, da giovane un’altro ancora e poi il passaggio alla vita “adulta” era dato dalla giacca e cravatta. Per entrare in discoteca se non avevi la cravatta e la giacca non entravi o quasi (forse oggi è ancora così non entro da tanto in una discoteca) almeno di sera quando ci andavano i “grandi”. Alle manifestazioni c’erano i giovani e i vecchi, oggi ci sono famiglie al completo dal nonno ai nipoti, quella divisione a cui tenevamo noi non mi sembra così presente e questo è un grande fattore di rallentamento della nostra vecchiaia.
postato da: dariocicchero alle ore maggio 16, 2006 02:27 | Permalink | commenti (3)
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sabato, maggio 13, 2006
Scontri di piazza e proteste degli studenti in francia, aricrisna che cantano e ballano per le vie di Firenze, camicioni indiani, minigonne, infradito, gonne con l’orlo ondulato dal delicato tessuto, pseudo figli dei fiori (col telefonino di ultima generazione), giacche militari demilitarizzate, un sacco di bici con donne con le gonne coi fiori... che stia tornando il 68? mmm però ci sono anche le gonne stampate e i giubbotti di jeans, alcuni punk, magliette attillate da edonista reganiano, i ryban, mi sa che si è mischiata un poco di roba, mi sa che stanno tornando in blocco gli anni dal 68 all’80, oppure un 68 rivisto e corretto. oppure è solo che ho riscoperto i miei vecchi gilè e la camicia fuori dai pantaloni...
postato da: dariocicchero alle ore maggio 13, 2006 23:30 | Permalink | commenti (1)
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sabato, maggio 06, 2006
Torino, ore 9.05 Piazza Arbarello. Parcheggio l’auto, che ho “rubato” al malcapitato di casa, la chiudo e mi avvio verso la “piazza”, mi infilo in via Garibaldi facendomi trasportare dal flusso dei passanti. Ore 9.20 Piazza Castello. Alle mie spalle scorre via la via pedonale per eccellenza di Torino ed entro in uno dei cosidetti salotti della città, il flusso di persone non è aumentato, ho la brutta sensazione che saremo in pochi e tutti over 40/50/60/70/80 ecc... Rallento il mio passo per godermi l’aria, la piazza e la vista verso piazza S.Carlo. I “venditori” di lotta continua mi sembrano facce conosciute, sembrano i genitori o forse i nonni di quelli che incrociavo da bimbo quando i miei genitori mi portavano al corteo. Ho il dubbio che non ci sia stato cambio generazionale. Ore 9.23 via Po. Piazza Castello è dietro di me, davanti ho alcune bandiere della cgil e molte persone “over”, i giovani sembrano evaporati. Continuo ad incontrare i “venditori” invecchiati per tutta via Po’. Ore 9.28 piazza Vittorio. Il bar Elena è pieno come sempre, nel cinema adiacente è pubblicizzato un film girato a Torino da due “giovani” Torinesi, considerando il concetto di giovane regista che si ha in italia avranno la mia età, decido di sincerarmi se “Casa Sonica” è sempre presente sul campanello del portone confinante col cinema. Bene non si è mossa, è bella l’immobilità a volte. Ore 9.30. Arriva Gianpietro, puntuale e un poco Claudicante. Anche lui ha l’impressione che i “venditori” non hanno avuto un cambio generazionale. Ore 9.45. La piazza inizia lentamente a popolarsi di persone e di bandiere, i camioncini dei “giovani” “fanno musica” e quello che ci arriva ha un non so che di cacofonico; mi sa che invecchio mi mancano i canti e gli slogan, giovani di 20 anni fa... Come al solito il corteo non partirà puntuale. Ore 10. Decidiamo di partire noi in un certo senso, Claudia la ragazza di giampietro mi ha mandato un libro e decidiamo di recuperarlo, la macchina è a due passi. Risaliamo il corteo la gente è decisamente aumentata ai bordi e in mezzo alla strada. Sono partiti e non ce ne siamo accorti? Aumentano i “giovani” sotto i 40 e anche sotto i 20, mancano un po’ quelli tra i 25-30 così ad occhio. Aumentano anche le signorine piacenti, mi ero dimenticato il fascino della sinistra... dobbiamo attraversare via Po’, lo facciamo col timore che i “giovani del corteo” che sono nella strada alla nostra sinistra partano di corsa, come si faceva ai “nostri tempi”, e ci travolgano impunemente. Passiamo indenni. Ore 10.15. Recuperiamo il libro e ci dirigiamo in piazza Carlina, si gira in via Accademia e via verso via Po’. Il libro si intitola: Felicità in questo mondo, un percorso alla scoperta del Buddismo e della Soka Gakkai... La Claudia da alcuni anni si è “convertita” al Buddismo. Alla vista del libro, io che ho sempre guardato al Buddismo come una religione non religione, penso all’occidentalizzazione e in un certo senso alla “cristanizzazione” del Buddismo occidentale, poi mi rendo conto anche che non so un granchè del Buddismo orientale e di quello occidentale. Nel mio immaginario ho sempre pensato che l’ultima cosa che interessasse al Buddismo fosse creare adepti e la sensazione che nell’occidente ci sia questa volontà mi lascia perplesso disturbando un poco il mio immaginario. Forse, o meglio, di sicuro la mia conoscenza del Buddismo è limitata e anche in oriente si cercano adepti “raccontando” cosa è il Buddismo a chi lo chiede, sempre se avviene così. Comunque questa è un’altra storia, magari un giorno ci ritorno, avendo appena finito di leggere il libro citato. Ore 10.23 via Po’. In via Po’ è arrivata un sacco di gente sia ai bordi della strada che in mezzo al corteo, la cosa mi fa’ molto piacere anche se sono consapevole di come hanno votato gli italiani... Credo che certe ricorrenze e certi valori non bisogna lasciarli cadere nell’oblio come alcuni scellerati vorrebbero fare. Ore 10.50 piazza Castello. Giampietro parla al telefono con i suoi genitori che sono da qualche parte in via Roma ai bordi nel corteo. La testa del corteo si sta avvicinando alla nostra posizione, la banda suona motivi che mi ricordano l’infanzia. Ore 11 o giù di lì. Arrivano le “autorità”, io sarei contrario alle autorità in una festa popolare, mi sento sempre preso per il culo a guardare deputati e affini che guadagnano 20.000 e più euro al mese per non considerarci se non quando li votiamo. Poi sento applaudire e urlare di gioia al loro passaggio e mi rendo conto che forse è ora che pensi ad un trasferimento all’estero... Ore 11.20 Piazza san Carlo. La piazza è piena per metà e la coda del corteo non è ancora arrivata a metà di via Po’, sul palco un sindacalista con la voce di Riky Gianco snocciola parole, un poco di sana retorica sull’inviolabilità del diritto al lavoro, mi sa che i signori “autorità” se ne dimenticano spesso ed è bene ricordarglielo, e chiacchiere varie per intrattenere il “pubblico” che attende le parole dei “pezzi da 90”. Ore 11.50. Decido che siccome devo andare a mangiare fuori Torino e mi ci vorrà un oretta o qualcosa di più è bene che me ne vada, non vorrei che i bastardi mangino tutto il pesce. Saluti di rito con i genitori di Giampietro, un fraterno abbraccio al buon Giampietro e parto alla volta dell’auto fendendo il fiume di gente come un salmone che risale la corrente. “Nuoto” sotto i portici di via Roma, schivando e sfilando il mondo che mi viene incontro, un sacco di bella gente, famiglie intiere, bellissime e bellissimi 40enni, 30enni, 20enni, ma quanto son belle le mamme di oggi, ma quanto sono diverse delle nostre mamme che a 50 anni erano considerate vecchie, vestivano “in modo anziano” e additavano come inadeguate le poche e i pochi 50enni che uscivano da quei canoni. Chissà come saranno i 50enni tra venti anni. Ore 12.05 piazza Castello. La coda del fiume umano ha superato la metà di via Po’. I telegiornali diranno alla sera che si era in 100.000, forse eravamo anche di più. Supero agilmente la piazza e mi immetto in via Garibaldi. Ore 12.08 via Garibaldi. La gente da “corteo” è scomparsa, il mondo un poco “truzzo e pittoresco” della torino festiva mi rallegra la vista, ho sempre rispettato questo mondo che caratterizza una parte di Torino, forse il più vero e spontaneo di questa città. Ore 12.19 corso Siccardi. Salgo in auto, metto in moto e mi avvio verso il mio destino a base di pesce...
postato da: dariocicchero alle ore maggio 06, 2006 01:40 | Permalink | commenti (5)
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