giovedì, aprile 27, 2006
Di nuovo la guerra che irrompe nella nostra vita. Altri italiani uccisi da una bomba e noi ci risentiamo in guerra. Ho paura che la fine della seconda guerra mondiale fu solo una parentesi tra una guerra e l'altra, certo da quel giorno le guerre le vediamo "distanti" da noi, le osserviamo in tv, poi vengono uccisi dei militari italiani e ci rendiamo conto che la guerra non e' poi cosi' lontana. Pero' se ci pensiamo bene in italia la guerra tra il civile vivere e il terrorismo, tra il civile vivere e i servizi deviati, tra il civile vivere e la mafia non e' mai finita. E' brutto svegliarsi con la morte nel cuore come mi e' successo questa mattina, come e' successo molte altre mattine dopo le stragi di stato, gli omicidi di mafia, di terrorismo, e' brutto rendersi conto che per quanto la si tenga lontana fisicamente da noi la guerra sia cosi' presente in noi...
postato da: dariocicchero alle ore aprile 27, 2006 10:30 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, aprile 26, 2006
Il traguardo dei 41è stato passato, ho iniziato il cammino verso il traguardo dei 42... Vent’anni fa non riuscivo a pensare al come sarei stato oggi, proprio non ci riuscivo ad immaginarmi nell’oggi. Ai tempi si guardava ancora l’anno 2000 come un evento; il passaggio di secolo era una cosa considerata lontana e mistica. Mia madre sosteneva che non lo avrebbe mai visto quel “2000” così atteso e nominato da molti scrittori, ciarlatani e veggenti, uomini e donne comuni, computer e molti altri ancora. Il 2000 arrivò in un attimo e le grandi promesse di tragedie, di cataclismi, del “baco bastardo” sui computer non vennero mantenute, invece mia coerente come sempre con le sue affermazioni al 2000 non ci arrivò. Io compivo 35 anni e disattendevo uno delle mie poche certezze di quando avevo 20 anni “vivevo a Firenze”. A 20 anni avevo giurato di non abitare in quella città, che consideravo ne carne ne pesce; un luogo dove i difetti delle grandi città venivano (e vengono) sommati a quelli di quelle piccole. La vita ti fa’ capire che le certezze non esistono per sempre ma hanno una flessibilità temporale, la certezza di oggi può essere vanificata domani dall’incontro di una persona, o da un bisogno lavorativo: il bello di avere venti anni è che si è sicuri delle poche o tante certezze che si hanno, e nessuno si dovrebbe arrogare il diritto di “distruggerle” anche se ha la “certezza” che nessuna certezza è certa...
postato da: dariocicchero alle ore aprile 26, 2006 23:52 | Permalink | commenti (2)
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martedì, aprile 25, 2006
è molto che manco dal mio blog, ho anche pensato di chiuderlo tempo fa, poi non me la sono sentita era come buttare via una parte di me e non me la sono sentita, parti di me nel tempo ne ho già buttate troppe... Oggi sentivo Caterpillar, era molto che non accendevo la radio alle 18 ma questa è unìaltra storia, dicevo: stavo sentendo Caterpillar e si sono collegati con un “vogatore” solitario, una di quelle persone che alcuni considereranno un pazzo, altri un temerario, altri un esibizionista, alcuni solamente un uomo che sfida le sue possibilità, io l’ho sempre considerato una metafora della vita e oggi più che mai perchè è a 250 miglia dal Brasile, praticamente è riuscito nell’impresa, il 3 maggio dovrebbe arrivare a destinazione. Il suo morale non era altissimo anche se iniziava a vedere la sua meta, non lo era perchè dopo tanta fatica e tanti giorni in mare aveva imparato a dover vivere giorno per giorno senza progetti a lungo termine, almeno fino a quando non sarebbe entrato nel porto brasiliano di arrivo. Io mi sento come lui, sono a 250 miglia dalla meta e pur sentendone l’odore devo vivere tutto giorno per giorno senza possibilità di progetti almeno fino a quando non entrerò in porto. Ha attraversato un oceano a forza di braccia, sfruttando le correnti, guidandosi con bussola e molto istinto, cibandosi di quello che riusciva a pescare, in solitudine a parte il conforto della telefonata settimanale con caterpillar. Questo suo viaggio è una parte della sua vita, alcuni mesi, solo lui può veramente sapere perchè ha fatto questa scelta, questo viaggio. Forse neanche lui ne sa’ veramente il perchè, è successo per una serie di coincidenze della vita o chissa cos’altro. Tutte queste cose sono parte della metafora della vita a cui mi riferivo qualche riga fa: negli ultimi anni ho attraversato un oceano con tutte le sue difficoltà e bellezze, con tutto quello che ti permette una attraversata solitaria, il confronto con se stessi, lo scoprire un sacco di cose negative e positive di se, calcoli e somme della propria vita, progetti e illusioni, sogni e realtà molto dure, momenti in cui non credi di farcela e vorresti affondare in quel mare blu, finire a fondo e non risalire più. Lui ha il satellitare per comunicare con il mondo, io il blog, internet. Entrambi ci siamo allontanati fisiamente dagli affetti, dalle persone care, dagli amici e dalle amiche. per motivi tecnici e di “vita” ha saltato qualche collegamento con caterpillar, io ho staccato la spina al computer per molto tempo, ho staccato la spina con le persone ancora per più tempo. ora sono a 250 miglia dall’arrivo che non è mai una meta ma solo un posto da cui si riparte, magari per tornare sui propi passi o meglio per tornare di molto cambiati da questo viaggio in mezzo all’oceano. Per ora inizierò a palesarmi in forma virtuale alle persone care, rifrequentando il blog, msn e varie ed eventuali poi quando sarò a 50 miglia dalla costa ritornerò in “fisico”. Mi rendo conto che non sarà facile riavvicinarmi a loro, magari ne ho anche offeso alcune con questo distacco, con alcuni comportamenti che possono essere stati giudicati in modo errato, a volte non si ha voglia di vedere nessuno e si evita di essere presenti in un evento a cui si sarebbe dovuto essere presenti, anche se si è consapevoli di far male a delle persone non essendoci si sa’ che si sarebbe fatto molto più male a se stessi e si spera che le amiche e gli amici possano capire, se non succede pazienza forse il tempo aiuterà e se non sarà così vorrà dire che il rapporto che si era instaurato non era così profondo come si credeva. Chiedo scusa a chi posso aver offeso con i miei eventuali comportamenti strani (o considerati tali) sperando che vengano accettate e capite sopratutto.
postato da: dariocicchero alle ore aprile 25, 2006 01:10 | Permalink | commenti (3)
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