giovedì, luglio 21, 2005
Oggi mi è morto definitivamente il masterizzatore scasi del vecchio pc(quando lo presi era un figaccione oggi è un vecchio da buttare,son passati solo 8 anni...). Qualte tempo fa accesi il vecchio computer e lui fece:bip-bip-bip, e poi dopo alcuni secondi si spense. riprovai e nuovamente fece i tre bip e poi bum si autospense. Mi preoccupai un attimino, poi feci scendere al mio cospetto santi e dei e decisi di lasciare il computer fedifrago ai suoi bip. Passò una settimana e decisi di smontarlo completamente per capire quale delle schede rompesse i cosidetti e arrivai alla conclusione che fosse "morto" uno slot PCI, quello dove era istallata una schedina scasi che mi supportava il masterizzatore e altre periferiche. Rimontai il tutto e zac partì senza lamentarsi. Ieri il masterizzatore non ne voleva sapere. questa mattina il computer partiva ma si bloccava all'inizio dell'inizializzazone, nessun bip rilevatore, solo immobilità di scritte. questa volta i santi e gli dei ho deciso di non convocarli al mio cospetto e con tutta calma ho insultato la povera scheda scasi, ma poi mi è venuto un dubbio: E che fosse lo stronzo di un masterizzatore che in questi anni bene o male ha sempre rotto i coglioni? Bene lo stacco con tutto il so cavone scasi e il piccolo computer riparte più allegro che mai, quasi come se gli avessi tolto dalle palle un intruso invadente e fastidioso. è proprio vero: mai accusare se non se ne è sicuri, le apparenze ingannano... ora ho un solo dubbio: e che fosse il bastardo del cavo...
martedì, luglio 19, 2005
Borsellino, un nome da non dimenticare, in un giorno da non dimenticare... purtroppo come molti altri...
venerdì, luglio 15, 2005
In questi giorni dopo i gravi attentati a Londra le reazioni dei politici e degli stati sono state assurde almeno per me.
Perchè la francia chiude le frontiere causando di sicuro disagi a chi le attraversa, come se un ritorno all'europa spaccata da frontiere servisse, considerando che i "kamikaze" ormai sono "cittadini interni" e non entrano da fuori e comunque entrerebbero lo stesso perchè sicuramente sarebbero usati degli "insospettabili". Mi chiedo perchè invece di fare nuove leggi o inasprirle non si applicano come si deve quelle esistenti, si snelliscono i processi e le procedure, si stanziano i fondi per la sicurezza invece di costringere le nostre forze dell'ordine a ridurre le pattuglie in strada perchè non ci sono i fondi per riempire le auto di benzina (negli ultimi anni a dispetto delle parolone sulla sicurezza del cittadino i fondi destinati a ciò si sono ridotti sensibilmente). é come per il codice della strada si sono inasprite le punizioni, si sono inseriti articoli buoni ma non si fanno rispettare, due esempi su tutti:
1) le cinture di sicurezza posteriori, sono obbligatorie da molto tempo ma nessuno le fa rispettare.
2) Tenere la corsia libera più a destra in autostrada, cioè la legge dice che se vai anche ai 130 e la corsia ad estrema destra è libera devi stare in quella corsia e non in quella al centro o in quella a sinistra, nessuno lo fa e nessuno lo fa rispettare.
Mi sembra che, come sempre, invece di arrivare alla radice del problema si cerchi di fare fumo attorno al vero problema per usarlo come scusa in caso di bisogno. Ho anche paura che molti dei cosidetti Pacifisti siano contro la guerra e si mobilitino non tanto per un'avversione alla guerra ma per paura che una bomba gli faccia saltare il culo, ho letto una frase su internet, riferita "all'indifferenza verso una iniziativa di pace" che me lo ha fatto pensare: Il vostro silenzio è per me più pesante da sopportare che l'angoscia delle nuove bombe certamente in arrivo su Roma o Milano.
Sarà che io ho vissuto il periodo delle BR a Torino dove si rischiava, come oggi, che ti saltasse il culo o che un proiettile vagante ti colpisse e avrò acquisito gli anticorpi alla paura terrorismo, e quell'angoscia non c'è l'ho e trovo assurda una motivazione come quella sopra. Io come scrissi tempo fa non sono di sicuro pacifista ma se manifesto contro la guerra in Iraq è perchè non trovo giusto che Stati Uniti e vari altri paesi abbiano invaso un luogo quando molto probabilmente c'erano altri mezzi per ottenere "la democrazia in quel paese", come non credo che siano esclusivamente le guerre in Afganistan e in Iraq ad aver causato il terrorismo islamico, e come credo da non pacifista che un intervento deciso dell'onu in alcuni conflitti africani sarebbe auspicabile per la loro cessazione. Se l'onu fosse intervenuto in Ruanda avrebbe evitato un massacro enorme e lo stesso sarebbe successo in altri luoghi, solo che gli interessi mondiali erano altri e invece di inviare truppe per fermare il massacro in quei giorni sono state ridotte. Sono convinto che il mondo non potrà essere in "Pace" ancora per molto tempo ma credo che potrebbero essere "pacificate" molte zone con degli interventi decisi e poi costruttivi da parte dell'onu, prima una vera interposizione tra le parti in conflitto senza parteggiare per una o per l'altra e poi un intervento di vero sviluppo delle aree pacificate con assegnazione delle risorse alle popolazioni locali e non alle multinazionali come succede mediamente oggi sia in fase di guerra che in fase di pace(ndr: la guerra del coltan, post di qualche tempo fa). Forse questa è la vera utopia, manifestare non tanto per avere la "Pace Totale" ma un utilizzo dei mezzi militari e non verso una pacificazione del mondo in modo "equo e solidale" spinto verso l'interesse delle popolazioni e non verso gli interessi totali.
Ma queste sono solo le deliranti visioni di un guerrafondaio o meglio ONUfondaio...
giovedì, luglio 14, 2005
Quest'anno purtroppo non riuscirò ad esserci in quella piazza e mi dispiace alquanto. mi dispiace perchè essere lì in quel giorno è un modo per non accettare le imposizioni e la violenza di stato, per non accettare la stupidità degli estremi che sempre vengono strumentalizzati dal potere qualunque esso sia, per non accettare che si possa morire ad una manifestazione perchè la morte di qualcuno era funzionale al sistema. Quel giorno è morto un manifestante, una morte per certi aspetti cercata in extremis, il cosidetto sistema, secondo me, voleva la morte di un uomo della forza pubblica per poter attivare una campagna pesante contro il libero e sacrosanto atto del poter manifestare un dissenso. Se vi riguardate i "Film" sull'evento (si trovano di sicuro in rete)e riandate a rivedere le "tattiche" usate, tutto porta a pensare che si voleva esasperare le persone al punto da poter uccidere. Ci sono blindati e cammionette che caricano a tutta velocità i manifestanti, sono stati caricati normalmente i pezzi di corteo "civile" fatti da persone normali che non avevano nulla a che vedere con i cosidetti "black Block", c'era un movimento "ondulatorio" delle cariche come se si cercasse nell'atto della ritirata di lasciare indietro qualcuno, cosa che è successa non solo in piazza Alimonda ma in molti altri casi tra cui quello dove viene dato fuoco ad un blindato. Se l'intento "superiore" fosse riuscito in quel blindato sarebbero morti molti Carabinieri ma perfortuna per quanto esasperati i manifestanti hanno fatto uscire da dentro al blindato tutti gli occupanti prima di dargli fuoco. Mi dispiace non essere in quella piazza perchè è anche un atto dovuto alla verità dei fatti che in Italia è cosa difficile sopratutto nelle stragi e negli "incidenti" di stato (basta pensare al caso Calipari, Ustica, nessuno ad oggi ci ha ancora spiegato come e cosa è successo veramente). Esiste uno spettacolo/riproduzione del processo mai fatto per la morte di Carlo Giuliani, realizzato basandosi su tutte le varie fasi preprocessuali, con reperti, dichiarazioni, atti ecc... ufficiali dove viene dimostrato che non si è arrivati a quel processo addomesticando la fisica. Viene dimostrata la collusione tra alcuni Black Block e dei rappresentanti delle forze dell'ordine in borghese e un sacco di altre cose che portano a pensare ad un forte volere da parte di qualcuno che succedesse qualcosa. I black Block vengono fatti agire indisturbati, i manifestanti normali caricati, qualcosa non torna...
Detto questo non mi sento di accusare tutte le 20.000 persone legate alle forze dell'ordine di essere complici consapevoli di tutto ciò, io credo che perfortuna i "sobillatori" e violenti sono stati una piccola parte, una parte pericolosa per certi aspetti perchè di sicuro legata ai vertici, con un grado, con possibilità di comandare una carica o non ordinarla, e questo in parte è confermato dall'attacco alla scuola Diaz, realizzata da quasi esclusivamente personale graduato, personale affiatato tra loro e con un grado di "copertura" reciproca alta, basta pensare all'introduzione delle molotof e alla messa in scena dell'accoltellamento di uno dei poliziotti, cose per cui sono stati accusati alcuni poliziotti partecipanti a quell'irruzione. Mi dispiace non essere in quella piazza perchè dovremo esserci tutti, i manifestanti e i rappresentanti della forza pubblica, quelli onesti che credono veramente nella giustizia e in quello che fanno, quelli che muoiono uccisi dalla mafia e dal terrorismo, quelli che credono nel senso civile e nella giustizia(un poco di retorica a volte non guasta) e io credo che siano la maggioranza. Mi dispiace non esserci perchè solo dimostrando che non si dimentica si può cambiare qualcosa o almeno provarci.
sabato, luglio 09, 2005
Di "the Strip" ne parlai tempo fa sbagliando la sua origine di provenienza che attribui all'australia mentre è un prodotto neozelandese (patria del buon peter jackson), a parte questo rivedendo la serie in queste notti (la7 sta ristrasmettendo la 1°serie in terza serata e sul satellite al canale Jimmy il giovedì sera mi pare) i giudizi sono riconfermati e rafforzati. Non capisco perchè un telefilm come "Sex and the City" (ritrasmesso in questo periodo sempre su la7 in seconda serata ) possa diventare un evento mediatico e "the strip" no. Sex and the city è divertente ma alla fine è la solita americanata con morale e bacchettoneria varia, mentre "the strip" di bacchettoneria non ne ha assolutamente, passa allegramente per tutte le sfaccettature sessuali e affettive senza la classica morale statunitense con molta ironia un poco inglese ma decisamente più aperta. La prima puntata da' già una dimensione dello stile: Melissa (la protagonista) donna in carriera (è un avvocato affermato) scopre il marito a letto con un uomo e reagisce in modo molto particolare, dopo aver distrutto l'auto dell'amante del marito, si licenzia dallo studio di avvocatura e apre un locale di spogliarello maschile (da qui il titolo della serie "the strip"). Naturalmente oltre a Melissa ci sono una serie di personaggi (la figlia, il marito, l'amica, la madre, il padre, i ragazzi che fanno gli strip, la coreografa ecc...) che per quanto possano essere stereotipati sono decisamente veri con sentimenti e contraddizioni, imperfezioni e difetti, pulsioni e sensi di colpa. Il tutto è servito su un piatto ironico e drammatico un poco come ci viene servita la vita. Se ricordo bene la sceneggiatura è al femminile ma su questo non sono del tutto sicuro. Questo è un telefilm che in italia ma anche negli stati uniti avrebbe grossi problemi ad essere prodotto per la naturalezza con cui affronta la sessualità, l'omosessualità, l'amicizia, la critica verso la bigotteria della chiesa (c'è un episodio notevole dove la figlia viene mandata in una scuola cattolica), i rapporti madre-figlia, uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo, ecc...
venerdì, luglio 08, 2005
Perchè il terrorismo in genere colpisce la "gente comune? bombe nei mercati, sui mezzi pubblici, nelle stazioni. Come si può appoggiare la violenza? me lo sono chiesto fin dai tempi delle "br".
Oggi oltre a questo mi chiedo come uno stato civile possa permettere ad un suo ministro (calderoli) di rilasciare una dichiarazione scellerata come quella che ha rilasciato. mi chiedo come si possa dire solamente: è una frase per la sua propaganda elettorale.
La sua dichiarazione di guerra contro l'islam è allucinante, invece di creare un clima di collaborazione per eliminare il terrorismo lui vuole fare terrorismo all'islam... HA DETTO: RIPRISTINIAMO LA LEGGE DEL TAGLIONE... HA PARLATO DI CROCIATE...
Dovrebbe essere radiato dal parlamento e acc usato di istigazione a delinquere...
venerdì, luglio 01, 2005
Ho bisogno di una dritta e di traduzioni, per ora ad "UFO( a sbafo, a titolo gratuito)" ma se la cosa parte naturalmente verranno retribuite.
Qualcuno sa dirmi se esistono siti diano uno spazio per mettere dei file tra i 50 e gli 80 mega in modo che qualcuno possa scaricarli. mi basta una cosa semplice stile: nome del file(un documentario + un file di testo) e il mio nome e mail di riferimento nell'intestazione della pagina. non mi serve null'altro una specie di blog ma con file mp4 da scaricare.
per la traduzione per ora ho bisogno di tradurre una lettera di presentazione dall'italiano all'inglese e allo spagnolo, poi in un futuro recente un testo più lungo. ho bisogno che sia un inglese buono, meglio ottimo :), idem lo spagnolo.
lo so, in questo periodo pretendo un sacco e sono alquanto latitante e chiedo scusa a tutti.
abbracci a chi passa dario
venerdì, luglio 01, 2005
Uno stato democratico deve essere laico?
A questa domanda i nostri politici, di qualsiasi schieramento, direbbero sicuramente “SI” e naturalmente lo farebbero dando per scontato che i cittadini ne saprebbero il perché, un modo come un altro per non esporsi troppo col vaticano e con i cittadini “meno laici”. Oggi in Spagna, forse, molti lo hanno capito, hanno capito che uno stato dovrebbe essere laico perché così può considerare i diritti e doveri dei cittadini in modo eguale senza badare al sesso, alla religione, al ceto sociale e alle preferenze sessuali (oggi ormai ieri in Spagna hanno approvato il matrimonio tra “cittadini” dello stesso sesso e di conseguenza al riconoscimento di pari diritti con le coppie di “cittadini” di sesso diverso). Anch’io credo che l’uguaglianza di diritti e doveri dei cittadini è la prima cosa che garantisce uno stato laico (ma laico veramente) compreso il diritto a professare una religione garantendo anche alle minoranze religiose di farlo nello stesso modo e con gli stessi diritti e doveri di quelle di “massa”. Negli stati non laici normalmente la libertà di religione non è rispettata, mediamente i diritti e doveri dei cittadini sono diversi in base al sesso e al ceto sociale e a dettami diversi secondo il credo religioso. Per certi aspetti i “sistemi” peggiori sono quelli “misti” cioè quegli stati in cui a grandi linee la religione è al fuori dallo stato ma nella realtà non è così, molti stati occidentali e Israele. Li considero peggiori perché i cittadini non hanno i diritti e i doveri come in quegli stati religiosi ma neanche come negli stati laici reali e in molti casi quest’ambiguità crea problemi che possono essere accettabili come il dover andare a fare una fecondazione artificiale in Inghilterra o trasferirsi in Spagna per sposarsi con lo stesso sesso, a problemi molto più grandi e deleteri come quelli tra Israeliani e Palestinesi. Ieri sera alla “storia siamo noi” hanno trasmesso un servizio/documentario su quella zona e in modo specifico sulle zone che dovranno essere lasciate dai coloni israeliani. Si sono viste le due facce di uno stesso paese, quella religiosa (di sicuro più estrema) e quella laico religioso/moderata. Nel primo caso non c’era nessun tentativo di comprendere le esigenze altrui e veniva detto che quella terra siccome era stata per 3500 anni del popolo ebreo (anche se per gli ultimi 2000 ci avevano abitato gli arabi) ora gli spettava di diritto ed erano gli arabi a dover andarsene, un poco come se arrivassero gli etruschi e cacciassero i toscani perché loro ci aveva abitato per un tot di tempo prima dei toscani (almeno io la vedo così). Naturalmente, questo gruppo di persone, non vogliono andarsene dai territori occupati, rischiando di rompere la traballante tregua e sono disposti a sparare addosso ai militari che tenteranno di farli sgombrare (militari che ogni giorno rischiano la vita per loro stando lì a difenderli). La parte laica, fino a 4 anni fa, conviveva con la città palestinese, coltivando amicizie e frequentazioni tra le due parti, poi, per colpa degli inasprimenti, dei combattimenti e della predominanza, nella zona, del fanatismo religioso, da parte palestinese, hanno dovuto blindarsi anche loro. Non sono contrari allo sgombero, certo gli dispiace abbandonare la casa e vogliono delle certezze per il loro futuro, ma si sposteranno senza opporre resistenza perché sono convinti che quella terra è di entrambi e l’unica soluzione reale di quel conflitto è legata alla tolleranza e comprensione delle due culture, alla possibilità per entrambi i popoli di vivere integrati tra loro e soprattutto che le cose in duemila anni sono cambiate. La cosa assurda di questa guerra è che ormai si è veramente ridotta ad una guerra di religione, quelli che vogliono continuare a combatterla sono gli estremisti delle due parti in conflitto, estremisti, che secondo me, sono in contatto per riuscire a distruggere ogni tregua costruita con molta fatica dai due governi e auspicata dalla maggior parte d’entrambe i popoli. Di sicuro dietro ai sobillatori degli estremisti si nascondono altri interessi che esulano dalla religione e affondano in motivi economici ma al mondo grazie all’uso di questi estremi riescono a nasconderli bene. Molto probabilmente se le “lobby” religiose da entrambe le parti non avessero tanto potere questa guerra sarebbe finita da molto tempo. Anche per questo credo che uno stato democratico debba essere laico, veramente laico.
postato da: dariocicchero alle ore luglio 01, 2005 02:02 |
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