mercoledì, giugno 29, 2005
quanto è bello e divertente assistere ai sogni di un essere vivente, in questo momento la mia convivente (vedi foto a destra) sta sognando ed è appoggiata con i morbidi cuscinetti delle zampe alla mia gamba. muove in continuazione le zampe, facendo un non indifferente gattomassaggio, e fa le facce (giuro), gira la testa ed emette miagolii a metà e alquanto buffi. mi ricorda un poco una mia ex fidanzata, solo che lei mi aveva spaventato un poco non avvisandomi che le capitava di dormire ad occhi aperti e poi lei non aveva i morbidi cuscinetti, almenon non li aveva sulle "zampe"...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 29, 2005 02:25 | Permalink | commenti (9)
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lunedì, giugno 27, 2005
ieri sera il Toro è tornato in A, ci volevano 2 anni di B e tanta "sofferenza" per riempire il delle alpi di 60 mila tifosi, perfino io che il calcio non lo seguo un granchè ho "sofferto" lo spareggio col Perugià (più che uno spareggio una rivincita), la cosa è strana in fin dei conti non mi cambia nulla nella vita a parte la possibilità di vederlo giocare a firenze, livorno ed empoli e considerando che l'ultima partita che vidi fu anche l'ultima partita giocata al comunale (prima di Italia 90) questa cosa non è gran cosa, perciò me lo spiego solo con la fede granata inconscia, quella scritta nel mio dna, trasmessa da mio padre e mia madre, trasmessa dalle domeniche della mia infanzia passate allo stadio a godere delle coreografie dei tifosi, dei gol dei gemelli del gol (Graziani e Pulici), le domeniche di Bui, Sala, Castellini (il giaguaro [a cui mi ispiravo essendo portiere]) e Zaccarelli, delle sfide con la juventus, il mitico 51 a 50 (punti nel campionato), dell'ultimo scudetto. Forse ho seguito questa qualificazione perchè nelle ultime giornate l'allenatore del Toro è diventato il buon Zac (Zaccarelli) e, credo, tutti "i vecchi" tifosi come me, quelli che lo hanno ammirato giocare, a questa notizià son tornati agli anni 70 quando il Toro era "il TORO" e quando noi eravamo dei fanciulli spensierati o quasi, quando non si sapeva ancora chi era berlusca e l'austeriti ci costringeva a fare le domeniche "ecologiche" senza auto e tutti in bici. A pensarci bene non conosco neanche un nome di questa squadra e ho la strana sensazione che molti "vecchi" tifosi come me abbiano la mia stessa mancanza, ma questa è un'altra storia legata a quell'assurdo circo che è diventato il calcio negli ultimi 30 anni, il calcio violento in campo e fuori (anche se mi ricordo che anche allora volavano botte fuori dallo stadio), quel calcio diventato uno schiaffo alla povertà, alla passione per lo sport, quel calcio "governato" da alcune squadre a suon di milioni di euro, quel calcio dei calciatori intoccabili degli allenatori cacciati alla prima partita persa. Quando il Toro vinceva era facile ricordarsi i nomi dei calciatori, degli allenatori, duravano anni, si legavano alla squadra e ai tifosi in modo affettivo, ora a parte alcuni casi (Lucarelli del Livorno) si legano agli ingaggi e al potere che gli viene concesso, quel potere che li fa diventare degli intoccabili e fa cacciare gli allenatori. Forse più che il ritorno del Toro in serie A mi piacerebbe vedere tornare il calcio, quello vero e non questo baraccone malato e truffaldino che è diventato...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 27, 2005 14:46 | Permalink | commenti (4)
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sabato, giugno 25, 2005
Chi si ricorda Azzurra, cos’era l’82’/83’, credo l’83’. In Italia s’inizia a sentire nei bar una strana terminologia, espressioni mai entrate in quei luoghi dediti alla “massima espressione calcistica”. L’italiano dedito al calcio iniziò a riempirsi la bocca di orzate(non quelle da bere), rande, strambate, spinnaker, gennaker, cazzate (in tutti i sensi possibili non solo velistici) rande, boline, poppe e prue, poggiate, fiocchi, genova, mure a dritta, tangoni, ecc… Nel giro di poche notti l’italiano medio era diventato un perfetto tattico (o stratega), un grande skipper (o timoniere, ma nessuno si sarebbe mai definito così) o un ineccepibile prodiere. Si facevano le notti e al mattino con le occhiaie si discuteva nei bar. In quel tempo la coppa america era una delle cose più distanti dall’uomo comune, una cosa per pochi ricchi e per paesi lontani come la Nuova Zelanda eppure nel 1983 la febbre da “Azzurra” colpì tanti, tantissimi italiani, e anch’io non ne fui immune anche se non ne parlavo nei bar o al lavoro ma me la godevo nella piena ignoranza dei termini che sentivo, mi godevo il “gesto atletico” in modo istintivo. Ero affascinato da quelle immense barche, con vele grosse come 5 o 6 appartamenti (come area), che si muovevano con la forza del vento, in quegli anni non avrei mai immaginato che uno dei miei sogni più grandi sarebbe stato di viaggiare su una barca a vela per il mondo (mi accontenterei del mediterraneo), anche se forse inconsciamente quel sogno si radicò in me vedendo quelle barche danzare. Passarono alcuni anni e arrivò il “moro di Venezia” e di nuovo i bar si popolarono di “velisti” e di occhiaie, anch’io avevo le mie belle occhiaie anche se continuavo a godere del piacere di quelle danze senza sapere quale fosse la poppa o la prua, non mi entrava in testa la terminologia e avevo un rifiuto causato dal continuo ascolto degli “esperti da bar”. Il fascino era ancora esclusivamente, almeno a livello conscio, visivo, se qualcuno mi avesse chiesto di salire in barca avrei risposto: ma sei pazzo? So appena galleggiare figurati se salgo su una barca che si piega come quelle a vela, vomiterei l’anima. Nella mia vita avevo preso qualche traghetto, al massimo un paio di ore di navigazione e sostenevo di avere la paura del mare, la paura di allontanarmi al punto di non vedere terra. Poi arrivò “luna rossa”, non me ne interessai, sentivo delle regate ai telegiornale e non ne vidi nessuna, non so perché ma la “febbre” che mi aveva preso con azzurra e con il moro con luna rossa non arrivò. Attorno a me le occhiaie erano aumentate e il numero di “professionisti della vela” pure ma qualcosa si era snaturalizzato rispetto alle vecchie edizioni della coppa america, i media iniziavano a trattare quello sport come trattavano il calcio e gli avevano fatto perdere il fascino almeno per me. Mi dimenticai di questo sport fino a quando non ebbi la fortuna di salire su una piccola e divertente barca chiamata “ecco”, un 19piedi (5,79 metri) non proprio da gara ma abbastanza veloce. Abitavo e lavoravo a Piombino e un giorno di primavera il mio “capo” mi chiede se mi va di farmi un giro in barca, poca roba un’oretta o poco più. Gli spiego che non ci sono mai salito e di conseguenza non ho idea di come mi sarei potuto trovare, che avrei potuto patire ecc… lui risponde serafico: prova al massimo non ci sali più.
Era fine aprile e il sole era già caldo sulla terra ferma, ma io seguendo i consigli del mio capo mi porto il pezzo impermeabile della mia giacca a vento e un maglioncino e faccio bene perché dopo un viaggio di “andata” tranquillo e con vento non forte affronteremo un ritorno con mare mosso e vento forte, il battesimo adatto se sopravvivo continuo a veleggiare, se vomito l’anima smetto, un poco come nello sci se ti spaventi è meglio smettere. Non mi sono mai divertito tanto al mare, non patisco la barca e non mi spavento assolutamente per la barca che piega imbarcando un poco d’acqua, il filare veloci spinti dal vento mi diverte troppo per pensare ad un’impossibile scuffiata (la barca che da il giro in acqua, cosa quasi impossibile con le barche sopra una certa metratura). Arrivato a terra chiedo subito quando torneremo in mare e con mia grande gioia scopro che ogni volta che si potrà si passerà la pausa pranzo in barca. La mia seconda uscita è la mia consacrazione con la vela, usciamo con vento “allegro” e dopo quaranta minuti decidiamo di tornare indietro a quel punto siamo con mare forza 6/7, quando siamo in mezzo alle onde non riusciamo a vedere le altre barche, pur avendo “ridotto” le vele “la piega” della barca è decisamente notevole, praticamente abbiamo in barca solo dalle ginocchia in giù, viaggiamo veloci salendo e scendendo le onde; è stata la cosa più divertente che mi sia successa in barca. Da quel giorno mi sono innamorato della vela, praticamente si usciva tutti i giorni o quasi, ho assistito a delle regate da “dentro” il mare, ho visto navigare da vicino in acqua una “vecchia” “classe coppa america”, era quasi quattro volte la nostra barchetta e si muoveva veloce con un eleganza unica. Giorno per giorno sono riuscito a capire la passione per il viaggiare in mare e per il vento e me ne sono fatto affascinare e rapire.
La scorsa settimana è iniziata la prima parte della coppa america quella che porterà alla scelta dello sfidante di Alinghi (vincitore della scorsa coppa) e anche se oggi ho imparato qual è la prua e qual è la poppa (anche se ho sempre dei problemi a dirlo a “freddo”) e so bene cosa sia un boma (per averlo preso in testa) o un tangone (per averlo montato), so cosa vuol dire cazzare una vela perché l’ho fatto e ho anche provato a timonare una barca, sono tornato a godere del piacere di vedere queste barche danzare sull’acqua “in piena ignoranza” anche se più consapevole, sono tornato a godere del “gesto atletico” di queste barche che grazie ai loro equipaggi vivono come degli enormi esseri viventi e non come esseri meccanici senza anima. Come vorrei essere uno di quegli operatori che li riprendono dall’interno della barca o essere anche l’ultimo degli aiuti che mettono il piede su una di quelle barche.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 25, 2005 05:03 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, giugno 23, 2005
bene, meglio male, mia sorella e il fidanzato si sono lasciati dopo alcuni anni di fidanzamento, mi sa anche maluccio. Peccato mi era simpatico ed è stato grazie a lui se ci si è incontrati di molti anni io e lei (sorella da parte di padre). Ora sarà divertente andare a torino, oltre vedere separati mio fratello(di padre e madre) e mia sorella (mio fratello non la vuole conoscere) ora dovrò anche vedere separatamente il mio ex cognatino...be avrò le serate impegnate...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 23, 2005 21:58 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, giugno 20, 2005
Quanti di noi sanno cosa è il "coltan" e sopratutto cosa ha causato e cosa causa tutt'ora?Io come molti ho capito cosa è questo minerale sentendone parlare alla tv o leggendo qualcosa sui giornali. L'altro giorno (domenica) tg2 dossier ne ha riparlato parlando della guerra in Congo. Questo minerale è una risorsa fondamentale per noi occidentali, per la tecnologia civile e per quella bellica. Cercando sul web si scopre che questo minerale viene definito: una polvere nera un po' radioattiva formata dai minerali di colombite e tantalite, estratti quasi esclusivamente nelle miniere della Repubblica Democratica del Congo.Pare che il suo prezzo sia salito del 600% negli ultimi anni. stranamente il Congo è in guerra, una guerra strana e maledetta che più o meno fa' un migliaio di morti al giorno. Questa come altre è una guerra dimenticata dai media e sopratutto dai governi occidentali per motivi ben precisi, si vuole nasconderla perchè conviene a tutte la grandi multinazionali che utilizzano questo minerale, si nasconde anche perchè non ci sia una politica "civile" e legale dell'estrazione del minerale magari imposta dall'onu. Il Congo viene ucciso perchè noi in occidente si possa avere il telefonino più alla moda o avere nei nostri arsenali armi più "efficenti" ecc... Ora molto probabilmente non possiamo fare molto al riguardo se non informare, far conoscere quest'ennesima guerra per il nostro benessere a molti. Il link sul coltan menda ad una pagina che spiega un po' di cose e da li si può scoprirne altre. Visto che le blogcatene gogliardiche funzionano spero che anche quelle più serie possano funzionare, invito tutti a leggere il sito segnalato e a divulgare ad altri bloggers, servirà a poco ma l'informazione è l'unica arma che ci rimane riguardo questi temi...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 20, 2005 14:55 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, giugno 20, 2005
scusatemi se in questo periodo non sono molto "frequentatore" di altri blog oltre il mio, giuro che tornerò presto :)
un abbraccio a tutti, dario
postato da: dariocicchero alle ore giugno 20, 2005 13:08 | Permalink | commenti
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sabato, giugno 18, 2005
dio crede in me?
mi è mai venuto a cercare(vedi storia zen di quello che cercava dio)?
sarà scappato davanti alla porta con su scritto "casa di dario"(vedi sempre storia zen di prima)?
la reciprocità è una cosa sana e giusta o solo un utopia?
ma pippo tromba clarabella, il che vorrebbe dire che orazio è cornuto?
ma topolino e topolina come si chiamano in intimità fossero toscani(qua tendono ad usare topo e topa[non solo per la fidanzata], topino e topina, tra fidanzati, o almeno lo usavano le mie conoscenze)?
e ora la domanda delle domande:
ma nonna papera e paperone hanno avuto una storia? e ora la nonna se la fa con ciccio?
postato da: dariocicchero alle ore giugno 18, 2005 13:02 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, giugno 17, 2005
sto pedalando alle "cascine", nel primo tratto quello aperto alle auto, alla mia destra una cosa pelosa con un gran codone è intenta a mangiucchiarsi una ghianda. mi fermo e torno piano piano indietro sul pezzo sterrato, arrivato all'altezza della codona mi fermo e l'osservo. sarò a non più di mezzo metro, lo scoiattolo mi guarda tranquillo e continua a mangiare. soppragiunge un auto e lui non si muove, mi rendo conto che ormai si è abituato alle auto e all'uomo. mi accovaccio per osservarlo meglio, inizia ad osservarmi anche lui, due esseri che si studiano...

Vicino a casa, a torino, mi succedeva con le lepri, andavo a pedalare in un parco e li le lepri erano le padrone del sottobosco, ti attraversavano la strada e ti osservavano curiose. In montagna mi succedeva con il falco e con il tasso, il falco svettava nel cielo girandoti sulla testa, il tasso ti osservava nascosto nel folto del bosco, lo intravvedevi solo se sapevi dove guardare. Mi piace essere osservato dalla natura...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 17, 2005 13:09 | Permalink | commenti (5)
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martedì, giugno 14, 2005
In che anno iniziò il terribile assedio di Sarajevo?
Quanti sanno rispondere a questa domanda senza pensarci per più di due secondi?
Io non ci riesco, eppure ero gia grandicello e avevo un amico che ci informava constantemente tutti i giorni con notizie "dall'interno" essendo di Sarajevo. Gogo (abbreviazione di un nome molto più difficile e lungo) era un nostro coetaneo, scampato al delirio della guerra perchè quando scoppiò si trovava dalla zia in Italia. Sua zia abitava nel mio quartiere, nella via dove fin da bimbo giocavo a pallone con gli amici.
Nell'aprile del 1992 iniziarono i 1000 giorni di assedio a quella città, sono passati 13 anni dall'inizio e 10 dalla fine e mi sembra una eternitàm mi sembra una guerra di un altro secolo (be in un certo senso è vero). Alcuni giorni dopo l'inizio di quell'assurdità io avrei compiuto 27 anni, un mese dopo Gogo ne avrebbe compiuti 26. Non riusciva a capire le ragioni di quella guerra, non accettava la pazzia del razzismo, le separazioni etniche in una città in cui convivevano pacificamente da anni uomini e donne di ogni etnia, dove la diversità etnica era un valore. Detto da uno di noi sarebbe stato terribilmente retorico ma sentirlo dire da una persona che era nata in quella città vi assicuro che non lo era. La sua fortuna e la sua tragedia al contempo fu di trovarsi in Italia in quei giorni; fortuna perchè non rientrò a casa e così evitò di finire al fronte, tragedia perchè la sua famiglia (madre, padre, sorella, nonni e due zii) era in mezzo alla guerra.
lo conobbi a metà febbraio, era appena arrivato da Sarajevo. Sua zia abitava di fronte alla panchina dove mi ritrovavo quasi tutte le sere con gli amici d'infanzia. La falchera, il quartiere dove sono nato e in cui ho vissuto molti anni, era come un paese ci si conosceva tutti e si aveva un luogo d'incontro, un luogo che non è mai cambiato negli anni. Uno dei miei amici lo aveva conosciuto anni prima in un suo precedente viaggio e ce o presentò. Si integrò immediatamente, cominciò ad unirsi al rito di fine serata. A marzo ci furono le prime avvisaglie della guerra e i suoi genitori gli chiesero di non tornare a casa, di aspettare l'evoluzione della situazione. Il suo umore apparentemente non cambiò, scherzava come sempre e non mancava agli incontri serali con la combriccola. Ai primi di aprile il suo volto era scuro e teso, le notizie della guerra avevano invaso i telegiornali. I genitori gli imposero di rimanere in Italia, lui voleva tornare da loro ma sarebbe stato arruolato di forza appena si fosse affacciato alla frontiera. A metà aprile le difficoltà di comunicazione aumentarono, passavano due tre giorni senza che i suoi potessero dare notizie, poi questo lasso di tempo aumentò. Il ritrovo serale era diventato una forma di solidarietà, un modo per distrarlo un po', un modo per partecipare al suo dolore. Passò un anno, suo padre era stato arruolato, gli zii pure, sua madre e la sorella quindicenne cercavano di sopravvivere con i nonni tra fame, cecchini e privazioni di ogni genere. Le notizie che arrivavano da quei luoghi erano allucinanti, i servizi dei giornalisti erano tra i più duri che si siano visti fino ad oggi. Tutte le sere su quella panchina avevamo il bollettino di guerra guardandolo in faccia, cercavamo di non parlare della situazione a meno che non iniziasse lui, non sapevamo come comportarci. A volte usciva con una faccia tiratissima e l'unica cosa che si faceva era di stare li sulla panchina a guardare le stelle senza parlare, quattro o cinque persone che si godevano il silenzio e i propri pensieri. A volte usciva col viso rilassato, con la voglia di scherzare e ridere, a volte col viso tirato ci chiedeva con gli occhi di farlo ridere di allontanarlo anche se solo per poco dai suoi terribili pensieri. Credo che la sua condizione fosse per certi aspetti più difficile di chi doveva scappare dai cecchini, continuare a vivere una vita "normale" distante dai suoi cari che rischiano la vita ogni secondo, senza avere la certezza di quello che gli potrà succedere, senza notizie per giorni, con il terribile senso di inutilità e con quella terribile dualità della telefonata che può farti sapere che stanno bene o che sono morti. Mi sono chiesto molte volte come facesse a resistere, come riuscisse a scerzare con noi, a lavorare. Se glielo chiedevi lui rispondeva semplicemente: se smettessi di ridere e scherzare smetterei di vivere, di sperare che finisca tutto per il meglio e come se uccidessi la mia famiglia. Ci furono periodi durissimi in cui le notizie non arrivavano. A fine 1994 morì uno degli zii colpito da un cecchino, Gogo lo seppe un paio di mesi dopo, fu il periodo più duro per lui. La guerra gli portò via solo lo zio, si riteneva fortunato perchè alla maggior parte dei suoi amici aveva portato via la vita o i genitori. Nel 95 quando finì la guerra non potè rientrare subito perchè avrebbe rischiato l'arresto per diserzione, i suoi non potevano muoversi per problemi economici e dovette aspettare un anno per incontrarli in Italia. Rimise piede a Sarajevo solo tre anni dopo a fine 1998.

Per non dimenticarci di questo conflitto:

1992
15 Gennaio:
L'UE riconosce la Croazia e la Slovenia.
21 Febbraio:
L'ONU invia 14mila caschi blu in Croazia.
29 Febbraio:
Il referendum per l'indipendenza della Bosnia Erzegovina è boicottato dai serbi che si oppongono alla separazione da Belgrado. Vincono i "SI" (62 per cento) grazie ai voti dei musulmani e dei croati.
1 Marzo:
Primo morto in Bosnia, i musulmani attaccano un corteo nuziale serbo ed uccidono il padre della sposa.
5 Aprile:
A Sarajevo i serbi sparano sulla popolazione, inizia l'assedio serbo alla capitale bosniaca. In poche settimane l'esercito serbo conquista il 70 per cento del territorio.
6 Aprile:
UE ed USA riconoscono la Bosnia Erzegovina.
27 Maggio:
A Sarajevo 23 persone in coda per il pane vengono uccise da un mortaio.
30 Maggio:
L'ONU decreta l'embargo commerciale, petrolifero ed aereo contro la Serbia (quello delle armi è in vigore dal 25 Settembre 1991).

1993
25 Marzo:
Il presidente Serbo Izetbegovic ed il leader croato Boban firmano il piano di pace proposto dai mediatori internazionali.
12 Aprile:
Operazione della NATO che vieta il volo degli aerei militari sulla Bosnia.
2 Maggio:
Anche il leader Serbo Bosniaco Karadzic firma il piano di pace, ma il parlamento lo respinge.
7 Maggio:
Una risoluzione dell'ONU dichiara Sarajevo, Tuzla, Zepa, Gorazde, Srebrenica e Bihac "zone protette".

1994
5 Febbraio:
Strage al mercato di Sarajevo 28 morti e 200 feriti.
28 Febbraio:
Raid aereo della Nato, abbattuti 4 aerei serbi.
25 Aprile:
USA, Russia, Germania, Francia e Gran Bretagna danno vita al gruppo di contatto.
18 Luglio:
Il NO dei serbo - bosniaci alla spartizione della Bosnia proposta dal gruppo di contatto.

1995
25 Maggio:
Strage di 76 civili a Tuzla.
La NATO reagisce bombardando le postazioni serbe.
26 Maggio:
Per rappresaglia i serbo - bosniaci catturano e tengono in ostaggio 400 caschi blu.
3 Giugno:
Francia, Gran Bretagna e Olanda creano una forza di reazione rapida, per proteggere i caschi blu.
11 Luglio:
Srebrenica cade in mano ai serbo - bosniaci.
5 Agosto:
I croati contrattaccano e si riprendono la Krajina: S la sconfitta militare dei serbi che dar. la svolta alla guerra.
28 Agosto:
Bombardamento al mercato di Sarajevo: 41 morti e 84 feriti.
14 Settembre:
I serbo - bosniaci accettano piano USA per porre fine all'assedio di Sarajevo.
29 Settembre:
La NATO chiede l'invio di truppe multinazionali.
5 Ottobre:
Le parti accettano il cessate il fuoco.
12 Ottobre:
Entra ufficialmente in vigore il cessate il fuoco che viene pi- volte violato.
1 Novembre:
A Dayton iniziano i negoziati di pace fra i rappresentanti di Bosnia - Erzegovina, Croazia, Federazione Jugoslava (Serbia e Montenegro) alla presenza del mediatore USA Richard Holbrooke e di quello Russo Boris Ivanov.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 14, 2005 03:49 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, giugno 13, 2005
Inizio a credere che in Italia abbiamo troppa libertà o meglio abbiamo la sensazione di troppa libertà. I nostri governanti, e non solo i nostri, ci dicono che certe guerre sono giuste perchè a quei popoli "liberati" abbiamo dato la possibilità di votare e poi a noi dicono di non andare a votare. Tanto di cappello a Fini che ha ribadito la gravità dell'indicazione al non voto da parte dei politici e sopratutto dei presidenti delle camere, istituzioni al di sopra degli schieramenti ed è andato a votare. Tanto di cappello a Ciampi presente, con la Franca, alla "chiamata" al voto perchè in fin dei conti lui come la maggiorparte dei suoi coetanei ha rischiato la vita per permetterci di decidere democraticamente con il voto. Forse avremo bisogno di nuovo di un poco di dittatura per riappropriarci di questo diritto e per capire il senso di stato laico. Oggi abbiamo avuto due dimostrazioni.
La prima è che non abbiamo coscienza della nostra liberta e dei doveri per mantenerla, la consideriamo una cosa acquisita, che esiste da sempre.
La seconda è che non siamo uno stato laico a secondo dell'interesse personale, per il divorzio fummo uno stato laico e i signori Casini ecc... di sicuro non si astennero perchè gli conveniva quella legge, anche se i dettami cattolici erano ben diversi.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 13, 2005 22:58 | Permalink | commenti (1)
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sabato, giugno 11, 2005
Ieri sera facendo zapping son finito su "punto e a capo" mentre l'economista "Olio-Fridman" (si dirà economista?si scriverà fridman?) diceva una cosa che sostengo da un paio di anni pur non capendo un azz di economia, diceva più o meno questo:
Invece di mettere dazi, minacciare ritorsioni ecc... diamogli quello che chiedono i prodotti di qualità. Se considerate che ad oggi i "ricchi" in Cina sono vicino ai cento milioni di persone la Ferrari potrebbe vendere più della punto...
naturalmente lui lo ha detto con la sua voce da Olio e decisamente meglio, ma come sempre in modo comprensibile perfino a me. Sembra che il pericolo Giallo ormai sia la causa di tutti i problemi economici che abbiamo. Io non riesco a capire e mi chiedo: perchè dobbiamo preoccuparci di assorbire un'invasione di prodotti a basso costo quando possiamo esportare in cambio almeno il doppio, come quantità, di prodotti d'alta qualità ai cinesi ricchi? Molto probabilmente entro il 2010 in cina ci saranno 200/250 milioni di ricchi che vorranno avere il vestito firmato, l'orologio di marca, l'auto di lusso ecc... che investiranno in alta tecnologia (infatti le macchine tessili, o almeno molte macchine tessili usate in Cina sono di una azienda di Bergamo) sia "meccanica" (macchinari ecc...) che informatica. Ora mentre l'europa o almeno una parte di essa usava la scusa gialla per giustificare la crisi l'India (o almeno le aziende indiane) ha stretto accordi con la Cina per forniture informatiche. Perchè noi invece di tirare su muri non troviamo accordi con la Cina? Anche i tentativi di far leva sui rischi per l'ambiente per stimolare blocchi e divieti verrà meno visto che in Cina hanno già approvato una legge che destina una parte del PIL per l'ambiente e che pare che le auto prodotte in quel paese abbiano standard ecologici migliori del nostro euro4 (cose dette nella trasmissione e che nessuno ha smentito). La cosa più pericolosa della Cina per noi europei, secondo me, è che si evolvi anche socialmente, nel senso che porti un livello medio di reddito che permetta a tutti o quasi (come in occidente) di diventare consumatori. Questo per assurdo è il vero pericolo, la cosa che più auspicano gli occidentali, cioè l'aumento del costo del lavoro, di conseguenza di stipendio dei lavoratori è il vero pericolo. Se gli stati uniti riescono ad avere un mercato interno così grande con 300.000 di abitanti cosa sarebbe il mercato interno di 1.500.000 di abitanti sommato all'altro popolo emergente come economia il popolo indiano, un'altra migliardata di persone. quasi la metà della popolazione mondiale che si crea un mercato interno. Con uno smerciò così grande anche con un costo del lavoro equiparato al nostro sarebbero sempre molto più competitivi di noi. Il mio sarà un esempio stupido, mi scusino i laureati in economia, ma se questa auto da 4000€ full optional (che "terrorizza" la "nostra" fiat) fa guadagnare al netto delle spese 250€ a pezzo e ne riescono a vendere sul mercato interno in un anno 100.000.000 di esemplari, ne vendono altri 20.000.000 in India e 10.000.000 nell'occidente quell'azienda avrà un guadagno di 32.500.000.000€.
Ora io mi chiedo, se la diretta "danneggiata", anche per similitudine di forma, sarà la panda, quanto quadagna al netto la fiat sulla panda? considerando che la panda full optional paragonabile all'auto cinese costa 10.405€ proviamo a fare due conti basandoci su informazioni che ebbi una decina di anni fa mentre realizzavo un industriale in fiat. Il costo di produzione(compreso ammortamento ricerca) di una punto era di 2.500€ circa (riconverto tutto in euro) il costo di commercializzazione (pubblicità, messa in strada ecc...) veniva considerato almeno uguale al costo di produzione 2.500€ perciò il totale è 5.000€, naturalmente l'aggiunta di optional incideva del 4/5% sul costo finale. Se ricordo bene la punto costava intorno ai 9.000€ almeno la versione base, perciò 4.000€ di guadagno, togliamo tasse e varie(sconto ai concessionari) rimarranno 1.000 € di netto circa, questo sulla versione base, considerando che con due optional il costo al cliente saliva di molto, ma quello al costruttore di poco, la media del netto era di sicuro superiore. Naturalmente una panda al pubblico costava di meno ma anche i costi di produzione e commercializzazione erano proporzionati. Considerando che oggi una punto base (actuel) 5porte costa 10.965€, su per giù il 23% in più di 10 anni fa, il profitto oggi dovrebbe essere il 23% in più cioè 1230€. Visto che la panda base costa poco meno di una punto base, il 6% circa, possiamo pensare che il guadagno netto sarà il 6% meno cioè 1156€: perciò se la fiat volesse guadagnare 32.500.000.000 in un anno con la vendita della panda ne dovrebbe vendere più di 28.000.000 di unità.
Dopo tutti questi conti ho dato un occhiata alle differenze di prezzo dei vari modelli della punto e delle loro differenze di allestimento, naturalmente stessa motorizzazione1200cc. Sinceramente ne sono rimasto scioccato e forse la nostra cara casa automobilistica prima di preoccuparsi del pericolo giallo dovrebbe rivedere le politiche di marketing e affini.Forse la mia è una analisi stupida, ma credo che gli allestimenti della punto siano abbastanza osceni in un mondo dove gli accessori stanno diventando sempre più di serie e penso che i problemi della fiat siano da cercare al suo interno cominciando dalle politiche di vendita.

Alcuni modelli e marche di auto a confronto:
Punto Base 5porte modello "actual": costo 10.965€, accessori disponibili: climatizzatore 830€, autoradio 250€, airbag laterali 250€, vernice metallizata 340€, volante regolabile 80€
Punto modello "active": costo 11.515, dotazione di serie identica alla "actual" ma con predisposizione per altri accessori. accessori:climatizzatore 830€, autoradio 250€, airbag laterali 250€, vernice metallizata 340€, volante regolabile 80€, cambio automatico 750€, cerchi in lega 350€, cd player 420, tettuccio apribile 500€.
Punto modello "bConnect": costo 12265, di serie in più della base vengono dati il navigatore satellitare (1.300 €) e l'autoradio (250€), accessori: climatizzatore 830€, airbag laterali 250€, vernice metallizata 340€, volante regolabile 80€, cambio automatico 750€, cerchi in lega 350€, cd player 420, tettuccio apribile 500€.
Punto modello "Dynamic": costo 12815, di serie in più della base vengono dati gli specchietti elettrici e riscaldati (390€) , il climatizzatore (830€) e il volante regolabile (80€), accessori: airbag laterali 250€, vernice metallizata 340€, cambio automatico 750€, cerchi in lega 350€, cd player 420, tettuccio apribile 500€, navigatore satellitare (1.300€), autoradio 250€.
Io mi chiedo perchè devo pagare 550 euro in più per avere una versione base con la predisposizione per altri accessori?
Seat Ibiza 1200cc 12valvole 5porte:costo 10.932, di serie ha in dotazione il climatizzatore, e il volante regolabile, accessori:airbag laterali 216€, vernice metallizata 300€, cerchi in lega 471€, cd player 394, tettuccio apribile 532€, autoradio 216€.
Seat Ibiza 1400cc 16 valvole 5 porte: costo 12.832, di serie ha in dotazione il climatizzatore, gli specchietti elettrici, e il volante regolabile, accessori:airbag laterali 216€, vernice metallizata 300€, cerchi in lega 382€, cd player 394, tettuccio apribile 532€, autoradio 216€, controllo trazione 124€, navigatore satellitare 3.067€.
Toyota yaris 1.0 VVT-i Expo 5p: costo 10900, di serie ha in dotazione gli airbag laterali, gli specchietti elettrici, il CD player, l'autoradio e il volante regolabile, accessori: vernice metallizata 260€, climatizzatore 720€, navigatore satellitare 1.350€.
Toyota yaris 1.3 VVT-i sol 5p: costo 12.950, di serie ha in dotazione gli airbag laterali, gli specchietti elettrici e riscaldati, il CD player, l'autoradio, il climatizzatore e il volante regolabile, accessori: cerchi in lega 390€, vernice metallizata 260€, navigatore satellitare 1.350€, tettuccio apribile 440€.
Ford fiesta ghia 1.2 16v 5p: costo 13.350 di serie ha in dotazione airbag laterali, cerchi in lega, climatizzatore, CD player, autoradio, volante regolabile, specchietti elettrici e riscaldati, accessori:interni pregiati 1.000€, navigatore satellitare 1.500€, tettuccio apribile 500€, vernice metallizzata 310€
Skoda Fabia 1.2 12V Classic: costo 9.950, di serie ha in dotazione il controllo trazione e il volante regolabile, accessori: airbag laterali 233€, climatizzatore 850€, CD player 472€, autoradio 222€, specchietti elettrici 97€, specchietti riscaldati 97€, tettuccio apribile 512€, vernice metallizzata 248€,
Skoda Fabia 1.2 12V ambiente: costo 11500.00, di serie ha in dotazione il climatizzatore, il controllo trazione e il volante regolabile, accessori: airbag laterali 233€, CD player 472€, autoradio 222€, specchietti elettrici 97€, specchietti riscaldati 97€, tettuccio apribile 512€, vernice metallizzata 248€, cerchi in lega 465€, navigatore satellitare 2.595€, vetri elettrici posteriori 140€
Skoda Fabia 1.4 16V Elegance 101cv: costo 13700.00, di serie ha in dotazione il climatizzatore, i cerchi in lega, il controllo trazione, controllo stabilità, CD player, autoradio, specchietti elettrici e riscaldati e il volante regolabile, accessori: airbag laterali 233€, tettuccio apribile 512€, vernice metallizzata 248€, navigatore satellitare 2.118€, interni pregiati 1.595€, vetri elettrici posteriori 140€
Renault Clio Renault Clio Confort Authentique 1.2 8v 5p: costo 12.730, di serie ha in dotazione gli airbag laterali, gli specchietti elettrici e riscaldati, il CD player, l'autoradio, il climatizzatore e il volante regolabile, accessori: vernice metallizata 300€, navigatore satellitare 1.000€, tettuccio apribile 570€.
Renault Clio Renault Clio Confort Dynamic 1.2 16v 5p: costo 13.880, di serie ha in dotazione gli airbag laterali, gli specchietti elettrici e riscaldati, il CD player, l'autoradio, il climatizzatore e il volante regolabile, i cerchi in lega, accessori: vernice metallizata 300€, navigatore satellitare 1.000€, tettuccio apribile 570€.
Tata Indigo 1.4 Bi-Fuel GLX: costo 12674€, di serie ha in dotazione il climatizzatore, vetri elettrici posteriori, accessori: vernice metallizzata 252€.
Tutti i prezzi e le varie liste di dotazione e accessori sono stati presi su internet in un unico sito, le dotazioni di sicurezza ormai obbligatorie, come l'abs, o quelle comuni a ogni modello come i vetri elettrici anteriori non sono state inserite.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 11, 2005 04:14 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 10, 2005
Ieri l'hanno liberata, hanno liberato Clementina Cantoni e oggi il giorno è iniziato un poco meglio almeno per lei e per i suoi famigliari, e di sicuro per tutti quelli che danno anima e corpo ad aiutare "veramente" chi soffre nel mondo. è un bel giorno anche per noi che facciamo poco o nulla, perchè oggi sapendola libera potremo sentirci meno in colpa...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 10, 2005 13:42 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, giugno 09, 2005
oggi ad Atlantide (la7) hanno parlato della 1° guerra mondiale e di un evento molto particolare: la tregua spontanea di natale.
Io non conoscevo questo episodio e mi ha colpito molto. Il Natale del 1914 fu l'ultimo natale in cui degli eserciti si incontrarono "in pace" sul campo di battaglia. Dopo quell'episodio purtroppo il modo di fare guerra, il rispetto per l'avversario e tutti quei codici che rendevano quell'assurdità chiamata guerra una cosa "umana" vennero meno, o almeno i governi cercarono di farli venire meno, utilizzando gas, fucilazioni di prigionieri e sopratutto coinvolgendo le popolazioni civili nei conflitti. Forse episodi come questi spinsero molti futuristi ad identificare nell'assurdità della guerra nobili ideali. Per quanto non condivida il manifesto Futurista mi piacciono molto l'arte figurativa futurista ma questa è un'altra storia.
Dicevo: quel primo natale di guerra fu segnato da una tregua spontanea sul fronte occidentale, una tregua che sfociò anche nella fraternizzazione col nemico, cosa che fece rischiare la corte marziale a molti soldati e ufficiali di entrambi gli schieramenti. Seppellirono i morti insieme nella terra di nessuno, mangiarono e bevvero insieme, si conobbero e capirono che nella trincea rivale c'erano uomini uguali a loro. questo causò il rischio dell'ammutinamento, da ambo le parti, quando cessò la tregua. Molti si chiesero il perchè di quella guerra, il perchè sparare a qualcuno come te. Quella tregua diede la sensazione dell'inutilità della guerra ad entrambe gli schieramenti e fu osteggiata e "nascosta" da entrambe i governi, se ne seppe qualcosa perchè non erano ancora attivi i servizi di censura sulla corrispondenza e il divieto di portare macchine fotografiche al fronte, "censure" che vennero scrupolosamente applicate dopo quell'episodio. Molti capirono che il vero nemico erano i superiori, sopratutto quelli con alti gradi e che facevano la guerra dai loro "quartieri sicuri". La volontà politica e i suoi bisogni riuscì a riportare la guerra alla sua piena attività inasprendola decisamente con l'uso dei gas e di altre porcate.
ecco una serie di link che di sicuro spiegheranno, meglio di quello che ho fatto io, cosa successe anche se non dicono moltissimo.
IL PRIMO INVERNO DI GUERRA, BABBO NATALE RACCONTA,La tregua del 25 dicembre 1914,
postato da: dariocicchero alle ore giugno 09, 2005 23:29 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, giugno 09, 2005
Che libri ho:
tanti e quasi tutti inscatolati finchè non avrò di nuovo la mia amata libreria nera montata in un luogo adatto...
fuori dalle scatole un poco di Benni, Montalban e Pennac.
Che libro ho comprato per ultimo:
Richard Bach
Cosa consiglio agli amici:
mmm... mai nulla sanno sbagliare senza i miei consigli...hehe per quanto riguarda i libri la saga completa del buon Pennac
Cosa vi sconsiglio:
un classico di Montalban: Gli uccelli di bankok(mm si scriverà così)
Rilancio la palla a:
Blulele
Figghiuzza
Momi (quellachenonsei)
postato da: dariocicchero alle ore giugno 09, 2005 22:07 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, giugno 09, 2005
ecco scoperto l'arcano tg5, la notizia era comparsa sul times, questa è una traduzione fatta dal corriere della sera per chi volesse leggere l'originale all'interno c'è il link al times. l'unico mio dubbio sul times è:quanto è aggiornato sullo stipendio di parlamentare italiano
(ndr. post "mandateli a lavorare"sull'aumento di stipendio dei nostri "eroi")

L'aula del Parlamento europeo a Strasburgo (Afp)
C'è un settore economico in cui l'Italia non ha rivali in Europa. Sono gli stipendi dei deputati al Parlamento europeo. Lo rivela il quotidiano inglese «Times» in un articolo di Anthony Browne secondo il quale gli «extra» degli eurodeputati sono agli sgoccioli. Gli stipendi dei deputati europei sono versati dai rispettivi governi e sono equiparati a quelli dei deputati nazionali, ma gli extra sono pagati da Strasburgo e, secondo Browne, alcuni eurodeputati ammettono che a volte rasentino un vero e proprio sistema di «corruzione legalizzata».
EXTRA E PRIVILEGI - L'Europarlamento aveva difeso questo sistema di extra come un mezzo per bilanciare i deputati che guadagnavano di più con quelli che avevano uno stipendio minore. I vari governi sono d'accordo nel modificare questo meccanismo, ma spetta agli eurodeputati approvare le modifiche e finora hanno sempre rifiutato di perdere i propri privilegi. Ma con la crisi iniziata con i voti contrari di Francia e Olanda alla Costituzione europea, potrebbe diventare difficile questa volta rifiutare l'approvazione.
IL TETTO DEI 7 MILA EURO -La questione dello stipendio degli europarlamentari è oggetto di un confronto che più in generale abbraccia la questione dello Statuto del Parlamento europeo. In questo contesto si sta ragionando sull'ipotesi di fissare in 7 mila euro lordi lo stipendio lordo a cui aggiungere un rimborso per viaggi, missioni e assistenti basato sulle spese effettivamente sostenute e con un rimborso forfettario per tutte le altre voci. Nella proposta della presidenza di turno della Ue, quella del Lussemburgo, si prevede inoltre che i contributi pensionistici siano a carico del Parlamento europeo e siano gli eurodeputati ad accollarsi un terzo delle spese mediche e assicurative. E' tuttavia prevista una fase transitoria d due legislature durante le quali i singoli Stati membri possono scegliere di mantenere l'attuale sistema di stipendio legato a quello dei parlamentari nazionali.
LA CLASSIFICA - L'aggancio delle retribuzioni a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza fa sì che acuni eurodeputati ricevano attualmente dodici mensilità, alcuni tredici e altri quattordici. Per uniformare i salari, si è scelto di riportare i guadagni annuali secondo i dati pubblicati da Times. Ne risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese (12.007,03 euro) quasi quanto un lèttone prende in un anno.

stipendio annuale per deputato:
Italia 144.084,36 euro
Austria 106.583,40
Olanda 86.125,56
Germania 84.108
Irlanda 82.065,96
Gran Bretagna 81.600 euro
Belgio 72.017,52
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432,60
Francia 62.779,44 euro
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Cipro 48.960
Portogallo 41.387,64
Spagna 35.051,90
Slovacchia 25.920 euro
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Malta 15.768
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369,70 euro
postato da: dariocicchero alle ore giugno 09, 2005 14:02 | Permalink | commenti (10)
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mercoledì, giugno 08, 2005
A volte persino il tg5 dice cose interessanti... facendo il solito zapping tra la fine di blob e il documentario su la7 (mitico Stive) mi sono imbattuto su una notizia riguardante gli stipendi dei parlamentari europei e mi son fatto delle domande a cui ho anche dato delle risposte...
1°)perchè i deputati italiani sono i più pagati? [ben 12.000 € contro i 7.500 € circa di altri paesi come germania, francia ecc... o i 1000 e rotti della Lituania (se ricordo bene), c'è chi ne piglia meno di 600, naturalmente queste cifre sono la base dello stipendio poi bisogna aggiungere i rimborsi e i benefit vari...]
2°)perchè il nostro paese è il paese dove i deputati guadagnano di più?
3°)perchè lo stipendio europeo non è pagato dalla comunità europea ma dai singoli stati?[ognuno si paga i propri europarlamentari]

So che siamo lo stato che paga di più perchè lo stipendio dell'europarlamentare è equiparato a quello erogato al parlamentare nel proprio paese. Ora si possono fare due conticini: noi paghiamo i nostri parlamentari almeno 4.500€ in più di chiunque altro stato preso in considerazione dal tg5 (e mi sa che se ne avesse trovati che pagavano più di noi lo avrebbero segnalato) e considerando che tra le due camere sono 945 (cifra presa dal sito del senato) si spende la cifretta di 4.252.500 € in più, di stipendi di tutti quei paesi, al mese (a parità di deputati) che per 12 (ma ho paura che le mensilità siano di più) si raggiungono i 51.030.000 di € all'anno, a questi sommiamo i 78 europarlamentari 351.000 € al mese per 12, cioè 4.212.000, si avrà una cifra totale "di miseri" 55.242.000 che in lire fanno 106.963.427.340, questa cifra coprirebbe un aumeto di 100€ mensili a 55.242 lavoratori e questo mi spinge a chiedere a chi lo sa: quanti sono i dipendenti pubblici a cui il governo deve aumentare lo stipendio?
oltre tutto se vi ricordate tempo fa avevo messo un post dove era indicato un aumento per i nostri "eroi" perciò bisognerebbe aggiornare a quei dati ambigui che segnalavano lo stipendio di 19.150,00€ quello base 9.980,00 considerando che il tg5 ha parlato di stipendio senza rimborsi e benefit vari e siccome quelle voci erano segnate al di fuori dello stipendio a me viene da pensare che lo stipendio base inteso sia 19.150 (io per comodità rimango a 12.000 come segnalato dal tg5 e lascio a voi aggiornare i conti fatti da me che triplicherebbero quasi).
fatte queste piccole premesse mi rispondo ai miei quesiti:
1°)perchè nel loro paese percepiscono quello stipendio...
2°)Forse perchè lavoreranno di più... o forse perchè ad ogni autoaumento di stipendio sono tutti presenti e votano unanimemente... anche perchè glielo permettiamo mi sa, perchè non tutti sanno o si interessano a questa "banalità" dello stipendio e di sicuro loro e gli organi preposti ad informarci fanno finta di nulla, se non occasionalmente.
3°)Pare che verrà iniziato a pagare dalla comunità entro il 2019 se ho capito bene e sarà di 7500 euro circa ma di sicuro sarà adeguato ai valori del 2019.
e poi mi chiedo perchè alla mattina sono incazzato, se smettessi di scrivere ste cose magari lo sarei di meno...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 08, 2005 22:54 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, giugno 08, 2005
Cerco qualcuno qui a firenze che abbia voglia di sgambettare in bici. io vado piano e ed evito le salite se posso :)))
me la potete spargete in giro per il mondo questa mia richiesta :) grazie a tutti
postato da: dariocicchero alle ore giugno 08, 2005 19:44 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, giugno 08, 2005
naturalmente i post non firmati di utenti anonimi tenderò a cancellarli...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 08, 2005 19:30 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, giugno 08, 2005
Ieri sera ho sentito che bush è uno dei tanti che vorrebbero considerare l'embrione come persona e che segue i credo del vaticano sulle tematiche messe in gioco dal referendum e lo è perchè lui e ripeto lui è per la salvaguardia della vita umana...
ora chi glielo spiega alle centinaia di migliaia di morti causati dalle bombe in afganistan o in iraq... lo farà il vaticano?
postato da: dariocicchero alle ore giugno 08, 2005 14:16 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, giugno 08, 2005
se c'è una cosa che non reggo è l'anonimato sopratutto quando si scrivono le proprie idee. trovo stupido e meschino "tirare la pietra e nascondere la mano". l'anonimato non è una forma di timidezza ma di vigliaccheria e diseducazione.molti diranno che anche i nick sono una forma di anonimato, forse lo è, ma normalmente al nick si può legare una continuità di idee e concettualità, alla frase anonima no. poi firmare uno scritto, un sms ecc è anche una forma di saluto. quando si entra in una stanza è buona cosa salutare, presentarsi, secondo me i blog, i parlatori, le chat sono piccole stanze dove ci si incontra ed è giusto che ci si presenti...
naturalmente questo pistolotto non è diretto alla mia dolce anonima che anonima non è :)
postato da: dariocicchero alle ore giugno 08, 2005 14:11 | Permalink | commenti (5)
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martedì, giugno 07, 2005
Qualcuno potrebbe dare due dritte su dove trovare l'articolo che ha creato le polemiche tra il nostro 8°nano ed Enzo Biagi in questi giorni? io ho solo trovato questo...

Mentre la stampa internazionale descrive l’Italia come «il malato d’Europa», Silvio Berlusconi risponde invece che «è un Paese ricco», soprattutto di speranze, io direi. Ribadisco: mi pare l’«ora del dilettante» che ci fa apparire come un Paese che non fa politica seria, ma del varietà. È tanto vero che quando si debbono discutere questioni fondamentali, noi siamo esclusi: provvedono Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Ultime notizie: domenica, a Bolzano, l’onorevole Berlusconi è stato fischiato in piazza. E lui, come risposta, ha fatto ricorso a un gesto volgare: ha alzato il dito medio.
Potete immaginare un De Gasperi, un Nenni, un Togliatti impegnati in questa sceneggiata? Si può pensare di rappresentarci così nel mondo? E si può raccontare in giro che siamo dei benestanti, quando per molta gente, il mese ha una settimana in più, l’ultima? E come ci vedono gli altri? Berlusconi a Bolzano è stato duramente contestato: «Buffone, vai a casa» gli urlavano, «mentre - ho letto - il cerone sul suo volto si scioglieva nell’afa del Bolzanino».
«Barzelletta» pensava la folla, ricordando le promesse del famoso «contratto con gli italiani»: grandi opere, posti di lavoro, sicurezza, pensioni. E intanto auspica «un partito unico dei moderati ». Se poi sono anche seri e intelligenti, tanto di guadagnato. Berlusconi vuol passare alla storia; ci passò anche Cambronne, e con una sola parola.
Il Cavaliere, con il medio alzato, accanto una biondona, la coordinatrice provinciale degli «azzurri » che ride di quel gesto degno forse di un avanspettacolo, ha anche una bella battuta. Dice che con lui «l’Italia ha ritrovato ruolo e prestigio sul piano internazionale ».

ROMA - «Avevo già detto in un'altra occasione che un certo uso della tv pubblica non è concepibile. Lo avevo detto e sono convinto ancora oggi di avere ragione». Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi, facendo riferimento, nel corso del suo intervento all'assemblea dell'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori edili, alle polemiche che hanno fatto seguito all'ultimo intervento di Enzo Biagi sul Corriere della Sera nella rubrica «Strettamente personale»
LA RUBRICA - Nella sua rubrica, domenica, Biagi aveva fatto riferimento al dito medio alzato dal premier durante un comizio a Bolzano e aveva definito quello di Berlusconi un «gesto degno forse di un avanspettacolo», mettendolo in contrapposizione con il «ruolo e prestigio sul piano internazionale» dell'Italia di cui lo stesso premier ama spesso parlare. Lo stesso giorno un coro di critiche si era levato da parte di vari parlamentari della maggioranza e il giorno successivo, sulla prima pagina del Corriere della Sera, era stato pubblicato un editoriale di risposta.
IL PREMIER - Berlusconi, riferendosi all'articolo di Biagi, ha sottolineato che «sul Corriere di domenica ha raccontato il contrario di quello che è accaduto». Berlusconi ha riferito la sua versione dell'episodio del dito medio e ha aggiunto che «sul Corriere quell'episodio è stato cambiato». E a chi gli chiedeva di commentare a tre anni di distanza la frase che secondo molti è stata all'origine dell'allontanamento di Biagi dalla Rai, il Cavaliere ha ribadito di non aver cambiato idea. Nell'aprile del 2002, parlando da Sofia, Berlusconi disse che «l'uso che Biagi, Santoro e Luttazzi hanno fatto della tv pubblica è criminoso». Due mesi dopo il programma di Biagi, «il Fatto», una striscia quotidiana che andava in onda dopo l'edizione delle 20 del Tg1, è uscito dai palinsesti di Viale Mazzini, sostituito da «Max&Tux», una versione moderna delle comiche interpretata da Massimo Lopez e Tullio Solenghi.

Ieri ben sette esponenti di Forza Italia da Fabrizio Cicchitto al meno noto Giorgio Jannone hanno interrotto gli ozi del weekend e trovato il modo di scagliarsi con azione coordinata e continuativa contro Enzo Biagi.
Colpevole ai loro occhi di aver criticato il premier in un articolo uscito sul Corriere. La persecuzione nei confronti di Biagi viene da lontano. Prima è stato cacciato dalla Rai con quello che è tristemente passato alle cronache come l’editto di Sofia, poi è stato ripetutamente sbeffeggiato, con diverse cadute di gusto, da giornali che prosperano anche grazie al patrimonio familiare del presidente del Consiglio. Ma se Silvio Berlusconi decide di esibirsi e di farsi fotografare in pubblico, un giorno mentre mostra le corna e l’altro quando sfodera il dito medio, è legittimo o no che uno dei più grandi giornalisti italiani lo faccia notare?
Diamo atto al premier di aver accolto ieri il suggerimento formulato in un nostro corsivo e di essersi scusato con il Capo dello Stato dopo l’aggressione leghista. Ci piacerebbe che Berlusconi facesse lo stesso con Biagi, ma ben sapendo quanto gli sta a cuore il controllo dell’informazione crediamo che non accadrà. Di certo questo pestaggio domenicale è un bruttissimo segno di come saranno gli undici mesi che ci separano dalle elezioni politiche.

ROMA - «Non lo riconosco come giudice», ha risposto Enzo Biagi, intervistato da Articolo 21, a Silvio Berlusconi il quale ha ripetuto di condannare un «certo uso della tv pubblica» usato a suo tempo dalla firma del Corriere della Sera. «Non sono entrato in politica per fare affari o per raggiungere certe posizioni», ha detto Biagi. «Sono un vecchio cronista che ha fatto i suoi mesi di praticantato e in più di 60 anni non ho mai avuto una querela per diffamazione. Ci provò un prefetto, ma perse».
Enzo Biagi (Olympia)
«C'È UN CORO DI SÌ» - «Mi attaccano perché attorno a Berlusconi c’è un coro di sì e, allora, qualcuno, che ha qualche obiezione e che non crede tanto alla vocazione politica di Berlusconi, ma piuttosto a una soluzione di problemi personali, certamente è contrastato dal coro», spiega Biagi. «Fabrizio Cicchitto, ovvero "l’Italia gente dalle molte vite", come dice il poeta - parte lombardiano, se non sbaglio e approda a Forza Italia. Chissà che tormentato percorso morale e ideologico. Provo per lui una sincera compassione. È difficile reggere molte parti in commedia. Certo da Riccardo Lombardi a Silvio Berlusconi c’è una bella differenza!».
IL CORRIERE - «Il Corriere ha un direttore al quale devo essere grato, per la lealtà e per l’amicizia. E mi scuso pubblicamente per le noie che gli provoco», prosegue Biagi. «Per quanto riguarda poi le manovre intorno al Corriere, credo che il Corriere rappresenti per qualcuno un ambizioso traguardo. Chi ha in mano il Corriere ha in mano il più grande quotidiano italiano e forse la mia lettera di licenziamento!».
da corriere.it
Berlusconi a Biagi: uso inconcepibile della tv (7 giugno 2005)
postato da: dariocicchero alle ore giugno 07, 2005 21:59 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, giugno 06, 2005
Dai telegiornali di oggi sono venuto a sapere di una notizia allucinante:in Sicilia è stata revocata la patente ad un ragazzo perché ha dichiarato di essere omosessuale alla visita di Naja… ora già il fatto che sia stato esonerato dal servizio militare per “disturbo della sessualità” è allucinante perché presuppone che l’omosessualità sia una malattia, ma lì si è in mezzo al mondo militare, mondo non esente dall’omosessualità ma ancora molto chiuso, almeno in Italia (per esempio gli inglesi hanno previsto alloggio-tenda per coppie eterosessuali e omosessuali in perfetta parcondicio, e perfino l’FBI ora accetta di avere agenti omosessuali), ma che la motorizzazione tolga la patente ad un ragazzo omosessuale perché la sua sessualità potrà renderlo non idoneo alla guida è scioccante. La cosa più scioccante è che lo ha potuto fare, se ho capito bene, perché tra le varie cose “invalidanti” alla guida sul codice stradale è inserita anche l’omosessualità come se fosse una malattia… e poi ci definiamo una civiltà evoluta e non assoggettata al vaticano…
Se sul codice stradale è inserita questa "clausola" non sono riuscito a verificarla perciò chiedo a chi passa di qua se ne sa qualcosa di confermarmela o no, grazie.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 06, 2005 23:06 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, giugno 06, 2005
questo scritto mi scaturì dopo aver letto un post intitolato "194/78" in un sito che frequento da alcuni anni. se per caso ci passate il giorno in cui fu scritto era il 13/07/2004 e l'autrice arla, poi per alcuni giorni ci furono altri racconti e pezzi sull'argomento.di sicuro lo avevo già postato ma mi sembra il momento per ripostarlo...

un tempo non lontano mia madre si batteva per il
diritto all'aborto e lo faceva con la convinzione dei giusti, io ero piccolo e cercava di spiegarmi...la sua convinzione era forte e a me bastava per considerare quella battaglia una cosa giusta, poi crescendo ho capito che l'aborto era una delle scelte più difficili che poteva fare una donna, forse la più difficile, e mi sono tornate in mente le spiegazioni di mia madre. questa notte leggendo i vostri post capisco quanto avesse ragione mia madre quando diceva che bisognava fare quella legge anche se era una legge monca, ma almeno era il primo passo. se penso che solo 29 anni fa mia cognata, allora sedicenne e fidanzata di mio fratello sedicenne anche lui, ha dovuto abortire "fuori legge" mi vengono ancora i brividi...non cancellerò più il suo viso tirato, sofferente di quando tornò a casa, e neanche quello di mio fratello che la segui in tutto l'iter con i miei genitori che erano già separati, fu anche una delle ultime volte che vidi mio padre e mia madre avere una sofferenza comune.oggi anchio avrei tre nipoti invece di due ma a volte non si puo avere un figlio, e questo non dovrebbe essere visto da chi è fuori dalla situazione con occhi di disapprovazione ma con l'occhio della comprensione perchè chi deve scegliere di abortire soffre di suo gia abbastanza, si porterà i sensi di colpa per un sacco di tempo forse per sempre, e perciò noi che non siamo dentro la situazione dovremo solo comprendere e dare il nostro affetto,,,una cosa che dovrebbe dare anche lo stato ma che invece nega...tutti i racconti da me sentiti sono atti di violenza psicologica verso chi soffre gia di suo perchè in questo cazzo di stato siamo succubi della cultura cattolica e bigotta e di quei medici che oggi fanno gli obbiettori di coscenza e che ieri operavano allegramente a botte di milioni (il medico che fece abortire mia cognata dopo l'entrata in vigore della legge diventò obbiettore).
postato da: dariocicchero alle ore giugno 06, 2005 23:01 | Permalink | commenti
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lunedì, giugno 06, 2005
Ho paura che se vinceranno i no o ancora peggio l’astensione e di conseguenza l’embrione verrà considerato una persona con i suoi diritti e doveri di “persona finita” (vorrei proprio vedere come potrebbe adempire ai suoi doveri...) metteranno la prima pietra per distruggere la legge sull’aborto, legge già menomata con modifiche, legge menomata dall’obiezione di coscienza, obiezione a volte fatta da dottori che praticavano l’aborto clandestino e lo praticano ancora, legge menomata dal tipo di trattamento dato, in molti ospedali, alle donne che decidono di abortire, legge menomata dall’additamento della chiesa e di una parte della società.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 06, 2005 22:36 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, giugno 06, 2005
Io sento spesso “28 minuti”, il programma su radio due della Palombelli (moglie di rutelli). Devo dire che non è sempre “bello” ma il più delle volte è abbastanza equilibrato ed onesto, anche in questo periodo in cui si parla di referendum. Molte volte ha idee molto distanti da me alcune volte più vicine. Mediamente è una giornalista che quando vuole riesce a fare una decente informazione e in questa bagarre referendaria ha fatto una buona informazione dando voce a tutti e dando una informazione scientifica. È una che ha sempre sostenuto che in qualsiasi modo si voti l’importante è andare a votare per non vanificare il referendum, o almeno a me è sempre sembrato sentirle dire così. Dopo le varie dichiarazioni del marito rutelli la signora palombelli-rutelli quanto discuterà col marito? Mi sa che gli mando una mail in trasmissione e vediamo se mi risponde…
postato da: dariocicchero alle ore giugno 06, 2005 22:28 | Permalink | commenti
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domenica, giugno 05, 2005
Legge Regionale 19 giugno 2001, n. 8
Modifiche all’articolo 6, comma 19, della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6 (Legge finanziaria 2001)
Il Consiglio Regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge:

Art.1
1. Dopo il comma 19 dell’articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, n.6 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2001) è aggiunto il seguente:
"19 bis. Le disposizioni di cui al comma 19 non si applicano ai rifiuti di origine extraregionale da utilizzarsi esclusivamente quali materie prime nei processi produttivi degli impianti industriali ubicati in Sardegna e già operanti alla data di approvazione della presente legge, non finalizzati al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti"

Art.2
1. La presente legge è dichiarata urgente, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna, ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione.

Data a Cagliari, addì 19 giugno 2001
postato da: dariocicchero alle ore giugno 05, 2005 19:06 | Permalink | commenti (8)
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sabato, giugno 04, 2005
referendum 12\13 giugno
Mi sa che in pochi si è venuto a sapere che in Sardegna oltre ai "referendum nazionali" si vota anche l'abrogazione della "legge regionale n°8 del 2001" che permette l'importazione in Sardegna di materie tossiche (tra cui, potenzialmente, anche le SCORIE NUCLEARI) qualificandole come materie prime.
Come sempre si è evitato di parlarne di questo importante quesito che oltre tutto interessando l'ambiente sarebbe interessato tutti noi, cosa più tragica è che esista una legge simile e nessuno, ambientalisti compresi, l'abbia mai resa nota. Segnaliamo se ci sono altri quesiti "regionali" in questo referendum. Mettiamo a conosienza tutti delle leggi come questa, si potrebbe organizzare una blog catena "utile a qualcosa"
passate questa notizia ad altri 5 e magari potremo fare qualcosa, anche se una piccola cosa, per questo martoriato paese.
se il mio link non funziona, il sito per altre informazioni è:
http://www.ufficiostampacagliari.it/speciali/
2005/referendum2005/referendumregionesardegna.htm
io lo passo a:
Quasar
la mia sfizzera preferita
arciere
busillis
figghiuzza
postato da: dariocicchero alle ore giugno 04, 2005 14:12 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 03, 2005
vi segnalo questo sito di fotografia dove si possono caricare foto in un portfoglio personale, metterle alla "Gogna" e altre amenità e link vari.

double face... quando avevo ancora il fisico...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 03, 2005 14:05 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, giugno 03, 2005
trovo assurdo che esista un comitato per il non voto e che "eminenti" eminenze istighino all'astensione, per certi versi è come se istigassero a delinquere dimenticandosi che l'istigazione a delinquere è un reato grave... Poi questi signori insistono sul fatto che la questione è troppo importante per fare un referendum, praticamente dicono che il cittadino italiano è un idiota che non può capire questa legge. io sinceramente lo trovo molto offensivo...

postato da: dariocicchero alle ore giugno 03, 2005 14:00 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, giugno 02, 2005
Perché sono estraneo ai mondi che vivo, alle città che abito; perché queste distanze? Non lo so, non l’ho mai capito. Sono nato in un anno strano per il mondo, l’america preparava una guerra in un paese lontano, una guerra inutile come tutte le guerre, una guerra comoda per scaricare gli arsenali, una guerra per i fabbricanti d’armi, una guerra per il controllo delle zone strategiche.
I miei genitori vivevano come molti; la tranquillità economica dava una specie di agiatezza, un disinteresse intellettuale ai problemi del mondo, eravamo il prototipo della tranquilla famiglia media, rappresentanti della famiglia “perfetta”americana anni 60: mia madre, 30 anni, casalinga impegnata “nel sociale”; frequentava la parrocchia e le varie opere di beneficenza realizzate dalla stessa chiesa, mio padre, 31 anni, giovane avvocato con una brillante carriera davanti e una proposta per diventare socio dello studio dove lavorava a solo un anno dall’assunzione.
Mio fratello nato 5 anni prima di me era pieno di salute, biondino e molto educato, io, il secondo figlio, 2 mesi di vita e qualche problemino di salute, prossimo ad entrare in un’incubatrice dopo un veloce cambio di sangue; ero un cosidetto fattore RH. Fin qui nulla d’anormale, l’unica piccola tragedia in quei mesi fu il mio allontanamento dalla famiglia, una tragedia che non ebbe grosse conseguenze, i medici assicuravano il succeso del salasso. Dopo un mese di “isolamento” mi ricongiunsi all’amata famiglia. Fui accolto benissimo, mi fecero visitare la casa e mi assegnarono una camera. A quel tempo si viveva in un piccolo sobborgo di una grande città in un quartiere costituito da villette e avvocati; oltre a mio padre in quel sobborgo abitavano praticamente tutti i suoi colleghi a parte i soci dello studio alloggiati in un quartiere vicino allo studio, luogo desiderato da ogni “buon dipendente”. La casa era una villetta a due piani, la tipica casa da sobborgo borghese; le camere da letto sopra, sala, cucina e studio sotto, un garage, il canestro sulla porta del garage, un po’ di prato intorno e la staccionata divisoria e naturalmente sul retro il barbecue. Non riuscii ad affezionarmi a quella casa, dopo due mesi dal mio arrivo papà ebbe la “proposta”: diventare socio dello studio. Dopo un breve, finto, periodo di riflessione entrò a pieno a far parte della Wichs and Fhisk, uno dei più prestigiosi studi d’avvocatura della città. I fondatori dello studio erano i bisnonni dei due “boss” attuali, Anna e Frank, due 45enni gemelli, Frank era riconoscibile dalla barba e dalla voce più scura, Anna dal rossetto e dalle gonne. Due locomotive, lo studio si vantava di non avere mai, e sottolineavano mai, perso una causa e mio padre nell’ultimo anno aveva contribuito notevolmente a evitare questa “tragedia”; per questo diventò socio così in fretta. Come ogni buon avvocato non guardava in faccia nessuno, si dedicava a pieno alla sua attività lavorativa e la mamma, come ogni buona moglie, gli perdonava la sua “distanza” fisica, i ritardi, le “disattenzioni famigliari” e soprattutto il dimenticarsi “lei”. Mia madre come ogni moglie che si rispetti, così dicevano allora, faceva la mamma, la casalinga, la beneficenza e la “moglie” in quei rari momenti d’intimità che avevano.
Torniamo a me e alla questione casa. Dicevo, alla prima casa non riuscii ad affezionarmici, non n’ebbi il tempo; prima ancora di scoprire il colore delle pareti mi ritrovai in un ambiente nuovo.
Come tutte le famiglie dei soci vivevamo in una villa tra lo studio e il tribunale, una posizione strategica per controllare le udienze e i lavori in studio, il tutto passando per casa a cambiarsi la camicia, darsi una risciacquata e mangiare un boccone con i cari. Il quartiere era strutturato in modo gerarchico e situato su una collina artificiale. Una serie di cerchi concentrici formavano il “miniquartiere”: al centro la casa Wichs and Fhisk, che dalla sommità della collina dominava tutte le altre ville. Il primo cerchio era formato da 2 ville dove abitavano i due soci consiglieri, i soci più importanti dello studio, gli unici che potevano permettersi di obbiettare o consigliare Anna e Frank sull’andamento dello studio. Il secondo cerchio era composto da 4 ville, le ville dei soci osservatori, soci che avevano il compito di osservare e segnalare i buoni e i cattivi avvocati dello studio. I soci osservatori potevano esprimere il loro parere in caso d’acquisizione di un nuovo socio nello studio, cosa che avveniva esclusivamente in caso d’abbandono, morte o retrocessione di uno dei 12 soci, numero limite stabilito dallo studio. Mio padre ebbe la “fortuna“ dell’abbandono di un vecchio socio, zio di Anna e Frank, il quale dopo una serie di tentativi di “accaparrarsi” la proprietà dello studio decise di suicidarsi. Motivazione ufficiale il rimorso di aver tentato di scalzare i nipoti, o almeno così recitava la lettera del suicida. Questo suicidio, in un primo momento, fu considerato sospetto, pareva che l’uomo si fosse sparato e poi avesse riposto la pistola nella fondina e che il buco fatto dal proiettile non potesse corrispondere ad un calibro 9, calibro della pistola nella fondina. Dopo alcune indagini e qualche telefonata di Anna e Frank la tesi del suicidio fu accettata.
Il terzo cerchio era quello dei nuovi arrivati, dei soci matricola, i soci sempre in prova almeno fino a quando non divenivano osservatori, cosa che come ho già detto succedeva esclusivamente per dimissione, morte o retrocessione di uno dei 4 osservatori. Questa gerarchia creava un rapporto di notevole competizione fra i soci e secondo Anna e Frank creava una sicurezza di successo nelle cause trattate, soprattutto perché ogni socio era responsabile di una causa e questo comportava la retrocessione in caso di perdita o pareggio. Dall’altra in caso di vittoria si accumulavano punti per salire la “piramide” fino ad essere soci consiglieri, sempre se qualcuno dava le dimissioni, moriva o veniva retrocesso. Siccome di cause lo studio non ne aveva mai perse il tasso di morte tra osservatori e consiglieri era molto alto, lo studio giustificava tutto ciò con lo stress causato dalla vita quotidiana, dalla famiglia e dai figli irrequieti. Anna e Frank sostenevano che questi suicidi erano causati da mogli petulanti che non capivano i mariti e magari li cornificavano e da figli irrequieti a causa delle madri petulanti che non davano loro l’affetto necessario, perciò se i padri oltre al lavoro dovevano dare retta alle voglie delle mogli e a quelle dei figli si sarebbero stressati a “morte”, e siccome erano dei buoni mariti e degli eccellenti padri morivano per questa sensazione di mancanza verso la famiglia e i relativi sensi di colpa; cosa ben spiegata nelle lettere di chi si suicidava. Questa teoria era supportata, oltre che dalle lettere dei suicidi, da un luminare della psicologia del tempo frequentatore di show televisivi in mezzo mondo. I soci erano completamente d’accordo con queste teorie. Casualmente la casa editrice, l’agente e gli sponsor del “luminare”erano legati ai due gemelli.
Questa nuova casa era il doppio della precedente, aveva una piscina in giardino ed era completamente recintata da una siepe alta 3 metri. Avevamo le camere degli ospiti, la camera per la governante e per la donna di servizio; la moglie di un socio non doveva fare la casalinga e governare i figli ma doveva dedicarsi alla beneficenza ed essere sempre presente a tutte le inaugurazioni o eventi mondani della città. La sua vita doveva avere la dimensione positiva della coppia felice, con i figli perfetti ecc…
Io ero la pecora nera e rischiavo, con il mio fattore rh, di far diventare mio padre il primo socio con un figlio handicappato; il fattore RH poteva essere destabilizzante per lo studio. I documenti relativi al mio “piccolo incidente” vennero nascosti e io risultai sano; soprattutto nascosero il nome del centro che diede il sangue per la trasfusione, un centro del ghetto nero. Il più grande dilemma di Anna e Frank era il sangue “negro” inseritomi nelle vene. Infatti usavano dire a mio padre, dopo le mie “bravate”: “quello scavezzacollo ha del sangue negro nelle vene. Non ragiona come un bianco.”
Una delle peculiarità dello studio di mio padre era l’assenza d’avvocati neri al suo interno e quella di non assistere neri se non estremamente ricchi e inseriti fra i bianchi. Non gradivano gli avvocati che avevano relazioni con i neri. Non lo dicevano esplicitamente e anzi facevano un sacco di beneficenza per il “mondo nero” a copertura del loro razzismo. Il pensiero del sangue nero nelle mie vene li faceva impazzire. Mio padre non ci badava troppo, lui fondamentalmente non era razzista, non avere amici neri era un caso, al liceo e all’università li aveva sempre avuti ma da quando si trasferì sull’altra costa non ebbe più occasione di conoscerne e di conseguenza di diventarne amico. Della politica, “razzista” dello studio, forse non se n’era neanche accorto, troppo preso dalle udienze e dal lavoro in genere. Mia madre, seguendo le attività benefiche dei due, non credeva alle voci sul razzismo dei gemelli, in fin dei conti non erano molti gli studi di quella taratura con all’interno dei neri, molto probabilmente in quegli anni non ce ne erano affatto. In quest’ambiente vissi i miei primi anni di vita inconsciamente consapevole che non sarebbe stato il mio mondo in futuro. Crescevo con la “tata” messicana imparando lo spagnolo, mia madre era sempre impegnata con la beneficenza, mio padre pensava al lavoro e alle sue amanti, in un certo senso erano parte del suo lavoro, tutte colleghe o clienti. L’amante-collega o l’amante-cliente era accettata se non fomentata dallo studio purchè rimanesse amante, cioè sfogo sessuale e delle frustrazioni casalinghe e non un amore alternativo alla famiglia. L’amante collega era ben vista perché non allontanava dal lavoro anzi aiutava a farne di più: i due si incontravano in ufficio e dopo il “frugale” incontro continuavano a lavorare, nell’edificio di 40 piani dove era situata la sede dell’azienda un piano era costituito da una ventina di confortevoli camerette con tanto di bagno e frigobar. L’amante-cliente era ancora più gradita, il coinvolgimento aiutava ad essere determinati, aiutava a vincere. Siccome la 2° regola dello studio era di avere solo avvocati sposati l’adulterio era molto diffuso e se non lo praticavi eri esortato a praticarlo. Le mogli tendevano a “sublimare” il sesso mancato e i tradimenti con un’intensa attività di volontariato e molti massaggi. La cosa più subdola di quel mondo maschilista era far sentire in colpa le mogli perché il marito lavorava molto per mantenerle quel tenore di vita, e la cosa più tremenda era che funzionava. Nel caso che una delle mogli avesse un amante lo studio interveniva con somme di denaro per allontanare l’amante. La moglie che avesse tradito il marito avrebbe destabilizzato “l’avvocato”.
-Cazzo questa è caduta vicino; quando smetteranno con questi bombardamenti. Devo uscire all’aria aperta se no impazzisco.-
Oggi in questo buco di merda non posso far altro che scrivere la mia biografia, non posso preparare altre riprese, siamo bloccati in questo buco con il “commando indigeno” e gli alpini dell’esercito italiano; da un lato ci sono i Taleban, dall’altra noi e sopra i B-1, i B-52 e gli F15. La cosa peggiore è il “mio giornalista” un “riservista” della IIN, uno che ha paura della sua ombra, finito in Afganistain per aver tradito la figlia del capo redattore. Sono due giorni che frigna; dice che non tornerà a casa con le sue gambe.
Siamo due pirla finiti in afganistan per aver fatto una cosa sgradita al capo. Tutte e due per colpa di una donna, di sicuro lui si è divertito di più. Tutte e due traditi dalla televisione; la sua era a circuito chiuso.
E come se gli fossi davanti, ho la sensazione di poterla toccare, devo aver esagerato con la “maria” perchè lei è in tv, bella, forte, non molto alta, due occhi neri e profondi. Indossa una divisa, fiera di partire per un posto lontano e ostile, l’Afganistan. È fiera di servire la sua patria e di contribuire alla “pace” combattendo i terroristi. Sulla mimetica oltre ai gradi potrebbe avere scritto: Tenente Occhiscuri. Guarda dritto nella telecamera. Guarda il mondo negli occhi e il mondo ricambia attraverso la scatola magica; tutti si chiedono perchè una così bella ragazza ha scelto la “morte” come mestiere. Mi sono sempre chiesto perchè fanno vedere le più carine e se qualcuno si porrebbe la stessa domanda se fosse brutta? Ma questa è un’altra storia. In questo momento vediamo in tv la storia di “Occhiscuri”, una favola moderna, dura, forse tragica, di sicuro difficile, la favola di una ragazza che a 22 anni parte volontaria per la guerra. Una Ragazza entrata nell’esercito per coronare un sogno di bambina, un sogno comune ad altre sue coetanee. In tv stanno facendo vedere la favola di una ragazza che ha la morte come compagna, il fucile come amico, la guerra come mestiere.
Dietro di lei troneggia un C-130 pronto a partire per portarla lontano dagli affetti, lontana dalle certezze e dalle comodità, quest’aereo la porterà in un mondo ostile, scomodo e incerto, un mondo dove incontrerà la sua coscienza; non c’è luogo migliore di una guerra per incontrare la propria coscienza, sopratutto quando non voli a 5.000 metri d’altezza in un B-52.
“Dolce Occhiscuri il nemico tu lo vedrai in viso, ne sentirai l’odore, lo braccherai, potrai parlarci e se lo ucciderai cadrà davanti a te straziato dai tuoi proiettili. Hai sudato, hai affrontato lo scetticismo degli uomini e il loro scherno, sei andata contro il credo dei tuoi genitori per essere qui oggi, per essere un soldato, un ufficiale. Dolce Occhiscuri ti hanno insegnato ad uccidere se necessario, ma non l’hai mai fatto. Ti hanno preparato a tutto ad affrontare le più drammatiche situazioni ma si sono dimenticati d’insegnarti a non morire dentro quando uccidi un altro essere umano. Dolce Occhiscuri stai entrando in un mondo dove tutto è permesso e niente è concesso, un mondo dove devi essere veloce a pensare ma non puoi avere opinioni, un mondo dove i confini tra il bene e il male cambiano in continuazione secondo le esigenze dei “grandi interessi mondiali”, un mondo gestito da chi la guerra non l’ha mai provata in prima persona.
In bocca al lupo Dolce Occhiscuri.”
Non so perchè scrissi quelle parole, forse la malinconia da alcol e droghe, la cosa peggiore fu che rischiai la carriera per questa “lettera” e ora grazie a quella “sbadataggine” mi ritrovo in questo buco. Il direttore quando lesse la mia firma su quel giornale italiano pensò di licenziarmi ma poi decise che era meglio “premiarmi” con il ritorno in Afganistan. Mi hanno “declassato”: dalla Palestina all’Afganistan per documentare la “favola di Occhiscuri”. Cazzo, stavo bene in palestina, un buon albergo, quasi un letto, qualche bomba, un po’ di coprifuoco ma i palestinesi e gli israeliani sono persone interessanti e cui piacciono i cameramen, capita a volte che ti sparino ma non lo fanno apposta normalmente, poi c’era la mia Jasminne, un essere unico; un poco di Palestina, qualcosa di Israele, una punta di Siria, una spruzzata d’Egitto, una parte d’Italia e la cigliegina sulla torta un po’ di Maori; la dimostrazione con la sua bellezza e intelligenza della bontà delle pluralità etniche e della possibilità di pace tra i popoli.
Altre bombe, se continua così quando usciremo sarà tutto piatto…



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postato da: dariocicchero alle ore giugno 02, 2005 15:43 | Permalink | commenti (1)
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