mercoledì, giugno 30, 2004
oservo in silenzio in chat ma non mi diverto come sui treni, li ascolto idiomi e culture diverse, immagino vite, scopro sentimenti ed emozioni.
postato da: dariocicchero alle ore giugno 30, 2004 02:07 | Permalink | commenti (2)
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martedì, giugno 29, 2004
Reci: quello del risparmio
minollo: la gatta scotta sul tetto
camelia: il settimo?
SperanzA: se nessuno lo beve ci si possono fare le mozzarelle e tanta altra roba....
camelia: o si scotta
camelia: perche c e troppo sole
Reci: se è scotta l'hai lasciata bollire troppo
SperanzA: e si...tanto va la gatta al lardo...
minollo: no il risparmio passa dopo...
Reci: che ci lascia il culetto
minollo: ora c'è la ven-tresca
Reci: secondo me ho la febbre
SperanzA: o tanto va la mucca....
camelia: tra chi?
Reci: almeno possiedo qualcosa
minollo: chi non so
camelia: ma non possiedi gi stickers
minollo: ma ven tresca spesso
camelia: ma il bidone che ci tirasti era quello del latte?
Reci: adesso possiedo una sigaretta
minollo: ma sei nuda che è eretta
minollo: ?
camelia: carnalmente?
Reci: carnalmente nuda?
minollo: si come il manzo
Reci: sono così nuda che mi sono caduti i peli
camelia: si la sigaretta
laLepre: reci le sigarette si rompono
minollo: nell'uovo?
Reci: è calato un silenzio imbarazzante
Reci: come si rompono? non vanno solo agitate prima dell'uso?
camelia: si, dopo che hai scritto che sei nuda
camelia: zi zi
Reci: a dire che siamo nudi'
Reci: MA ADESSO UN MISTERO M'AVVOLGE
minollo: si ma dopo un po’ se non le fumi si rompono...le sigarette sono molto impazienti
camelia: nudi'?
SperanzA: dovreste scrivere un libro con 'sti discorsi surreali...
Reci: speranza, chi sei?
carita: '
minollo: infatti sto salvando
carita: chi stai salvando?
carita: le balene?
Reci: "le sigarette si annoiano" mi pare un bellissimo titolo
SperanzA: io direi"anche le sigarette si annoiano"
Reci: carita, sta salvando noi due?
minollo: carita o carità?chissa o chissà
Reci: CHISS PALLINO?
Reci: ops
Reci: certo che voi due ne dite di cagate
minollo: cambio il titolo alla scemeggiatura
balenabian: chi?
Reci: mica come me
balenabian: chi sono?
Reci: sei torta, idiota
minollo: anche le sigarette si annoiano?
balenabian: chi?
balenabian: dove?
balenabian: si si
Reci: non so dove si annoiano,....forse nel pacchetto
balenabian: tirale fuori allora!
SperanzA: allora"anche le sigarette si annoiano nel pacco...."
accKabinat: la battuta potrebbe essere...
balenabian: nel pacco?
Reci: nel pacco?
accKabinat: perchè fumi tanto
Reci: diventa un romanzo erotico
balenabian: mi copi?
Reci: ti copio e se mi va ti incollo pure, embè?
Reci: annula, tralascia, riprova
balenabian: non hai abbastanza colla
accKabinat: perchè se no le sigarette si rompono se non le fumi
balenabian: annula
SperanzA: appunto....è il bello dell'equivoco...
accKabinat: non hanno molta pazienza
Reci: l'equivoco è un dubbio cavallino?
Reci: è calato un altro silenzio imbarazzante
Reci: ho quasi il dubbio di essere io
balenabian: no, è un dubbio equo
accKabinat: o un voco equivalente?
SperanzA: freddura .....
Reci: cazzo è un voco??
balenabian: o una chiamata equa
Reci: excusatio non petita...
SperanzA: fate pure un libro di freddure?
accKabinat: non so ma mi ha appena rubato le mutande
balenabian: il voco?
SperanzA: est accusatio
balenabian: no, però ho del gelato
balenabian: va bene lo stesso?
Reci: ma no dipende, la mia è ex perchè non ce l'ho più
accKabinat: mmm si va verso il caldo mi sembra fuori luogo un libro di freddure
Reci: petita o pepita? meglio la pepita forse
balenabian: infatti
balenabian: excusatio NON petita
accKabinat: ripetita yuve
balenabian: est o ovest?
SperanzA: meglio, così ci si rinfresca
Reci: escusatio o excusatio?
accKabinat: o meglio milan
Reci: il mio latino vacilla
balenabian: hai un latino?
SperanzA: senza la x
accKabinat: dov’è tino?
balenabian: io ho del lattino
accKabinat: la
balenabian: lupo ululì
accKabinat: che vacilla
Reci: castello ululà
accKabinat: e se poi cade?
SperanzA: castello ululà
Reci: vi siete vacillati per l'influenza?
balenabian: si alza
accKabinat: si farà male?ma da quanto cade
balenabian: noi no
balenabian: ma tino si
accKabinat: mezzoretta?
balenabian: (quanto siete stupidi)
balenabian: (voi due)
Reci: il latino d'altrove è una lingua de-caduta
balenabian: de dove?
Reci: forse erano onde
accKabinat: de perchè è di livorno?
balenabian: per cui?
Reci: altronde, onde differenti
SperanzA: d'onde venivano le onde?
accKabinat: dove il de è il verbo principale
Reci: onde evitare onde..
balenabian: mutonde
SperanzA: onde o orde
Reci: orde barbare
Reci: andiamo di assonanze, via!
balenabian: onde nbarbare
Reci: nbarbare
SperanzA: le invasioni barbariche
accKabinat: io conosco solo barbare fiorentine
accKabinat: le altre sono unne
Reci: io conosco solo barbari rabarbari
accKabinat: le unne e le altre
Reci: (zucca)
SperanzA: e le bistecche dove le mettiamo?
Reci: dipende. se vegani le riappiccichiamo al culo delle mucche
balenabian: nel bis biliardo
balenabian: con le bis palle
Reci: cameia, questa ti costerà parecchio
balenabian: pprrrr
Reci: non andrai nemmeno in paradiso, credo
balenabian: camelia chi?
accKabinat: ciao fanpesca
Reci: ciao fran :)
balenabian: ciao kikka
accKabinat: ora abbiamo anche la frutta
balenabian: con le bistchhe
accKabinat: o noi siamo alla frutta?
fRanPeSca: 'sera
balenabian: la seconda
Reci: vorrei lanciare una campagna a favore dei vegetariani, il riappiccicamento delle bistecche ad animali vivi
SperanzA: io direi al caffè
balenabian: io lancerei una città
accKabinat: ma se io so acckabinat... chi è cujo?
SperanzA: io mi lancerei dal balcone
balenabian: cujo è un cane
Reci: io sono solo al primo piano, non sarebbe risolutivo
balenabian: io al piano terra
accKabinat: ma tu vuoi sposare il minollo, acckabinato o cujo?
SperanzA: chi si sposa?
Reci: provo a lanciarmi sul balcone di sopra, molto più impegnativo direi
balenabianca prende una siga che si annoia
SperanzA: voglio lanciare il riso
Reci: "che" sta per balenabianca o per sigaretta?
balenabian: siga
accKabinat: io lancio la reci...
Reci: speranza, ma allora basta venire al nostro matrimonio!
balenabian: lancialo
accKabinat: ma poi chi sposo se la lancio
balenabian: e il buco?
Reci: acc, se mi lanci non valeeeee
SperanzA: balena me la offriresti che le ho finite?
Reci: se mi lanci non valeeee
balenabian: si si
balenabian: tanto si annoiano
accKabinat: così sarà un matrimonio con speranza
balenabian: almeno avete una speranza
Reci: la speranza è moribonda in tutto il mondo
balenabian: ma è l ultima
Reci: la valigia sul letto, quella diun lungo piaggio...
Reci: piaggio?
balenabian: e cosi finalmente
balenabian: scappa in motorino?
SperanzA: allora lanciamo iglesias dal balcone
balenabian: anzi, con l apecar
Reci: sì, l'ape è più lungo
balenabian: che se no non ci sta la valigia
Reci: il lungo piaggio
SperanzA: dai se scappi ti sposa
Reci: citiamo i film adesso?
cujo_la_sp: sugli sposi preferirei qualcosa di più leggero di iglesias
balenabian: oddiooo
balenabian: mi ricorda qualcosa
SperanzA: sette spose per sette fratelli
Reci: DJ Francesco va bene cujo?
cujo_la_sp: no l'ape nooooooo
balenabian: cujo ma sposi chi?
SperanzA: quattro matrimoni e un funerale(visto che muore la speranza....)
cujo_la_sp: poi porta tito
cujo_la_sp: ops repeettt
cujo_la_sp: prot
balenabian: eh?
Reci: ma io non lo voglio sposare 4 volte..
cujo_la_sp: noooooooooo l'ape nooooooooooo poi porta tito e lui ai matrimoni si scaccola
SperanzA: spero che almeno mi lanciate il bouquet SPERO
balenabian: beh se non speri tu
cujo_la_sp: barbara bouquet?
balenabian: dovresti chiamarti sperante
balenabian: no suo fratello
cujo_la_sp: non dovevamo lanciare iglesias?
balenabian: è il bouquet
balenabian: non la bouquet
balenabian: si?
cujo_la_sp: e se ci sposassimo in sardegna ad iglesias?
balenabian: e lanciamo il bouquet a iglesias?
Reci: e speranza?
balenabian: e se non vuole sposarsi?
balenabian: dopo tutto è partito con l ape
cujo_la_sp: ok ci sposiamo a boquet e lanciamo iglesias
SperanzA: iglesias mi pare si sia sposato già diverse volte...
balenabian: il paese?
cujo_la_sp: speranza è l'ultima a morire
cujo_la_sp: perciò paga il conto al ristorante
SperanzA: il cantante lagnoso...con figlio altrettanto lagnoso
balenabian: (ne abbiam gia uccisi due)
balenabian: si sarebbe meglio se almeno non si riproducesse
SperanzA: e io paaaaaago!
SperanzA: (citazione colta)
cujo_la_sp: ma a noi chi ci sposa...
balenabian: molto colta
cujo_la_sp: padre ralf
balenabian: ma poi l hai messa nel vaso?
SperanzA: no, l'ho colta e l'ho mangiata
SperanzA: ho fame
balenabian: era matura?
cujo_la_sp: ma se l'hai colta ora non la devi più innaffiare?
SperanzA: mmm....non tanto
SperanzA: infatti io odio annaffiare
balenabian: allora ti viene lo squarehouse
SperanzA: tutte le mie piante muoiono per questo
cujo_la_sp: ma la reci nonchè mia sposa adorata ha fatto arakiri?
balenabian: si suicidano?
SperanzA: ora ho solo piante grasse
balenabian: mettile a dieta
SperanzA: che stanno diventando anoressiche
cujo_la_sp: e chi mi farà chiri chiri ora...
SperanzA: karakiri
balenabian: ma sposa o sposo?
cujo_la_sp: ahhhhhhhhhh e ora con chi mi sposo?
SperanzA: kikkirikììììììì
SperanzA: per colpa di chi?
cujo_la_sp: indifferente lo deciderà il pubblico
SperanzA: chicchicchirichì.......
SperanzA: con il televoto?
cujo_la_sp: chi chi ri chi
cujo_la_sp: ma se dico dvd voi che dite?
balenabian: vd!
cujo_la_sp: giustooooooooo
balenabian: facciamo sempre piu morti
balenabian: :)
cujo_la_
postato da: dariocicchero alle ore giugno 29, 2004 23:41 | Permalink | commenti (1)
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martedì, giugno 29, 2004

mi sono rotto di sentire dire a i miei amici over trenta la frase:

che gli dico ad una diciottenne/diciannovenne/ventenne...

questa frase l'ho sentita sistematicamente da tutti quelli che poi le suddette se le sono trombate, e perciò mi chiedo quanto sono coerenti gli uomini di oggi?dal canto mio anch'io non sono molto coerente perchè pur condividendo volentieri le esperienze con signorine dell'età sopracitate non ne ho mai trombate...a parte questo piccolo particolare del trombare, io mi chiedo: perchè quando si invecchia si dicono un sacco di cazzate? come faccio io  30/39enne dire che una 18/20enne non ha nulla da ascoltare o peggio da dirmi...io a quell'età ne avevo cose da dire e le mie coetanee pure, solo che i "grandi" non avevano voglia di ascoltarci, certo le mie giovani amiche le trombavano anche allora...

come facciamo a parlare di un mondo migliore se poi non ascoltiamo o non parliamo con chi è più giovane solo per la sua età arrogandoci il diritto di stabilire che non hanno nulla da dirci di interessante... come possiamo negarci il piacere di una sana conversazione con chi ha da attingere alla nostra esperienza regalandoci la freschezza del suo entusiasmo e della sua di esperienza. io sostengo che la mia generazione ha fatto un salto di qualità avvicinando le generazioni, non ci sono più grandi differenze, come un tempo, tra genitori e figli, ascoltano la stessa musica, vedono gli stessi film, credono negli stessi valori e manifestano insieme per affermarli. come è possibile che in questo cambiamento di vedute generazionali si possa ancora dire: che gli dico ad una diciottenne/diciannovenne/ventenne...

 

postato da: dariocicchero alle ore giugno 29, 2004 20:01 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 25, 2004

La guardava ma non la capiva. Per quanto la rigirasse tra le dita non la capiva. La guardava dall'alto, dal basso, da sinistra, da destra ma niente, non riusciva proprio a capirla; come non capiva lui. Forse non voleva capirla. Non gli piaceva, era come lui.

Come dirglielo ??!! 

Una volta le sue foto le trovava belle, semplici e dirette, quasi poetiche, anche se per lei la fotografia non poteva essere paragonata ad una poesia, ma capiva poco anche le poesie.

Aveva deciso di farsene fare qualcuna appena fosse riuscita a perdere "quei quindici chili di troppo". Lui gliele avrebbe fatte subito, " quei quindici chili di troppo" li accettava, erano parte di lei. I primi tempi lei trovava carino che accettasse "quei quindici chili di troppo" e non insistesse perché dimagrisse, ma con il passare del tempo la cosa le diede fastidio e inizio a pensare che fosse colpa di lui se ingras­sava, in fin dei conti non la spingeva a dimagrire questo comportamento le dava così fastidio che fu uno dei motivi per desiderarne il distacco, ma non glielo disse mai. Era poco più un anno che la loro convivenza "durava" senza problemi apparenti ma da qualche giorno lui non gli piaceva più si annoiava, non lo capiva, forse in passato credeva di capirlo ma era spinta dalla " fase ormonale ", ora che era finita quella "fase" non ci riusciva. Avrebbe dovuto dirglielo. Non riusciva, era troppo vigliacca per affrontare le proprie responsabilità, era più facile "stufarlo" o tradirlo. Tra­dirlo e farsi scoprire. No non era una buon’idea, non avrebbe potuto fare la vittima, doveva spingerlo a lasciarla, così tutti sarebbero stati dalla sua parte e non avrebbero fatto troppe domande. Lei pensava - potrei spingerlo a chiedermi cosa c'è che non va, tergiversare un po’ e poi dirgli che ho incontrato un mio ex e che la cosa mi ha turbata, mi ha fatto pensare, pensare al nostro rapporto. Poi gli dico che ho molte insicurezze, lacrimo un po' e dico che ho bisogno di tempo, non so' di quanto, ribadisco, e poi non mi faccio più sentire e trovare, lui si stuferà o si rassegnerà. A chi mi chiederà dirò che è finita di comune accordo ed è fatta.-

Erano lì, una di fronte all'altro, lei appoggiata al tavolo con una foto in mano, lui "avvolto" dal suo "grembo materno", una vecchia poltrona, che lei trovava orribile e ora odiava.

la scrutava mentre lei cercava di capire il verso giusto per guardare quella foto. sarà stato il bianco o l'ammasso di luci e ombre. gli occhi di lei chiede­vano un significato a quel cartoncino, il cartoncino non rispondeva. cercavano un grande significato in ciò che vedevano ma vedevano solo un grande ammasso di chiari e scuri.

Lui la foto l'aveva fatta proprio per quei chiari e scuri. Era stato spinto dal "banale" piacere estetico che oltre la pubblicità solo l'arte figurativa sa' cogliere ed apprezzare. Per lui era solo una bell’immagine formata dalle ombre e dalle luci di un oggetto, una pompa di benzina, in un particolare momento della giornata. Era una di quelle immagini che piacciono o non piacciono senza nessun significato.  Lei continuava a girarla tra le mani senza capire. Iniziava a sentirsi a disagio pen­sando a quando lui gli avrebbe chiesto cosa ne pensava. Poteva rispondergli:

 - penso che dopo questo schifo di foto ti lascerò!-

Sarebbe stato facile non fosse stata cosi' vigliacca.

Lui stava chiedendosi se ci vole­va più di cinque minuti per rispondere alla semplice domanda:

-ti piace?-.

Sapeva che lei cercava di capire l'incapibile perché era una persona pratica e materiale, che la­sciava poco spazio alla fantasia e soprattutto, non concepiva che si potesse fare qualcosa fine a se stessa solo per il piacere di farla. Non rientrava nei suoi canoni. Secon­do lei un'immagine fine a se stessa era illogica, stupida, soprattutto chi faceva questo tipo d'immagine era stupido e superficiale. Secondo lei tutto veniva premeditato, niente veni­va fatto spinti dall'emozione, solo negli spettacoli di castagna poteva succedere.

Per questo gli aveva fatto vedere quella foto, un po' per gioco un po' per metterla in "crisi".

Mentre era alle prese con quell'immagine, lui iniziava a rendersi conto della distanza che li divideva. Avrebbe dovuto capirlo il giorno che gli raccontò che passando vicino alla sta­zione era sceso dal pullman e aveva preso un treno per Rimini solo per il gusto di viag­giare. Il futile piacere del viaggio senza organizzazione e premeditazione, un viaggio senza una meta precisa ma casuale. Rimini era la destinazione del primo treno in partenza, aveva scelto quella località solo per quello, ma lei pensò che fosse andato a trovare una ragazza con cui, lui, aveva avuto una piccola storia estiva prima che iniziasse la loro relazione.

Lui raccontava, con gioia fanciullesca, di essere stato un'oretta sulla spiaggia e di avere incontrato un’amica che passeggiava sul bagnasciuga. Aveva viaggiato più di dodici ore, tra anda­ta e ritorno, per un'oretta sulla spiaggia. Per lei era una cosa inconcepibile, assurda e molto idiota. Lo aveva guardato come stava guardando quell'incapibile foto. Quello sguardo gli porto' alla mente quel momento e si rese conto che la loro distan­za era sempre esistita, annebbiata dai "fumi dell'amore". Avrebbe dovuto accorgersene dalla quasi totale mancanza d’interessi comuni, film, mu­sica, tv, lettura. I film, andavano a vedere quelli che piacevano a lei, la musica, ascoltavano quella che piaceva a lei, in tv, guardavano le cose che piacevano a lei, i libri, non ne parlavano mai. Lei non leggeva "non aveva tempo". Non aveva dato peso a queste cose, pensava:

- oggi gli vado incontro io, domani mi verrà incontro lei. In un rapporto di coppia c'è qualcosa di più profondo dei film e la musica, i libri e la tv-.

Intanto i giorni passavano e lei non gli andava incontro. Anche nel ses­so iniziava a sentirsi "usato" non esisteva più un "pre e un post" era diventato sesso e basta quando si sentiva "soddisfatta" gli girava la schiena e si addormentava.

Lei distolse un attimo lo sguardo dalla foto e lo vide avvolto da quell'orribile poltrona, si rese conto che la sensazione di lontananza era anche colpa sua. Si erano ri­promessi di parlare dei dubbi o dei problemi, ma lei si chiudeva dietro a muri impenetrabili e si raffreddava, nascondendosi dietro immancabili litigi famigliari. Non riusciva a parlargli sinceramente. Non ne capiva il perché. Era comprensivo, ascol­tava senza giudicare; non aveva mai avuto un uomo cosi', tutti la trattavano come stava facendo lei con lui. Per un po' pensò d’avere paura di fargli male parlandogli dei problemi che avevano, ma poi si rese conto che questo chiudersi, raffreddarsi senza spiegazioni faceva più male che se le avesse detto:

-basta sono stufa! Ti lascio-.

La cosa le dava un sottile piacere era la sua rivalsa sugli uomini del passato. Questa realizzazione la turbava, si era resa conto che stava con lui perché poteva fargli del male. Aveva capito che bastava cambiare il modo di salutare, l'atteggiamento tattile, girargli la schiena dopo aver fatto l'amore e tantissime piccole cose per angosciarlo, farlo preoccupare. Per quanto cercasse di reprimere il desiderio di godere di questa superiorità il sentimento di rivalsa era più forte dell'amore.

Lei ritornò a guardare quella foto, vedeva il vuoto, un groviglio di luci, di ombre, immagini non razionabili, sopratutto vedeva l'inutilità di quel cartoncino. Quello era lo specchio del loro rapporto. Gli sarebbe piaciuto dare un significato al cartoncino e all'uomo, ma non ci riusciva. Lei non capi­va le emozioni che lo avevano spinto a realizzare quella foto.

Si erano dati tanto, lui le aveva fatto superare molti tabù, le aveva insegnato a non avere paura del piacere, lei le aveva insegnato ad innamorarsi. Avevano passato bellissimi momenti insieme e forse per quello, lui per quanto "razionalizzasse" il loro rapporto, non riusciva a dissuadersi di non esserne più innamorato, pensava:

-sarà un luogo comune ma io non riesco a vivere con lei ma non riuscirei a vivere senza.-

Avrebbe voluto tornare a quando erano due teneri amici che si coccolavano un po', ma non le sarebbe bastato di sicuro.

Anche lei sarebbe tornata indietro, ma ormai la soglia del non ritorno era stata passata.

Lo guardò con un po' di tristezza, posò la foto e gli disse:

-bella.....-

Lo diceva senza convinzione, senza guardarlo negli occhi, lui se ne accorse si divincolò dal “grembo materno" e le disse:

-andiamo a dormire sono le due.-

la prese per mano e si avviò verso la camera da letto.

Quella notte lui provò ad abbracciarla ma lei lo allontanò, poi delicatamente gli girò la schiena addormentandosi pesantemente.

Sono passati 7 anni da quel giorno, “lei e lui” sono di nuovo seduti in salotto, lei ha una foto in mano; la rigira tra le dita, lui è abbracciato dalla sua poltrona; i pensieri sono quelli di allora l’unica differenza è la presenza di un bambino sulle ginocchia.

postato da: dariocicchero alle ore giugno 25, 2004 14:04 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, giugno 24, 2004

Aiuto!!! Aiuto !!! Qualcuno mi aiuti!!! Dove siete, qui è buio. Fate un po' di luce. Saranno usciti, e il buio? Sarà un black-out, ce ne sono stati molti ultimamente. Ora passa, torna la corrente e torna tutto normale. Niente, saranno passate sei ore e la corrente non torna. Neanche loro tornano, dove saranno?!

Dai Gedeone .... prova a ricordare, cosa hai visto prima del buio. La faccia di Giovanni, no era franca oppure Carla, no era chiara ne sono sicuro.

Dove sono? Cos'è questo rumore di ferraglia al piano di sopra?

Qualcuno mi vuole rispondere!!!!!!!

Forse è un incubo, ho staccato la spina e sto' sognando, mi è già successo in passato. Loro mi amano, non mi scaricherebbero mai, sono vent'anni che viviamo insieme.

Eppure....non sto' sognando, questo tremendo rumore di ferraglia, il buio... troppo reale per essere un sogno. Allora se non è un sogno dove sono?

Aiuto!!! Non c'è nessuno la fuori? Aiuto!!! Tiratemi fuori!

Cavolo; c'è solo quel dannato rumore la fuori?!!! Dove sono? Sono stanco. Mi sento svuotato come se mi avessero spogliato.

Dove sonooo?

Perché mi sento cosi' pesante? Cavolo; dove sonooooo?

Saranno passate otto ore, i ragazzi non si sentono, sento solo quel maledetto rumore di ferraglia.

Nooo..... noooo...... non possono avermi scaricato, certo sono invecchiato ma neanche i vecchi si buttano.

Bene il rumore è cessato ora potranno sentirmi.

Aiuto!!!! Aiutooo!!!! Aiutoooooo!!!!!!!!!!!!!

Mi sto' muovendo, alleluia mi hanno trovato. Sii mi hanno sentito, ora mi verranno a salvar............

Mentre un tremendo rumore di vetri infranti e lamiere accartocciate gli spegnevano la voce, facendolo diventare un rottame tra i rottami, in città Giovanni sta spiegando a Carla, chiara e franca:

-certo Gedeone ci mancherà, ma dopo vent'anni d’onorata carriera era diventato vecchio- le ragazze annuirono- perciò bando a tristezze e piagnistei e godiamoci le meraviglie del nostro nuovo frigo che battezzo "Gedeone secondo".-

Cosi' dicendo estrae una bottiglia di Berlucchi rosé dal nuovo frigo e brindano allegramente a "Gedeone secondo”.

 

postato da: dariocicchero alle ore giugno 24, 2004 03:56 | Permalink | commenti
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giovedì, giugno 24, 2004
27/4/04 primi e ultimi post di questo blog, forse per un calo di creatività, forse per pigrizia, ma sicuramente perchè non ne sapevo il perchè; perchè avessi aperto un blog, non sapevo neanche cos'era veramente un blog in quel 27 aprile, era un gioco per me e niente di più. Conoscevo i blog attraverso le "citazioni" di Soffri dalle ali del suo "condor" (trasmissione di radio2), e per averne letti alcuni di perfetti sconosciuti e di una dolce amica.Ne condividevo lo spirito con cui venivano descritto da Soffri ma alla fine fu un gioco più che un bisogno. Oggi sono passati quasi due mesi da quel giorno e per me questo spazio continua ad essere un gioco e perciò non è giusto che rimanga abbandonato a se stesso, ai giochi bisogna giocare e poi giocare mantiene giovani...
postato da: dariocicchero alle ore giugno 24, 2004 03:18 | Permalink | commenti
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